La benzina a Napoli supera il tetto di 1,50 al litro

La benzina a Napoli sfonda la soglia di 1,50 euro al litro.
Ancor prima che nel resto d’Italia, a causa di rincari, tassa regionale, accisa e speculazioni dei gestori a Napoli il prezzo della benzina supera la soglia psicologica di 1,50 euro al litro. E’ quanto risulta da una ricerca effettuata nei giorni 3 e 4 maggio 2008, nel pieno del ponte della festa dei lavoratori, usando come campione venticinque distributori di carburante del capoluogo campano presi casualmente. Ma ora è importante analizzare da dove proviene questa differenza di prezzi rispetto al resto d’Italia. I rincari, come sappiamo, derivano alla fonte dall’aumento del prezzo del petrolio al barile ma, a livello nazionale, come spiega un comunicato della Federazione autonoma italiana benzinai del 30 aprile “è stato cancellato lo sconto sulle aliquote di accisa sui carburanti, per via del mancato rinnovo in materia di riduzione delle aliquote, causando un aumento di 2 centesimi al litro (accisa più Iva)”. Come testimonia un altro comunicato Faib del 2 maggio: “Nuovi record per i prezzi dei carburanti, con la benzina che tocca gli 1,459 euro al litro e il diesel che raggiunge 1,438 euro negli impianti dell’Agip e della Tamoil. Complice la fiammata delle quotazioni del greggio dei giorni scorsi e la scadenza del bonus fiscale, che da ieri ha portato a un rialzo di 2 centesimi al litro, i prezzi sulle colonnine dei distributori italiani – secondo le nuove rilevazioni di Quotidiano Energia – si sono così portati sui nuovi massimi. E hanno messo a segno, solo nell’ultima settimana, rincari fino a 4,6 centesimi al litro”. Ma perché la media prezzi nazionale, comprensiva di rincari, non si riscontra a livello locale, dove gli aumenti colpiscono maggiormente i consumatori? A Napoli infatti i prezzi riscontrati durante la ricerca erano più alti di quelli indicati dalla Faib. Gennaro Pinto responsabile sindacato Faib-Napoli del settore distribuzione, ci spiega un altro meccanismo: “Buona parte di questa differenza con la media nazionale è causata dall’imposta sul trasporto di carburante decisa da Bassolino. Con una legge regionale del 2004, infatti, è stata prevista un’addizionale di circa 3 centesimi sull’accisa, per ogni litro di benzina. Il funzionamento dei prezzi – prosegue Pinto – avviene in questo modo: ogni mattina i gestori chiamano un numero verde, attraverso il quale la società di distribuzione consiglia i prezzi ai vari punti vendita. A partire da questi prezzi consigliati i gestori hanno un margine di libertà di 0,11 centesimi di euro”.
Tassa regionale a parte facendo un paio di calcoli i conti non tornano: considerando il prezzo medio nazionale raggiunto in questi giorni ( benzina tra 1,44 e 1,46, gasolio tra 1,43 e 1,44), e sommando i 0,031 centesimi di tassa regionale campana non si arriva al picco di 1,50 euro al litro raggiunto da alcuni gestori di Napoli. Il risultato è che una parte dei gestori, nella confusione generata da tasse, accisa, rincari e disattenzione del consumatore, specula su un litro di carburante da 2 a 3 centesimi di euro. Ben oltre i 0,11 centesimi di consentiti. Tornando al margine di libertà dei gestori nella fissazione dei prezzi di vendita, come spiega Gennaro Pinto “se un gestore sfora questo margine non vi è nessun tipo di sanzione, ma solamente un chiarimento tramite accordo interno”. Secondo quanto riscontrato dalla ricerca è chiaro che la speculazione viene fatta tramite accordi che limitano la concorrenza: la speculazione dei gestori è possibile laddove, nella stessa zona, tutti i punti vendita di carburante adottano la stesse politiche di prezzo, fissando prezzi non concorrenziali.
A Napoli sempre in tema di benzina è in crescita anche un altro fenomeno, già diffuso nel capoluogo campano, che al danno dei prezzi alti aggiunge la beffa: la benzina diluita con l’acqua. Come testimonia un meccanico del Vomero “negli ultimi mesi abbiamo avuto un incremento di auto che dopo aver riscontrato problemi di carburazione, abbiamo scoperto avere nel serbatoio quantità di benzina diluita con acqua. E questo oltre ai problemi al carburatore a lungo andare causa il danneggiamento del motore”. Oltre al danno al portafoglio si aggiunge il danno al veicolo, e chi ci perde è sempre e solo il consumatore non tutelato.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

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    • alvaraalto
    • 8 maggio 2008

    ma in campania non c’è un’addizionale per il terremoto dell’irpinia dell’80 no? o è quella che ha messo bassolino?
    mi sembrava di averne sentito parlare…

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