Crisi alimentare, analisi dell’Ue

Biologi dei paesi in via di sviluppo hanno lanciato un appello appassionato all’Europa per ottenere sostegno per la ricerca nel campo delle scienze della vita per affrontare la crisi alimentare mondiale.

Gli scienziati hanno parlato a un incontro tenutosi ad Alessandria d’Egitto, organizzato dal progetto sovvenzionato dall’UE EAGLES («European action on global life science»). In una dichiarazione diffusa dopo la conferenza, gli scienziati si sono detti «costernati e persino sconvolti dal continuo fallimento dell’Europa di impiegare le sue scienze della vita in modo efficace nella lotta alla fame».

In tutto il mondo circa 800 milioni di persone soffrono di fame cronica e ogni giorno si registrano 40.000 decessi correlati alla fame. Gli scienziati sono ora preoccupati del fatto che i cambiamenti climatici e l’uso crescente di biocarburanti possano aggravare la situazione.

Per quanto riguarda i biocarburanti, i ricercatori evidenziano l’aumento crescente della conversione di coltivazioni tradizionali in coltivazioni energetiche. Essi sconsigliano l’introduzione in Europa di un nuovo sistema di produzione energetica senza aver compiuto prima le necessarie ricerche per dimostrare che questo non avrà un impatto negativo sulla sicurezza alimentare locale e mondiale.

«Le scienze della vita europee possono e devono contribuire nel fornire nuove soluzioni per risolvere la crisi energetica senza sottrarre il cibo ai poveri,» affermano gli scienziati.

Sul ruolo dei biocarburanti nell’aumento dei prezzi dei generi alimentari il dibattito è aperto al Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria. Crescono, in particolare, i dubbi sull’obiettivo per il 2020 confermato lunedì dall’Unione: portare al 10% la quantità di biocarburante contenuto in benzina e diesel.

Michel Barnier, ministro dell’agricoltura francese, sostiene che il limite del 10 per cento sia ragionevole. Ma ammette che se ci sono perplessità tra i Ventisette, è meglio discuterne. “Penso – aggiunge – che non si debba sacrificare il futuro al presente, e penso che si debba accordare la priorità al diritto all’alimentazione“.

Convinto che le produzioni agricole destinate ai biocarburanti aggravino l’attuale crisi alimentare nel mondo è l’eurodeputato dei verdi Alain Lipietz, che chiede al parlamento di prendere una posizione chiara. “A partire dal primo gennaio 2009, il parlamento avrà l’ultima parola sul budget agricolo dell’Unione. Potrà quindi vietare le sovvenzioni ai biocarburanti. E’ quindi estremamente importante che il parlamento prenda posizione, come ha già fatto una volta nel 2007, contro i biocarburanti. Chi eleggerà il prossimo parlamento nel 2009 sappia che dal suo voto dipenderà la sicurezza alimentare del pianeta“.

La Commissione europea si è impegnata a fornire nuovi aiuti alimentari ai paesi più colpiti dalla fiammata dei prezzi: l’intervento complessivo previsto per il 2008 sale così a più di 280 milioni di euro.

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