Proposte dei cittadini sul web per il dopo Kyoto

Da’ una voce per la lotta ai mutamenti climatici. Il web 2.0 serve anche a questo. Da martedì, infatti, la Commissione europea mette a disposizione di singoli cittadini, settori industriali, sindacati, rappresentanti dei consumatori, gruppi di interesse di ogni tipo, Ong e altre organizzazioni un sito collaborativo per scrivere le preferenze sulla lotta ai mutamenti climatici e per stabilire una consultazione pubblica sulla posizione che l’Ue dovrebbe adottare dopo il 2012 quando scadranno gli obiettivi attuali del protocollo di Kyoto. Per allora l’Unione si è impegnata a ridurre le emissioni dell’8%.

Attraverso il sito ognuno potrà formulare le proprie osservazioni su una serie di aspetti rilevanti, quali gli obiettivi di riduzione delle emissioni nel medio termine per i paesi sviluppati, gli interventi per ridurre le emissioni nei paesi in via di sviluppo, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la cooperazione tecnologica e i finanziamenti.

La consultazione è aperta fino al 29 settembre 2008 e le parti interessate sono invitate a partecipare compilando un questionario on-line. Dopo di ché per l’autunno 2008 è prevista una conferenza delle parti interessate sulla base, pare, degli elementi raccolti attraverso il sito.

«L’anno scorso a Bali si è concordato di adottare entro la fine del 2009 un accordo sui cambiamenti climatici a livello mondiale». Secondo il commissario per l’ambiente Stavros Dimas, «l’accordo ambizioso che dovrà essere concluso a Copenaghen dovrà riunire le nazioni del mondo per affrontare efficacemente questa sfida di portata globale. È importante che il nostro contributo alla discussione sia messo a punto avvalendosi delle conoscenze e delle competenze delle diverse parti interessate».

La consultazione fa seguito alla comunicazione della Commissione «Limitare il surriscaldamento dovuto ai cambiamenti climatici a +2 gradi Celsius: la via da percorrere fino al 2020 e oltre». Le parti interessate dovranno esprimersi sui diversi capitoli della road map di Bali, tra cui l’impegno da parte dei paesi sviluppati a elaborare una visione comune per conseguire gli obiettivi di medio termine e a cooperare maggiormente in materia di riduzione delle emissioni e adattamento ai cambiamenti climatici con il sostegno di risorse tecnologiche e finanziarie.

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