Arriva la legge Salva-Berlusconi, e l’opposizione?

In Parlamento è partita l’operazione salva-Berlusconi. Come anticipato da Repubblica, al Senato sono stati presentati due emendamenti al provvedimento all’esame dell’Aula, che potrebbero essere propedeutici ad una sospensione delle azioni giudiziarie che riguardano, tra gli altri, il presidente del Consiglio.

I relatori del decreto sicurezza Carlo Vizzini e Filippo Berselli hanno presentato due emendamenti al provvedimento all’esame dell’aula del Senato, che potrebbero essere propedeutici ad una sospensione delle azioni giudiziarie che riguardano, tra gli altri, il presidente del Consiglio. Nel primo si interviene sulla formazione dei ruoli d’udienza, indicando quali sono i procedimenti di particolare urgenza per il tipo di reati che devono avere priorità rispetto agli altri. Nel secondo emendamento si prevede invece la sospensione degli altri processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado». La sospensione sarà immediata al momento dell’entrata in vigore della legge e durerà un anno. Il corso della prescrizione, durante la sospensione del procedimento o del processo penale, resta sospeso.

Intanto il Premier si difende cosi:”I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica”. E’ uno dei passaggi della lunga lettera che Silvio Berlusconi ha inviato al Presidente del Senato, Renato Schifani, e che e’ stata resa nota dall’ufficio stampa di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio spiega, riferendosi al processo Mills: “Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in cio’ supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria”. A questo punto il presidente Berlusconi annuncia che “proprio oggi, infatti, mi e’ stato reso noto, e cio’ sara’ oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare”. La ricusazione sara’ rivolta, conferma all’Agi Niccolo’ Ghedini, deputato Pdl e avvocato del premier, “nei confronti del presidente della decima sezione penale del Tribunale di Milano, Elisabetta Gandus”. Dunque, conferma lo stesso Ghedini, relativamente al processo che vede imputati per corruzione in atti giudiziari il premier Silvio Berlusconi e l’avvocato inglese David Mills.

Il premier e i suoi legali, infatti, si aspettano una sentenza di condanna a 6-8 anni di detenzione per corruzione entro il prossimo mese di ottobre. Ben prima della prescrizione del processo prevista per la fine del 2009. E ben prima che il famigerato “Lodo Schifani”, modifica costituzionale, possa diventare legge dello Stato. “E io – ha ammonito – non ho tutto questo tempo”.

Gli importanti processi che salterebbero, oltre ai processi di Berlusconi

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