Israele utilizza armi non convenzionali a Gaza

Israele starebbe facendo ricorso ad armi non convenzionali come le bombe al fosforo per coprire l’assalto dei suoi soldati nella Striscia di Gaza.
A rendere attendibile una notizia che potrebbe apparire tendenziosa è il quotidiano britannico Times: “Israel rains fire on Gaza with phosphorus shells” titola un articolo apparso nell’edizione odierna; un’informazione subito smentita dallo Stato Maggiore di Israele.
“Queste bombe, che causano orrende ustioni, venivano usate in Iraq dalle truppe americane ed inglesi – scrive il Times – il Trattato di Ginevra del 1980 le aveva dichiarate illegali ma gli eserciti che ne fanno uso sanno di poter aggirare l’ostacolo adducendendo un “utilizzo a mo’ di schermo fumogeno.”

Guida al boicottaggio di Israele, dopo l’invito dell’ONU

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testimonianza da Israele: “Molto prima delle 18 la Cineteca è circondata da tutti i lati, polizia regolare in tenuta antisommossa, reparti a cavallo e un mucchio di macchine di pattuglia che scaricano agenti in continuazione. «Guardate, questi non hanno pistole, hanno fucili automatici. Vogliono portare la guerra anche qui?»..I cartelli dicono: «Fermate il massacro», «La guerra è di Olmert, le vittime sono nostre», «No all’omicidio degli innocenti», «Noi israeliani diciamo: il governo di Israele commette crimini di guerra», «Intervento internazionale ora», «Europa ferma la guerra», «Livni, l’omicidio non è femminista», «Il comandamento dice: non uccidere».
Uno slogan ripetuto di frequente, «Questa non è la mia guerra», è scritto in arabo, ebraico, inglese..In piazza ci sono più di mille persone, più di quante ci si potrebbe aspettare in Israele durante le prime ore di una guerra, con la febbre bellica di cui sono responsabili i media .. i manifestanti gridano: «Ebrei e arabi si rifiutano di essere nemici», «A Gaza e Sderot i bambini vogliono vivere», «La guerra è un disastro, la pace è la soluzione», «Fermiamo la guerra, torniamo alla tregua», «Facciamo tacere i fucili, salviamo la gente», «Barak, Barak, quanti ne hai uccisi oggi?», «Le stragi non ti daranno il potere», «Il sangue scorre per il prestigio dei ministri», «Il sangue scorre per i sondaggi dei partiti corrotti», «No alla guerra, torniamo alle trattative». Persino «No alla guerra, sì alla pace» che di solito suonerebbe come un truismo naif, oggi suona come un messaggio netto e radicale.

«Signore e signori della stampa, il nostro attacco di oggi su Gaza è stato chirurgico e precisamente mirato», la voce di Olmert alla radio che alcuni attivisti hanno acceso viene trasmessa dalle torri dall’altra parte della strada. «Bugiardo, criminale di guerra», sale un urlo in risposta, e molti giovani cercano di sfondare i blocchi della polizia.

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