Debutta il nuovo Wall Street Journal di Murdoch

Debutta oggi in edicola il nuovo Wall Street Journal targato Rupert Murdoch con un unico obiettivo: fare fuori il New York Times. La bibbia della finanza mondiale, scrive il settimanale, sarà un giornale meno elitario che dedicherà più spazio alla politica, agli esteri, alla cultura e allo sport.
Magnate di origine australiano, novello Carlo V dei media sul cui impero mediatico, dalla Cina all’Europa passando per Usa e Australia, non «tramonta mai il sole», intende dichiarare guerra alla famiglia Sulzberger, proprietaria della «più venerabile istituzione giornalistica americana».
Si preannuncia una «lotta tra titani dell’editoria quale non si vedeva dallo scontro alla fine del XIX secolo tra il New York Journal di William Randolph Hearst (il citizen Kane di Orson Welles, ndr) e il New York World di Joseph Pulitzer». Ma nello scontro potrebbe anche inserirsi a sorpresa il sindaco della Grande Mela.
Secondo il settimanale edito dello stesso gruppo del principale rivale del Nyt, il Washington Post, l’editore multimiliardario Michael Bloomberg potrebbe approfittare come Murdoch del difficile momento attraversato dal Times per tentare il colpaccio, come gli consigliano i suoi uomini più fidati.
Il giornale, fondato nel 1851, è in cattive acque: la raccolta pubblicitaria della “Gray Lady”, che vende circa 1,6 milioni di copie, è calata dell’11% e si appresta a eliminare almeno 100 giornalisti Murdoch, spiega Newsweek, non intende alterare radicalmente il Il nuovo WSJ: sarebbe un pazzo a uccidere la gallina dalle uova d’oro del gruppo Dow Jones, che vende oltre 2 milioni di copie in tutto il mondo.
In ogni caso dopo 119 anni di storia i cambiamenti saranno profondi, a partire dalla prima pagina dove la politica e gli esteri faranno concorrenza agli affari.
Cambierà nel complesso tutto il primo dorso che assumerà una vocazione generalista.
La seconda parte, “Marketplace”, si occuperà dell’universo della “Corporate America” mentre la terza sezione “Money and Investing” resterà la vetrina per i mercati finanziari.
È anche in fase di sviluppo una sezione cultura che vedrà la luce in autunno e che, sul modello del domenicale del ‘Sole-24 orè, sarà pubblicata nell’edizione del fine settimana, dove troverà spazio anche una pagina di sport.
A conferma della sua idea che i giornali debbano influenzare la politica Murdoch ha anche deciso di estendere da due a tre pagine la sezione degli editoriali, nota per i sui pezzi polemici e eruditi di tendenza conservatrice. (LaStampa)

il sito del Wall Street Journal

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