Fortezza di guerra, Castello di pace

“Fortezza di guerra Castello di pace”, è il nome dell’evento organizzato a Castel Sant’Elmo per il Maggio dei Monumenti 2008 napoletano. La storia del fortino si fonde con le armi e con l’arte contemporanea, letture e musica accompagnano le incisioni di guerra seicentesche, il tutto dominato da “Luna e l’Altra”, l’installazione di Giancarlo Neri.

Castel Sant’Elmo apre il Maggio dei monumenti con “Fortezza di guerra Castello di pace”, un evento che attraversa la storia secolare del castello, dal suo utilizzo repressivo nei confronti della città al ruolo di rifugio, per aiutare la memoria di un luogo che sovrasta il golfo di Napoli da secoli osservando e controllandone la storia.
Il percorso inizia con le incisioni seicentesche rappresentanti guerrieri e soldati, rievocando battaglie in cui la massa che lotta diventa protagonista di uno spettacolo che ha come punto in comune l’eroismo collettivo. Una rara incisione di Salvator Rosa, tratta dal volume “I Capricci”, “Le battaglie di Casa Medici” e “I principali fatti della vita di Ferdinando I” disegnati dal francese Jacques Callot, e la raccolta dell’artista fiorentino Stefano Di Bella hanno tutte come comune denominatore la guerra, nelle sue varie forme. Suggestiva l’accoppiata letture e musica utilizzata per rappresentare “Anna Soror”, il testo di Margherite Yourcenar interpretato da Enzo Salomone, voce narrante accompagnata dalle musiche di Francesco D’errico. Proseguendo tra le mura del castello si incontrano pezzi di storia della fortezza napoletana, attraverso un percorso didattico di immagini e testi che raccontano Castel Sant’Elmo dalla sua nascita, ad opera dell’architetto Luis Escrivà nel 1537, al suo ruolo repressivo nei confronti di figure rivoluzionarie. Tra le mura del castello sono state incarcerate figure illustri come Tommaso campanella, Luigia Sanfelice e i rivoltosi napoletani del 1799. Eccezionale momento espositivo quello rappresentato dalla raffinata selezione di armi in asta di fine XVI secolo: partigiane, spiedi e alabarde tratte dalla collezione di armi del Museo di Capodimonte. L’installazione di Giancarlo Neri, “Luna e l’Altra”conclude nel punto più alto del castello l’affascinante percorso storico. Una seconda luna che dominando dall’alto tutta la città da una spruzzata di contemporaneità all’evento, grazie alla scena suggestiva offerta da queste due lune affiancate che nelle ore notturne accompagneranno e proteggeranno insieme il maggio napoletano dei monumenti.

Alessandro Ingegno

da www.campaniasuweb.it

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