Perchè non votare Berlusconi – II

BERLUSCONI MEDIA-RAI


Berlusconi durante la presidenza del consiglio 2001-2006 era il padrone di “Media-Rai”. Le due superpotenze nazionali della tv, che dovrebbero competere aspramente per la conquista dell’audience, fare a gara nella pubblicazione di servizi esclusivi, ma in realtà si scambiavano informazioni sui palinsesti. Concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca. Orchestrano i resoconti della politica. Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più piccoli dettagli. È il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche – realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 – allegate all’inchiesta sul fallimento della “Hdc”, la holding dell’ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi.

La “ragnatela” avvolge e intreccia le vicende della tv di Stato con quelle di Mediaset. I direttori di Tg1 e Tg5 (all’epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale, “gioco di squadra”. Il notista politico del Tg1 informa la Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose saranno relegate in coda al servizio di giornata. Fabrizio Del Noce cuce e ricuce, assicurando che Bruno Vespa, nella sua trasmissione, accennerà “al Dottore in ogni occasione opportuna”.

BERLUSCONI INDAGATO/3

Silvio Berlusconi è attualmente indagato dalla procura di Napoli per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction e – seconda ipotesi di reato – per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica, “in altri episodi non ancora identificati”. Una storia che corre – circostanza davvero inconsueta per il Cavaliere – sul filo di un telefono (intercettato) dell’alto dirigente del servizio pubblico e trova una sua concreta evidenza nel racconto del senatore eletto dagli italiani di Australia.

 

BERLUSCAGATE


Il 7 luglio 2007 Spunta il nome del presidente del Consiglio Romano Prodi nelle carte raccolte da Pio Pompa, il braccio destro di Niccolò Pollari al Sismi. E sono “carte proprio strane”, sfugge a uno degli investigatori, perché ci sono pagine e pagine dei processi e delle inchieste penali, alcuni vecchissimi, ma uno più recente, che riguardano l’attuale premier. Ci sono poi documenti su politici, “in uno c’è anche il nome del viceministro Vincenzo Visco”, fanno sapere sapere gli inquirenti. E spuntano proprio nei giorni in cui infuriano le polemiche sul caso Visco e sulla “nuova P2”, l’oscuro intreccio tra Guardia di finanza, servizi segreti pubblici e privati.
Altri documenti riguardano giornalisti e c’è, piuttosto interessante, un dossier sul “Braccio armato”, o se si preferisce utilizzare un termine più tecnico, sui “supporter d’attacco”: un gruppo di magistrati, capitanato nientemeno che da Francesco Saverio Borrelli, l’ex procuratore capo dell’inchiesta Mani Pulite.
Il mare di carte dell’archivio abusivo di Pompa in via Nazionale a Roma è stato (a suo tempo) prosciugato dalla Digos. Cataste di articoli, di report, di analisi vere e presunte sulla politica e sulla magistratura sono state trasformate, qualche giorno fa, in un elenco ragionato, che è stato consegnato al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro. Il quale, oltre a coprire con omissis i nomi degli agenti segreti e anche quelli dei giornalisti, italiani e stranieri, a “libro paga” del Sismi, ha “depositato agli atti” l’elenco in previsione dell’udienza di venerdì del processo per il sequestro dell’ex imam Abu Omar. E cioè dell’estremista egiziano rapito nel febbraio del 2003 dalla Cia in via Conte Verde a Milano, a poca distanza dall’Istituto islamico di viale Jenner, e riemerso in Egitto dopo aver fatto tappa alla base militare Usa di Aviano.
I magistrati milanesi hanno sottolineato un punto: “In base alla legge , il Sismi “assolve a tutti i compiti informativi e di sicurezza per la difesa sul piano militare dell’indipendenza e dell’integrità dello Stato da ogni pericolo, minaccia o aggressione. Il Sismi svolge, inoltre, ai fini suddetti compiti di controspionaggio”. Si può sapere che c’entrano queste carte processuali e moltissime altre con i compiti del servizio segreto?”.
La domanda non è retorica. Perché era già noto che di Spataro venivano raccolti anche gli appuntamenti con il capo della Digos. Ma oggi, con l’elenco del deposito degli atti, ecco emergere quello che per il collaboratore dell’allora capo del Sismi è il “Braccio armato”, e cioè i pm di Milano “che – si legge nel documento Digos – hanno svolto inchieste giudiziarie sulla corruttela a Milano”, perseguendo protagonisti del mondo politico e imprenditoriale. Nelle schede Sismi, ora in mano ai pm milanesi, ci sono nove nomi in tutto. E per descriverne l’orientamento politico, ci sono ritagli di archivi, materiale scaricato su internet, videocassette di telegiornali. In cima alla lista, dunque, Borrelli, l’attuale capo dell’ufficio indagini della Federazione calcio. Poi i pm per anni in prima linea in Tangentopoli, il suo vice Gerardo D’Ambrosio, i sostituti Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Francesco Greco, Ilda Boccassini, Margherita Taddei, per finire con l’attuale procuratore aggiunto Corrado Carnevali e l’ex pm Giovanna Ichino.
Sono definiti, nei documenti sequestrati negli uffici di via Nazionale di Pio Pompa, “protagonisti nel passato di aspre polemiche politiche sull’uso distorto della giustizia”. Pompa li chiama anche “braccio armato”, un’espressione che potrebbe essere “perfettamente in linea” per descrivere quei soggetti che sono stati nel mirino di una polemica politico-giudiziaria negli scorsi anni. Le indagini di Pompa riguardano anche l’Olaf, l’ufficio europeo per la lotta antifrode, esperto nella lotta contro la corruzione, e il Medel, l’associazione di “magistrati europei per la democrazia e la libertà” fondata nel 1985. Citano magistrati stranieri, come Baltasar Garcon, impegnato nella lotta al terrorismo in Spagna. Secondo la digos milanese, questi soggetti per il Sismi dovevano essere “neutralizzati”. Sul come, al momento, Pompa indagato in questa inchiesta per favoreggiamento, non ha dato spiegazioni.
E, mollate le toghe, dossier e report vanno a frugare tra i movimenti “girotondini” e associazioni antiberlusconiane. Insomma, più che un ufficio del Sismi, quest’ufficio “pollariano” appare come una specie di agenzia di protezione di Silvio Berlusconi. Un breve riassunto di quanto successo e insabbiato:
http://www.beppegrillo.it/2007/07/berluscagate.html

 

 

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