11 settembre, 7 anni dopo

L’America ricorda l’11 settembre

Il settimo anniversario dell’11 settembre 2001, il giorno degli attentati terroristici contro New York e Washington che hanno cambiato l’America, è stato preceduto da una vigilia di polemiche, innescate dal un parere, durissimo, del sindaco di New York Michael Bloomberg.

La ricostruzione di Ground Zero continua a rilento al punto che il governatore dello Stato David Paterson, secondo Bloomberg, dovrebbe prendere in mano il timone, togliendo all’autorità portuale di New York e New Jersey la responsabilità sul futuro dell’area. Secondo Bloomberg le agenzie che gestiscono i lavori di sviluppo non fanno che intralciare la ricostruzione e rallentare la realizzazione dei progetti, in primo luogo lo snodo del sistema di trasporti metropolitani e il monumento alla memoria delle vittime. Era già successo con l’anniversario delle stragi di un anno fa: le lacrime e la commozione erano quasi scomparse, e anche dai familiari delle vittime il sentimento dominante era la voglia di dimenticare.

Non svanisce tuttavia lo spettro di nuovi attentati. Il segretario di Homeland Security Michael Chertoff si è detto convinto che gli estremisti di al Qaida continuano a considerare l’aviazione civile americana come un possibile bersaglio, «e anche se in questi sette anni il governo del presidente George W. Bush ha fatto molto per proteggere l’America, il rischio rimane». Osama bin Laden, lo sceicco saudita che Washington considera come il mandante delle stragi, resta in libertà e nonostante l’intelligence americana sia sulle sue tracce il suo nascondiglio resta un segreto. La portavoce di Bush, Dana Perino, prova a giustificarsi: «Non viviamo in un film – ha detto, nel consueto briefing ai reporter, non abbiamo super poteri. Quello che possiamo fare è lavorare insieme ai nostri alleati per cercare di catturarlo».

Bush e la first lady Laura ricordano le stragi osservando un minuto di silenzio sul prato della Casa Bianca alle 8.46, il momento in cui il primo dei due aerie di linea dirottati si schiantò contro il Wtc di New York. E nel settimo anniversario degli attentati i due candidati presidenziali Barack Obama e John McCain hanno deciso di deporre le armi per un giorno per commemorare le vittime di quei tragici eventi. Appare tuttavia improbabile che gli schemi politici vengano completamente dimenticati: a differenza di quanto inizialmente annunciato dai media americani, i due non dovrebbero infatti comparire insieme nel sito degli attentati di New York, Ground Zero. McCain ha infatti deciso di recarsi a Shanksville, Pennsylvania, Stato per lui cruciale nella campagna elettorale dove negli ultimi giorni ha lanciato un’intensa campagna elettorale insieme alla sua vice Sarah Palin.

Per quanto riguarda Obama, dopo la cerimonia a Ground Zero, incontrerà a pranzo l’ex presidente Bill Clinton, fino a poco tempo fa suo agguerrito rivale in sostegno della moglie Hillary, ma oggi sceso in campo per sostenere il ritorno del partito democratico alla Casa Bianca. In ogni caso, la campagna presidenziale sarà ufficialmente sospesa per un giorno: gli spot elettorali dei due candidati non andranno in onda e sia Obama che McCain hanno promesso di non parlare di politica nel corso delle loro apparizioni pubbliche né in occasione del forum che si svolgerà a partire dalle ore 20 (le 2 di notte in Italia).

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