Esplode la protesta contro il decreto Gelmini in tutta Italia

«Occupazioni lampo e iniziative imprevedibili, come blocchi del traffico e lezioni all´aperto», annuncia Luca Minghinelli del collettivo di Scienze politiche di Milano.

Scendono in strada in migliaia gli studenti universitari contro il decreto Gelmini. Invadono le strade, bloccano le ferrovie, occupano i rettorati. A Milano sono scoppiati tafferugli con la polizia; bloccata la stazione ferroviaria a Bologna; oltre 40 mila attraversano Firenze in corteo; mille in assemblea alla Statale; lezioni in stada a Genova. E per l’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Milano, il 3 novembre, alla presenza del ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini, gli studenti hanno annunciato “cose incontrollabili”.

Un migliaio di studenti ha tentato di irrompere nella stazione delle Ferrovie Nord di Piazzale Cadorna. I carabinieri hanno usato manganelli e fumogeni per respingere l’assalto. “Abbiamo un filmato – spiegano i manifestanti – in cui si vede un carabiniere colpire con una manganellata e un calcio un ragazzo caduto a terra durante gli scontri”. Il bilancio è di tre feriti (due alla testa e uno al volto) e tre contusi. Improvvisato un sit-in per bloccare il traffico nelle vie circostanti la stazione. Lo slogan ripetuto è: “La vostra crisi non la pagheremo noi”.

Bloccata dai ragazzi dei collettivi universitari la stazione di Bologna. Dopo essere scesi in corteo per via Indipendenza, gli studenti sono entrati nella stazione ferroviaria e hanno occupato i primi tre binari. Al grido di “noi la crisi non la paghiamo”, circa 600 ragazzi hanno bloccato per una decina di minuti il traffico ferroviario alzando striscioni, fumogeni e petardi. Poco prima, un centinaio di ragazzi avevano fatto irruzione nel Rettorato gridando “vergogna, vergogna”, e rumoreggiando con tamburi e fischietti.

A Napoli il Liceo classico Genovesi è stato occupato, liceo Sannazaro in autogestione e si è svolto un corteo di protesta degli studenti medi e universitari per le vie del centro.
Un corteo di due ore nel centro della città per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di istruzione. Migliaia gli studenti in strada, tra universitari e liceali. Cinquemila i manifestanti, secondo gli organizzatori, almeno nel momento di massima partecipazione.

Il corteo aveva in testa lo striscione degli studenti della facaoltà di Lettere dell’università Federico II, l’epicentro della protesta in questi giorni. “Fuori Confindustria da scuole e università”.
Slogan contro il governo, all’arrivo in piazza Matteotti, gli studenti hanno cantato l’inno partigiano “Bella Ciao”. Al termine hanno tenuto una nuova assemblea pubblica in piazza del Gesù.

E la mobilitazione prosegue oggi. L’Università Orientale blocca per un giorno le sue lezioni con una decisione presa dal Senato accademico. All’Università Parthenope la protesta avrà la forma di una rappresentazione grottesca interpretata dagli studenti iscritti, dal titolo “Prove tecniche di privatizzazione”.

Intanto berlusconi minaccia gli studenti: “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare”. Poi, rivolto a una giornalista del Manifesto che aveva posto la domanda, aggiunge: “Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro. Convocherò oggi – prosegue Berlusconi – il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere

La scuola in diretta, dal blog di Beppe Grillo

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  1. http://girmi.ilcannocchiale.it/post/2065010.html

    protestare è bello cliccate qui

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