Giordano si dimette. What’s next left?

“Vi rivolgo un invito citando Bertolt Brech: noi ci siamo battuti per il mondo e la gentilezza ma non siamo stati gentili. Dobbiamo poter dire: ci siamo battuti per il mondo e la gentilezza, abbiamo potuto e voluto essere gentili“. Cosi’ Franco Giordano ha concluso, tra le lacrime di commozione il suo ultimo discorso da segretario di Rifondazione comunista durante il comitato politico nazionale del partito che si e’ svolto oggi a Roma. “Mi dimetto per la sconfitta, per la catastrofe che si e’ prodotta, ma questo lo dico a Paolo, non possono esser dimesso per la cultura del sospetto’ ha aggiunto rivolgendosi al ministro della solidarieta’ sociale Paolo Ferrero che lo aveva accusato di spingere per lo scioglimento del partito della Rifondazione comunista”. Rispetto al prossimo congresso nazionale che si terra’ dal 17 al 20 luglio il segretario uscente afferma:”Bisogna ripartire da Rifondazione comunista e avviare un processo costituente della sinistra: questo sara’ l’oggetto politico del congresso”. Giordano ha ribadito la sua contrarieta’ alla federazione anche perche’ “alcuni soggetti si sono allontanati, a cominciare dal Pdci il quale per anni ha sostenuto l’idea della federazione ma dopo le elezioni ha detto che cio’ e’ sbagliato”. Giordano ha ricordato inoltre, di non concordare con la proposta avanzata da Diliberto di una costituzione comunista perche’ sarebbe ‘la restaurazione di un pensiero comunista ortodosso e antico’ e allo stesso tempo ha detto di essere contrario al partito unico: “Immagino uno spazio pubblico – spiega il segretario uscente di Rifondazione – in cui i soggetti possono stare accanto alla pari”.

Per Nichi Vendola, probabile sfidante di Ferrero «È importante che nessun documento abbia ottenuto la maggioranza, ora Rifondazione può guardarsi al suo interno», ha detto Vendola, commentando il risultato ottenuto nelle votazioni. «La cosa positiva – ha proseguito – è che è stato approvato un dispositivo per formare un comitato che però non è né una segreteria né un organismo dirigente, è una scelta importante perché così non ci saranno precipitazioni e nelle prossime settimane le scelte strategiche potranno
essere rimescolate». E a chi gli chiede se sia prossima una sua candidatura alla guida del partito Vendola risponde: «Non sfuggo per civetteria ma perché il tema è proprio il Prc e il suo futuro, se sarà un partito che avrà il torcicollo e guarderà al passato – aggiunge ancora – sarà un partito inutile, mentre se avrà come bussola l’innovazione sarà un partito capace di mettere in campo le ragioni per una nuova sinistra. C’è bisogno di una sinistra larga e plurale dove un cantiere e il Prc sono necessari l’uno all’altro».

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