Cina, ultimatum ai monaci tibetani. Bloccato Youtube.

Alla mezzanotte locale, le 17 in Italia, scadrà l’ultimatum del governo cinese. Che cosa succederà? Siamo in attesa, visto che la Cina ha promesso ai rivoltosi la corte marziale e, inutile dirlo, il possibile plotone d’esecuzione.

Secondo il Parlamento tibetano in esilio le vittime sono centinaia, ma il governo cinese sostiene di non aver sparato sui dimostranti a Lhasa, dichiarando che sono “Ridicole le versioni del Dalai Lama”. La Russia dichiara: “I rapporti Cina-Dalai Lama sono questione interna. Inaccettabili i tentativi di politicizzare l’organizzazione deille Olimpiadi”. Il Sir, Servizio Informazione Religiosa della Cei, interviene sul mancato accenno di papa Benedetto XVI alla crisi del Tibet durante l’Angelus di ieri: ”Difficile pensare ad una svista, molto piu’ facile riflettere sulla difficoltà di dialogo con Pechino”.

Il Dalai Lama, dal suo esilio indiano, parla di “genocidio culturale”, mentre in Europa iniziano le proteste, mentre si discute delle prossime Olimpiadi di Pechino e si pensa al boicottaggio, insomma, mentre tutto questo accade, nessuno sa realmente cosa stia succedendo a Lhasa, in Tibet. La stampa tradizionale non ha alcuna possibilità di informarci su ciò che sta avvenendo. L’unica possibilità di essere informati in tempo reale, come ormai spesso accade, sarebbe la Rete: Internet. Diciamo sarebbe perchè in realtà non abbiamo la possibilità di avere alcuna immagine. Venerdì scorso, non appena abbiamo saputo della grave situazione, le prime immagini a disposizione ancora una volta provenivano dai telefonini, dagli abitanti del Tibet che riprendevano con mezzi di fortuna e poi caricavano in Rete.Ora non abbiamo più alcuna immagine, tranne qualcuna che riesce a sfuggire al controllo. L’accesso ad Internet è bloccato, non è possibile andare su alcun blog, il governo cinese ha bloccato l’accesso a Youtube, il sito di video sharing che ospitava video dai movimenti per la liberazione del Tibet e da altre persone in possesso di testimonianze filmate degli scontri. Vietato l’accesso a Youtube in Cina, dopo che sul sito erano comparse immagini della rivolta, il sito è stato bloccato e adesso chi voglia accedervi dal territorio cinese trova solo uno schermo bianco e l’indicazione di ‘errore’.

Il governo di Pechino ha fatto filtrare con molta parsimonia le notizie da Lhasa: è stato vietato l’accesso ai giornalisti stranieri, sono stati espulsi dalla città i turisti; solo ieri la televisione di Stato ha diffuso qualche immagine dei disordini, mentre una voce fuori campo accusava “la cricca del Dalai Lama” di aver orchestrato le violenze.

Censura a 360 gradi che tuttavia non sempre ha effetto. Qualche video inizia a circolare da questa mattina.

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  1. Qui aggiormento manifestazioni in Italia, storia del Tibet e petizioni…

    http://nexus7.splinder.com

    NON LASCIAMOLI SOLI!

    Antonio

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