Berlusconi:divieto di intercettazioni

Silvio Berlusconi annuncia un’iniziativa del governo destinata a far discutere: il divieto di ordinare ed eseguire intercettazioni, anche nell’ambito di indagini giudiziarie. Un provvedimento da cui saranno escluse, prosegue il premier, solo le inchieste che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo.

Chi trasgredirà alle nuove norme, spiega ancora il presidente del Consigilio, sarà punito con durezza: “Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le propagherà “, dichiara. Aggiungendo che sarà prevista anche “una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano“.

Se le norme annunciate oggi dal premier fossero state già in vigore negli ultimi anni, alcuni dei casi di cui giornali e tv si sono maggiormente occupati non sarebbero esistiti, o almeno non avrebbero avuto l’eco mediatica che tutti ricordiamo: da Calciopoli a Vallettopoli, dalla vicenda che portò all’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia alle manovre dell’ex governatore Fazio e dei furbetti del quartierino.

Le parole del Cavaliere trovano un sostenitore nel ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il Guardasigilli fornisce le cifre e stima nel 33% dell’ammontare complessivo delle spese della Giustizia, il costo delle intercettazioni: “Questo e’ un eccesso, occorre porvi rimedio, tutelando la privacy dei cittadini, senza debilitare la forza delle indagini”.
Ma siamo sicuri che tutto questo sia fatto per difendere la privacy dei cittadini?

La magistratura intanto già protesta, insieme con l’Unione cronisti: per Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto a Milano e presidente di Magistratura democratica, escludere le intercettazioni significa fare a meno di uno strumento “essenzile” per reati come la corruzione, la concussione, l’insider trading. Anche l’ex procuratore di Torino Marcello Maddalena sottolinea che le intercettazioni sono “uno strumento fondamentale per tutta una serie di reati”. E restringendone il campo, “si diminuiscono le possibilità di scoprire gli attori di questi reati”. Mentre Antonino Ingroia, pm a Palermo avverte: “il nodo delle intercettazioni è fondamentale :il futuro di indagini sulla criminalità dei potenti dipende dalla tenuta degli strumenti investigativi”.

Contraria anche l’Unione nazionale cronisti italiani che vede nel provvedimento un limite alla libertà di stampa. “Torna la minaccia del carcere per i cronisti che svolgono il loro lavoro correttamente, riferendo le notizie di cui sono venuti in possesso” dice il presidente Guido Columba.

Le opinioni politiche riguardo il decreto sulle intercettazioni

Intanto nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera, il Guardasigilli Alfano non risparmia critiche e lancia l’offensiva anti-intercettazioni: “Finora non è sanzionato nulla anche se il codice è stato violato. Grandissima parte del nostro Paese risulta intercettata. Che in Italia ci sia stato un abuso di pubblicazioni sui giornali di atti giudiziari è un fatto acclarato e condiviso, il numero delle intercettazioni non può essere giustificato né in base al numero degli abitanti né dal nostro ordinamento”. Poi l’apertura: “Nessuno vuole arginare l’azione della magistratura, sno fiducioso che di questa materia si possa venire a capo. Ci deve essere un confronto fatto in modo costruttivo per il bene del Paese”. E comunque, “un testo del governo ancora non c’è”.

QUi il parere di marco Travaglio sulle intercettazioni, in “prove tecniche di fascismo” dal sito di Beppe Grillo.

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  1. Forse basterebbe che Berlusconi facesse un elenco delle persone che non devono essere intercettate.
    Sarebbe più semplice e più chiaro per tutti.

  2. 🙂
    sarebbe ancora meglio che Berlusconi facesse una lista di richieste al governo in carica, (rete4 processi aiuti a mediaset e prescrizioni varie), e lasciasse governare qualcuno capace veramente invece di distruggere il paese.

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