La 194 non si tocca

“La 194 non si tocca!”. E’ questo lo slogan che meglio sintetizza il clima di pressione a cui sono sottoposte le donne in queste ultime settimane, e mai come quest’anno la data dell’8 marzo non sarà una giornata rituale. L’associazione Arcidonna sta infatti mobilitando tutte le associazioni femministe per una manifestazione nazionale a Roma, nella giornata della festa della donna, con un unico obiettivo: la difesa della legge 194. Intanto si moltiplicano a Napoli le iniziative delle donne in preparazione della giornata dell’8 marzo, a cui hanno sicuramente fatto da rampa di lancio le tante manifestazioni che si sono svolte il 14 febbraio nelle maggiori città d’Italia. Lunedì 25 febbraio l’associazione “A sinistra del Pd” ha organizzato una contestazione, al grido “Dio ci salvi da Ferrara“, in occasione della visita di Giuliano Ferrara pro-life all’Istituto di Scienze Religiose “Redemptor Hominis” di Benevento. Il 27 febbraio scorso l’Assemblea permanente delle donne di Napoli ha organizzato presso l’università l’Orientale l’incontro “Chi ha paura delle pratiche politiche delle donne?”, occasione per discutere e confrontarsi sulle cause che portano alle umilianti “quote rosa” in politica. Nella giornata del 1 marzo l’Assemblea permanente delle donne ha effettuato un presidio in piazza del Gesù per ribadire la lotta contro il patriarcalismo, contro gli attacchi al diritto all’aborto e per lanciare un 8 marzo da protagoniste. Il 5 marzo c’è stata una doppia iniziativa: la prima del coordinamento antisessista napoletano che ha organizzato a Palazzo Giusto un pranzo sociale seguito da un assemblea; la seconda iniziativa, un assemblea pubblica organizzata dal Circolo universitario di Rifondazione comunista, è stata l’occasione per sottolineare che a Napoli il 50 per cento degli specialisti sono obiettori, e che per difendere la legge 194 ci sarebbe bisogno di nuovi consultori pubblici, con nuovi fondi e nuove strutture. Oltre alla grande manifestazione nazionale prevista a Roma, l’8 marzo le donne scenderanno in piazza anche a Napoli:l’appuntamento è alle ore 10 in piazza Dante. Si tratterà sicuramente di manifestazioni pacifiche, colorate e aperte a tutti, come quella che si è svolta in piazza Vanvitelli, nel giorno di San Valentino. Messa in piedi in tempi record la manifestazione ha registrato un grande risultato di partecipazione dei comitati delle donne, con un ottima risposta anche da parte degli uomini. Tutti insieme si sono ritrovati, tra slogan e musiche, al presidio in difesa della legge 194, una legge che ha il merito di aver ridotto, in 20 anni, il numero di aborti quasi del 50 per cento, ma soprattutto in difesa del diritto di scelta. Non sono mancate le voci fuori dal coro come quella di un prete che, messi da parte i panni dell’indulgenza cristiana, ha traversato il presidio al grido di “assassini, assassini!”. Ma le protagoniste in assoluto sono state le donne presenti, giovani, anziane e di mezz’età, attiviste o semplici cittadine, tutte insieme per difendere i propri diritti e per dimostrare la propria solidarietà a Silvana, la donna dell’aborto al Secondo Policlinico. Iaia De Marco, dell’Assemblea permanente delle donne, ci tiene a sottolineare che “questi movimenti femminili, non nascono così all’improvviso, quando vengono calpestati i diritti. Nel nostro caso siamo nate come comitato durante la manifestazione del 24 novembre scorso a Roma, e abbiamo fatto parecchia strada da quel giorno contro la violenza sia maschile che vaticana”. Tra le personalità politiche presenti l’onorevole Giuseppe De Cristofaro che giudica ” importantissima la risposta data in questa piazza oggi, perché è il momento di schierarsi tra chi è in favore dei diritti e intende difenderli, e chi invece vuole calpestarli e tornare indietro. Si sta creando un clima inaccettabile in questo paese, dovuto alla strumentalizzazione di temi etici come quello dell’aborto. In periodo di campagna elettorale – prosegue il deputato di Rifondazione – è strumentale utilizzare temi come quello della legge 194 nel momento in cui non la si considera più una legge intoccabile, non per chi l’ha sempre pensata alla stessa maniera a riguardo”. Numerose le sigle che aderivano alla manifestazione: in prima fila l’Assemblea permanente delle donne e l’Udi, la CGIL di Roma, la SPI-CGIL di Napoli, l’associazione “Luca Coscioni”, i girotondi di Napoli, le “Mamme antismog”, la Rete delle donne di Bologna, l’Unione degli Atei. Presenti anche le ragazze dei centri sociali Officina 99, TerraTerra e Laboratorio Insurgencia. Dalle mobilitazioni di massa si passa anche alle azioni:l’associazione “Controviolenzadonne” ha invitato tutte le donne a denunciare i medici obiettori che si dovessero rifiutare di prescrivere la pillola del giorno dopo. E in questo clima infuocato anche in Italia arriva l’autorizzazione dall’Unione Europea a prescrivere la pillola abortiva Ru486. Suonan le campane.

Alessandro Ingegno

da “La Sinistra”

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