I Massive Attack aprono il Neapolis festival

Il Neapolis Festival apre all’Arena Flegrea nel segno delle sonorità trip-hop dei Massive Attack e del gruppo partenopeo dub-mediterraneo, Almamegretta, che per l’occasione ritrovano l’ex frontman Raiz.
Il Carpisa Neapolis Festival, dopo la serata inaugurale del 30 maggio, entra nel vivo e lo fa con due band dai destini incrociati. Tutti infatti ricorderanno la collaborazione del gruppo napoletano con la band di Bristol nel brano Karmacoma risalente al 1995. Due destini per le band che si ritrovano al punto di partenza, Napoli, dove il fondatore dei Massive Attack, Robert Del Naja, affonda le radici – il padre è napoletano – e dove spesso ritorna. Gli Almamegretta con una puntualità nordica aprono il concerto davanti a un pubblico giovane accorso numerosissimo all’evento. Le sonorità della band partenopea supportano la voce di un Raiz in grande spolvero, che si alterna alla voce con Lucariello, il rapper che ha preso il posto ingombrante di Raiz insieme alla cantante Zaira. Notevole la compattezza sonora dei nuovi brani, tratti dall’album Vulgus, ma i momenti più caldi sono per i pezzi storici della band, da Sanacore a O’bbuon e o’malament, passando per l’epica Nun te scurdà. Chicca per il pubblico offerta dal Lucariello 2 minuti di Cappotto di Legno, il brano dedicato a Roberto Saviano. Alle 23, dopo una lunga attesa dovuta ai preparativi della complessa strumentazione dei Massive Attack, salgono sul palco i 7 musicisti di Bristol. L’apertura del concerto è affidata a un paio di brani nuovi, sconosciuti al pubblico, ma di grande impatto. L’esecuzione di Risingson e di Inertia Creeps, con 3D alla voce supportato da Daddy G, è imponente, i suoni trip-hop a cui i Massive Attack ci avevano abituati ritornano prepotentemente, così come le scenografie da brainwashing fatte di bombardamenti di luci e informazioni in sincrono con i suoni. Al microfono, col susseguirsi dei brani, si alternano le varie collaborazioni che hanno reso i Massive Attack un vero e proprio open-project: lo storico cantante Terry Collier interpreta la spettacolare Angel e un paio di nuovi brani, Deborah Miller canta splendidamente la storica Unfinished Sympathy, mentre l’interpretazione di Teardrop è affidata alla bella cantante Stephanie Dosen. Il pubblico apprezza le canzoni e si fa trasportare volentieri in un’altra dimensione, fatta di sonorità oscure, di bassi e batteria potenti che si concentrano tutti nel nuovo brano Dobro, probabilmente il prossimo singolo del gruppo inglese. Siparietto finale con Robert Del Naja che rientra sul palco con la maglietta numero 7 di Lavezzi facendo esplodere un pubblico in delirio, per poi interpretare in coppia con Daddy G, Karmacoma, lasciando la parte finale del brano all’interpretazione di Raiz che davanti al suo pubblico esalta le sue doti vocali. Si conclude così, con un vero e proprio momento musicalmente storico, la prima tappa del Neapolis Festival.

Alessandro Ingegno

da campaniasuweb

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