9 mesi di tempo per risolvere emergenza rifiuti

Rifiuti, Italia deferita a Corte Ue. Berlusconi che farà per evitare la multa che l’Unione Europea si accinge a mandarci a fine anno?

Il focolare della crisi dei rifiuti campana sembra non spegnersi, anzi, la questione supera il confine ed approda a Bruxelles. Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi l’Italia è stata deferita dalla Commissione Ue davanti alla Corte di Giustizia europea per la gestione dei rifiuti in Campania. La decisione è stata formalmente assunta poichè «nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema – spiega la Commissione – non ci sono certezze sui tempi nè sul fatto che il problema sarà risolto con le misure prese fino ad ora».

«Le montagne di rifiuti non raccolti accumulatisi per le strade della Campania illustrano emblematicamente le minacce per l’ambiente e per la salute umana risultanti da una gestione inadeguata dei rifiuti. Occorre che l’Italia dia priorità all’elaborazione di piani efficienti di gestione dei rifiuti in Campania e nel Lazio, nonchè alla realizzazione delle infrastrutture di raccolta e di trattamento necessarie per attuarli correttamente». Così il commissario europeo Stavros Dimas commenta le decisioni prese martedì dalla Commissione Europea con una “lettera di inadempienza”, l’avvio di una procedura di infrazione per la situazione dei rifiuti a Napoli ma non solo lì.

Prima che la Corte Europea consideri il caso Italia dovrebbero passare ancora da sei a nove mesi. Allla fine di questo lasso di tempo la Corte del Lussemburgo potrebbe decidere una nuova procedura di infrazione applicando anche una multa all’Italia che potrebbe essere da 20mila ai 700mila euro al giorno, fino all’adempimento delle direttive europee.

La situazione su cui si appuntano le maggiori obiezioni di Bruxelles è ovviamente quella della Campania, dove ancora nessun inceneritore – neppure quello di Acerra – è stato messo in funzione e dove le condizioni, con l’arrivo della bella stagione, rischiano di precipitare in una nuova tremenda emergenza. Di cui si hanno già le prime avvisaglie.

La Commissione ha anche mandato un primo avvertimento al Lazio per la mancanza di un vero e proprio piano su base regionale di smaltimento dei rifiuti.Già nel giugno dello scorso anno, con una sentenza pronunciata a seguito del ricorso della Commissione, la Corte di giustizia aveva condannato l’Italia per l’assenza dei piani di gestione dei rifiuti di alcune regioni e province. I piani sono obbligatori ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti e della direttiva sui rifiuti pericolosi. L’Italia ha successivamente adottato i
piani di gestione dei rifiuti per tutte le regioni e province interessate, ad eccezione del Lazio. Dove tra l’altro esiste il problema della prossima saturazione della discarica di Malagrotta che serve alla capitale.

Ma è a Napoli e in Campania che il tempo sfugge. Il commissario straordinario De Gennaro – il cui mandato con proroga arriva però solo fino a fine mese, il 26 maggio a meno di una sua riconferma da parte del governo entrante – e il prefetto Alessandro Pansa si stanno dando da fare per aprire nel più breve tempo possibile la nuova mega discarica di Chiaiano in un sito di cave dismesse. Ma finora le ruspe e gli altri macchinari per approntare l’opera non sono ancora riusciti a entrare nel cantiere per l’opposizione delle popolazioni della zona.

Anche martedì mattina ci sono stati rallentamenti e deviazioni del transito degli autobus di linea a Marano, Mugnano e Chiaiano. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha riovolto ai cittadini un nuovo appello «alla ragionevolezza». Lei crede che «si possa tranquillamente capire che ciò che De Gennaro tenta di fare
non solo non è dannoso per nessuno ma è necessario per la città».

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