Speciale elezioni 2008

Tutte le liste aggiornate dei candidati, regione per regione, alla Camera e al Senato alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008

Inserisco qui una breve spiegazione della ripartizione seggi in base alla legge elettorale incostituzionale

Il sistema elettorale per eleggere il Senato, come sperimentato alle Politiche del 2006, è complesso. Ma stavolta non solo perché, al contrario della Camera, la ripartizione dei seggi, con relativa attribuzione del premio di maggioranza, avviene su base regionale in base al superamento delle varie soglie di sbarramento. Rispetto a due anni fa, infatti, c`è una novità. E non di poco conto: il passaggio da un sistema incentrato su due sole coalizioni (Unione e Casa delle libertà), ad uno in cui sia il centrosinistra che il centrodestra sono divisi. A sinistra del Partito democratico c`è la Sinistra arcobaleno, mentre il Popolo delle Libertà deve farei conti con la Destra da una parte e l`Udc dall`altra.
La conseguenza è che, nelle Regioni in cui saranno sconfitti, Pd e PdL dovranno fare i conti, nella corsa ai seggi riservati alle liste perdenti, con i rispettivi concorrenti. Il risultato finale a Palazzo Madama, così, dipenderà non solo da quante e quali Regioni ciascun partito conquisterà, ma che forma assumerà la sconfitta nelle zone in cui trionferanno gli avversari. Un aspetto finora trascurato su cui si stanno arrovellando sondaggisti e leader di partito. Ecco una guida su come orientarsi nella giungla del Senato.
Come funziona il meccanismo delle soglie di sbarramento?
I numeri magici per entrare a Palazzo Madama sono tre: 20, 3 e 8. Sono le percentuali da raggiungere su base regionale al Senato. I primi due, però, con l`attuale panorama politico saranno meno importanti che in passato. Merito, o colpa, dell`addio a Unione e CdL. Venti, infatti, è la soglia necessaria ad una coalizione per consentire ai partiti che ne fanno parte di entrare in lizza per la distribuzione dei seggi. E tre (per cento) è la quota che le singole liste all`interno delle coalizioni devono raggiungere per accedere a Palazzo Madama. Queste prime ipotesi riguardano i due poli principali: Pd e Italia dei valori a sinisita, PdL più Lega e Mpa a destra. Per i partiti non coalizzati, invece, la soglia da superare è quella dell`8%. Ed è a questa quota che guarderanno con apprensione le liste rimaste fuori dalle due coalizioni: Sinistra arcobaleno, Partito socialista, Udc e Destra.
Cosa comporta, per gli sconfitti, la presenza di numerose liste al di fuori dei due poli principali?
Il quadro politico del 2006 presentava un grande vantaggio per entrambi gli schieramenti. L`assenza di significativi concorrenti, infatti, ha consentito a Unione e CdL, salvo poche eccezioni, di non dover spartire con nessuno i seggi non attribuiti alla coalizione vincitrice. In base alla legge elettorale, ogni Regione assegna un numero diverso di seggi da ripartire tra le liste che hanno superato le rispettive soglie di sbarramento. Solo che un conto è non dividere con nessuno il “bottino” avanzato dal premio di maggioranza assegnato al vincitore, altro è farlo con due, se non tre, concorrenti. La quantificazione dipenderà da quali liste riusciranno a raggiungere l`8% dei voti nelle singole Regioni.

I piccoli potrebbero giocare un ruolo anche nelle cosiddette “Regioni sicure” di PdL e Pd?
La risposta è: sì. In Lombardia e Veneto, ad esempio, dove il PdL punta ad ottenere alcuni seggi in più rispetto a quelli assegnati dal premio di maggioranza in virtù del suo potenziale elettorale, il superamento della soglia di sbarramento dell`8% da parte dell`Udc e/o della Sinistra arcobaleno potrebbe impedire la conquista del surplus da parte del centrodestra. Lo stesso potrebbe succedere, sull`altro fronte, al Pd in Toscana e Umbria, dove la sinistra radicale è molto forte.
Cos`è il voto disgiunto?
Significa votare per un partito alla Camera e per un altro al Senato. In alcune Regioni potrebbe essere conveniente. L`esempio più calzante è ancora quello dell`Emilia-Romagna. Un elettore del Pd, infatti, potrebbe votare Veltroni a Montecitorio e Sinistra arcobaleno a Palazzo Madama. Questo perché, per gli effetti paradossali della legge elettorale, il centrosinistra diviso prenderebbe più seggi che unito: 14 invece di 12. Con due scranni per la Sinistra arcobaleno a scapito delPdL.
Perché si parla di un “rischio pareggio” al Senato?
Colpa degli effetti combinati della legge elettorale. Dipenderà soprattutto dalle liste fuori dai blocchi principali. Quanto più Sinistra arcobaleno, Udc e Destra riusciranno a superare la soglia di sbarramento dell`8% nelle singole Regioni, tanto più si ridurrà il possibile vantaggio del Popolo della Libertà a Palazzo Madama. Non è un caso che Berlusconi abbia invitato fino alla noia gli elettori ad esprimere un «voto utile». O lui o il Pd. Gli altri – sinistra, centro o destra non fa differenza – sarebbero di troppo.

Quando votate, pensate.

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: