Europe loves Obama

Il senatore di Chicago ha cominciato con una nota personale il suo atteso intervento di fronte a una folla immensa di berlinesi, ai piedi dell’angelo d’oro. «Non vi parlo da candidato alla Casa Bianca, ma da americano, da cittadino del mondo. Non assomiglio agli americani che hanno parlato qui prima di me – ha continuato Obama – la mia storia personale è diversa, una storia americana. Il padre di mio padre era un servo degli inglesi, un cuoco. Berlino è il simbolo della libertà per me, il simbolo di una determinazione alla quale i popoli del mondo devono guardare con ammirazione».

EUROPA-USA – Obama ha dedicato alcuni passaggi del suo intervento ai rapporti tra Europa e Stati Uniti: «Devono lavorare insieme per sconfiggere il terrore e prosciugare il pozzo dell’estremismo che lo appoggia». Come in Afghanistan: «L’America non può farlo da sola, il popolo afghano ha bisogno delle nostre truppe e delle vostre truppe». «L’America non può isolarsi – ha continuato Obama -, l’Europa neanche. È arrivato il momento di costruire nuovi ponti. Bisogna abbattere tutti i muri che restano ancora in piedi, i muri tra vecchi alleati e l’altra parte dell’Atlantico non possono resistere. I muri tra i Paesi che hanno di più e quelli che hanno di meno non possono resistere, non possono resistere i muri tra le razze, le tribù, gli immigrati e i nativi, tra cristiani, musulmani ed ebrei». Poi, dal candidato democratico, è arrivato il «no» alla «proliferazione delle armi nucleari» e alle «discriminazioni». «C’è bisogno – ha ribadito – che tutti abbiano le stesse opportunità».

«Amo l’Italia, è un paese meraviglioso». Una frase di rito, quella del candidato democratico alla Casa Bianca. Che però poi fa una promessa: «Verrò appena possibile». Barack Obama, durante la sua visita a Berlino, prende l’impegno ai microfoni di SkyTg24. Poi entra nel vivo della sua prima tappa del tour europeo (che non prevede l’Italia): il bagno di folla che lo accoglie sotto la Colonna della Vittoria.

IL DISCORSO – Il suo discorso inizia con poco più di venti minuti di ritardo. «Ringrazio la Merkel e il ministro degli Esteri Steinmeier per il benvenuto che mi hanno dato» esordisce. «Ma ringrazio soprattutto Berlino. Questa città come molte altre conosce il sogno della Libertà. Le persone del mondo devono guardare Berlino, dove il muro è caduto e dove la storia ha provato che non c’è una sfida che non si può combattere per il mondo unito».
Non è mancato un riferimento all’ambiente: «Dobbiamo investire nella cooperazione, costruire istituzioni più forti e condividere i sacrifici. Dobbiamo unire gli sforzi per salvare il pianeta e agire con risolutezza. Riducendo le emissioni che inquinano la nostra atmosfera. Non vogliamo lasciare ai bambini le tempeste che distruggono il Pianeta, vogliamo dare un futuro ai nostri bambini e dare la speranza a chi è rimasto indietro».

ERRORI USA – A proposito degli Stati Uniti, Obama ha detto: «So che il mio Paese non è perfetto. Ci sono state occasioni in cui abbiamo dovuto lottare per i nostri diritti. Abbiamo fatto degli errori. Ma questo non diminuisce l’amore che ho verso la mia Patria». Obama non ha citato esplicitamente il presidente repubblicano, George W. Bush, ma ha sottolineato come lo “strappo” provocato dalla linea dura della guerra al terrorismo e dal conflitto in Iraq possa essere superato sulla base degli «ideali profondi di speranza e libertà che sono il tessuto della società americana».

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