Ahmadinejad attacca Bush in visita in Italia

Il presidente americano George W. Bush non è in grado di dare “nemmeno un pizzicotto” all’Iran. Lo ha detto oggi il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, durante un comizio nella regione centrale del Paese. Rivolgendosi direttamente al presidente Usa, Ahmadinejad ha aggiunto: “Il tuo tempo è finito. Non sarai in grado di prendere nemmeno un centimetro della sacra terra dell’Iran“.

Le minacce dell’Occidente, ha ribadito Ahmadinejad, non sono riuscite a fermare il programma nucleare iraniano. “Oggi l’Iran ha conquistato la vittoria e i nemici non possono fare un bel nulla“, ha dichiarato il presidente iraniano.

Tanto meno Bush: “Fin dall’inizio l’Iran era il loro obiettivo – ha detto – Ho informazioni precise su un incontro avuto da Bush con i suoi generali durante la sua visita in questa regione (nel gennaio scorso, ndr). Lui voleva convincerli ad attaccarci, ma loro gli hanno presentato un quadro della situazione che lo ha spaventato a tal punto che poi è scappato in Australia e per due giorni non è riuscito a parlare bene”. Ora, secondo Ahmadinejad, il presidente Usa “è tornato a pensarci, ma gli assicuro che non potrà realizzare i suoi sogni”.

Intanto è iniziata l’ultima visita in Italia da presidente degli Usa di George W.Bush: alle 16 e 10, sulla pista dell’aeroporto militare di Ciampino, è atterrato l’Air Force One che trasporta il presidente Bush. Altissime le misure di sicurezza: i controlli vengono effettuati dentro e fuori la zona aeroportuale. Al lavoro ci sono Nocs, carabinieri, poliziotti e finanzieri che affiancano un discreto numero di agenti del Servizio segreto americano. L’area è sorvegliata da elicotteri delle forze di polizia che controllano anche il percorso che verrà scelto per il trasferimento del corteo presidenziale fino a Villa Taverna.

Prevista una grande manifestazione di protesta contro il peggior presidente Usa della storia: Il corteo ‘No War’ a Roma questo pomeriggio, da Piazza della Repubblica a Piazza Barberini, e manifestazioni in altre otto città. Dopo la manifestazione di lunedì all’ambasciata Usa di via Veneto, sono in programma, infatti altre manifestazioni presso i consolati statunitensi a Milano e Palermo e davanti alla base Dal Molin a Vicenza, ma anche presidi e sit in a Torino, Genova, Viareggio, Pisa, Lecce.

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