Sentenza definitiva: stop all’alimentazione ad Eluana

Affermando innanzitutto che è assurdo per una vicenda così drammatica si debba attendere la decisione dei giudici in un calvario infinito, per chi vive la tragedia in prima persona, di ricorsi e appelli, è arrivata la sentenza definitiva della Cassazione sul caso di Eluana Englaro. La Cassazione stabilisce che il decreto della Corte di Appello di Milano dello scorso luglio è valido e quindi “autorizza la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale ad Eluana”. Il ricorso presentato dalla Procura contro la sentenza di Milano è stato giudicato dalla Cassazione “inammissibile”. Il Procuratore Generale, Maria Antonietta Pezza, non aveva alcun titolo per il ricorso in Cassazione. Esiste, infatti, un “diritto personalissimo del soggetto (il diritto di autodeterminazione terapeutica in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale) all’esercizio del quale il P.M. non può contrapporsi”. Questo è quanto si legge nella sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, in relazione alla vicenda di Eluana Englaro. Il caso è chiuso.

Eluana, che ha compiuto 38 anni, lascerà presto le suore che l’accudiscono dal 7 aprile del 1994 e sarà trasportata in una clinica per le ultime ore di vita. Accanto avrà un medico e, come sempre, suo padre.

“Viviamo in uno stato di diritto”, ha commentato a caldo la sentenza Beppino Englaro, il padre della donna ricoverata nella casa di cura Beato Talamoni a Lecco.

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