Ospedale degli orrori: nella Clinica S.Rita corruzione politica e telefonate ad AN

Mazzette, bustarelle e pressioni politiche. C’è anche un tentativo di corruzione nella clinica degli orrori. Una casa di cura, che un ex dipendente ha definito “amica della Regione“. E che da ieri è sotto l’occhio vigile del ministero del Welfare, che ha inviato due ispettori a supporto delle verifiche della Regione Lombardia.

Il tutto parte da una telefonata a un “collega” politico per ammorbidire l’Asl di Milano e da un verbale dell’ultimo direttore amministrativo del Santa Rita, Domenico Lopriore. È già l’ottobre 2007, quando nelle conversazioni intercettate dalla Guardia di Finanza, il primario di chirurgia toracica della clinica, Pier Paolo Brega Massone, cerca ogni via per salvarsi. Sa che l’inchiesta di Milano sui rimborsi gonfiati è vicina alla svolta. Al telefono con una tale Franca, Brega Massone chiede aiuto: “Mi chiami tu Maconi?”. L’uomo dovrebbe essere in grado di esercitare pressione su Antonio Mobilia, l’ex direttore generale dell’Asl di Milano, che ha avviato e trasmesso alla Procura la verifica sulle cartelle cliniche del Santa Rita. Mobilia è vicino al partito Alleanza Nazionale, così come lo dovrebbe essere Maconi. Brega Massone chiede a Franca di chiamarlo e se dovesse accettare di aiutarlo, lo chiamerà lui direttamente. Il compito di Maconi è di muovere Ignazio La Russa, esponente di spicco di Alleanza Nazionale e attuale ministro della Difesa in quota Pdl. “L’unico – dice Brega Massone nella telefonata – che possa intervenire su Mobilia”.

La Russa ieri si è subito detto estraneo alla vicenda: “Le persone indagate e intercettate erano e sono a me del tutto sconosciute. È notorio che non mi occupi minimamente e in nessuna sede di sanità o di questioni ad essa connesse”.
“. Ma chi è Maconi? Secondo una prima ricostruzione, potrebbe trattarsi di Antonio Maconi, pavese, come Brega Massone e anche lui, come Brega Massone, laureato in medicina specializzato in chirurgia toracica. Maconi, però, non solo è da sempre impegnato nella sanità (Croce Rossa e Agenzia regionale sanità), ma lo è anche politicamente, in Piemonte, ad Alessandria dove risiede, nelle file di Alleanza Nazionale. Nell’ottobre 2002 è stato nominato dirigente regionale del partito con la responsabilità del settore salute e assistenza sociale. Nel giugno 2003, è stato eletto alle elezioni provinciali ed è stato nominato vicepresidente del Consiglio Provinciale.

Le elezioni 2003, tornano anche nel verbale del 25 luglio 2007, in cui l’ex direttore amministrativo della Santa Rita, Domenico Lopriore, parla apertamente di mazzette. “Nel periodo in cui svolgevo le mie mansioni presso il notaio Pipitone – racconta Lopriore – ho visto occasionalmente alcune buste preparate dalla segretaria del notaio, sig. ra Giuseppina Lucano, contenenti delle somme di denaro da dare a terzi”. Esisteva anche un quaderno su cui venivano annotate “tutte le operazioni in nero/illecite del notaio”. Poi Lopriore entra nel dettaglio: “Ricordo che Pipitone un giorno ha chiesto alla sua segretaria se avesse preparato una busta per un onorevole di Alleanza Nazionale, di cui non sono in grado di riferire le generalità. In merito a tale episodio sono poi venuto a conoscenza, dal fratello Felice, che tale busta avrebbe dovuto contenere circa 100 milioni di lire necessari per finanziare il partito Alleanza Nazionale, probabilmente nelle elezioni politiche del 2003”.

Su domanda dei pm, Lopriore spiega anche i rapporti della clinica con i vertici dell’Asl e della Regione: “I rapporti sono sempre stati molto amichevoli. Ricordo infatti che nonostante tutte le altre strutture sanitarie fossero notevolmente creditrici nei confronti della Regione, le stesse non riuscivano ad ottenere gli stessi acconti sulle prestazioni sanitarie eseguite che invece la casa di cura Santa Rita atteneva ogniqualvolta ne venisse fatta richiesta”.

Il “Maconi”, citato nella telefonata di Brega Massone, non dovrebbe essere, invece, Pietro Macconi, anche lui di Alleanza Nazionale, consigliere regionale della Lombardia, Presidente della III commissione Sanità e Assistenza, nonché presidente provinciale di Alleanza nazionale. “Non conosco il dottor Massone e non ne conoscevo nemmeno l’esistenza”, ha spiegato Macconi ieri a Repubblica. Non è stato possibile rintracciare Antonio Maconi.

Il riassunto della vicenda dal blog di Beppe Grillo, con la spiegazione dell’utilità dell’uso delle intercetazioni nelle indagini della Magistratura

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