Iervolino:il termovalorizzatore ad Agnano

Iervolino spiazza tutti: il termovalorizzatore di Napoli nascerà nell’ex Nato di Agnano
Annuncio a sopresa della sindaca che taglia le ipotesi di Napoli Est, sorgerà nell’area dell’ex spaccio della Nato nel quartiere Agnano.

NAPOLI – Il termovalorizzatore di Napoli si farà ad Agnano. Lo annuncia (a sorpresa) la sindaca Rosa Russo Iervolino scegliendo un’area esclusa da eventuali bonifiche ambientali come poteva essere l’area di Napoli Est o di Bagnoli. Una scelta che spiazza tutti, sebbene l’assessore Gennaro Mola abbia escluso, già la settimana scorsa, la possibile «location» a Napoli Est visto che lì c’è già la contemporanea presenza della centrale termoelettrica di Vigliena e della Darsena di Levante (ancora sulla carta).
Il termovalorizzatore di Napoli sorgerà nell’area dell’ex spaccio della Nato nel quartiere Agnano, nell’area occidentale del capoluogo partenopeo. «Sorgerà ad Agnano dopo un’attenta analisi molto lunga e molto attenta, fatta su tutto il territorio cittadino – ha detto Iervolino – partendo dalla premessa che il termovalorizzatore non è un’attrezzatura mortifera però ci è parso giusto scegliere un territorio che avesse determinate caratteristiche cioè che fosse facilmente accessibile, il cui terreno non fosse inquinato in modo da poter lavorare immediatamente, un territorio che consentisse per superficie la realizzazione dell’impianto». Il sindaco ha rassicurato i cittadini che la struttura rispetterà tutte le caratteristiche utili a difendere la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente prendendo ad esempio il termovalorizzatore costruito nel centro di Vienna.
La mossa della Iervolino scarta anche la possibilità di andare nell’area nord, nei siti di san Pietro a Patierno in una zona troppo a ridosso dell’aeroporto di Capodichino. Il termovalorizzatore, infatti, prevede una ciminiera di diverse decine di metri di altezza che quindi potrebbe creare problemi agli aerei in decollo e atterraggio. Poi c’è il problema del fumo, che pure può incidere con le rotte aeree. Ecco perché per la zona dell’aeroporto ogni ragionamento è complicato.
La Iervolino ha mantenuto la parola, rispettando la scadenza del 23 giugno nell’indicazione dell’area dove dovrà sorgere il futuro termovalorizzatore di Napoli. Nei prossimi giorni, la sindaca incontrerà a quattr’occhi il sottosegretario Bertolaso. Nei giorni scorsi aveva sostenuto come «a Napoli non abbiamo mezzo millimetro di spazio» e che quindi si stessero cercando con difficoltà «soluzioni intraurbane, perché qui non è come Roma, tutt’intorno lo spazio non c’è». Parole che Bertolaso aveva letto con attenzione sui giornali, non senza stupore.
I tempi di realizzazione? Rosa Russo Iervolino, non ha fornito una risposta dal momento che «la costruzione non riguarda noi». Il sindaco ha poi aggiunto: «Cerchiamo di lavorare con la massima serietà. Abbiamo esaminato parecchi altri territori. Tutto il lavoro che abbiamo fatto è documentato. Oggi ci sarà la consegna della scelta al sottosegretario Bertolaso. Poi l’iter – ha spiegato – lo deve attuare il sottosegretario, noi daremo la massima disponibilità ma non siamo noi a doverlo gestire».

Un’intervista alla dott.ssa Patrizia Gentilini, tossicologa, sugli effetti dei termovalorizzatori sulla salute umana:

Le prime obiezioni alla scelta di questo sito per ospitare un inceneritore sono di natura ambientale, oltre che riguardanti la salute:

Agnano è un’area ad alto rischio vulcanico come si può dedurre dai documenti della Protezione Civile; a questo si associa un rischio sismico non trascurabile per la sismicità locale (epicentri nella Conca di
Agnano); Agnano è collocata nella parte centrale della caldera Flegrea ed è quindi esposta ai movimenti più elevati in caso di bradisismo ascendente come già avvenuto negli anni 70 e 80 eventi più vicino a noi. Agnano è esposta ai massimi effetti dell’attività termale superficiale, come si può rilevare ai Pisciarelli (sito prossimo alla futura installazione del termovalorizzatore). L’attività fumarolica con le alte temperature e le alte concentrazione di alcuni elementi chimici è altamente aggressiva e tale da rendere gli impianti rapidamente fuori uso in mancanza di una manutenzione straordinaria; il bradisismo asscendente produce effetti al suolo (fratture) che possono inficiare il buon funzionamento e la stabilità dell’impianto; la morfologia della conca di Agnano risulta particolarmente negativa per la circolazione atmosferica utile all’allontanamento delle “polveri” prodotte dall’inceneritore; per la morfologia già detto, gli impianti di emissione per termovalorizzatori devono svilupparsi maggiormente in altezza per superare il vincolo orografico della conca; infine, i venti dominanti pongono la città di Napoli sottovento al depuratore e quindi il rischio cresce per la presenza della città. La città sviluppata est-ovest, come Napoli, e con i venti dominanti da ovest bisognerebbe porre il depuratore nella parte orientale della città dove esistoni anche condizioni morfologiche migliori (mancanza di ostacoli orografici e brezze marine).

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