Rc quanto ci costi!

Il trend dei rincari dell’Rc auto e moto a Napoli è senza sosta. Napoli si conferma la città più cara d’Italia per le tariffe delle assicurazioni, nonostante le buone intenzioni manifestate dalle società in seguito all’attuazione del decreto Bersani. Per i consumatori si confermano le solite differenze abissali: il diciottenne neopatentato è svantaggiato e disincentivato a intestarsi una polizza rispetto ad un signore di 48 anni. Il gap tra i due è simile, in proporzione, a quello dei loro coetanei che risiedono in altre regioni, ma quello che li differenzia dai coetanei del resto d’Italia è il prezzo: più alto sia per il neopatentato che per il quarantottenne. E’ chiaro quindi che la discriminazione che viene effettuata dalle compagnie assicurative nei confronti di Napoli è geografica. Ma veniamo al trend degli ultimi anni. L’Ania, nel più recente monitoraggio dei costi Rc auto (2001-2005) ha rilevato rincari dei prezzi delle assicurazioni. L’associazione nazionale imprese assicuratrici registra, nel periodo considerato, un aumento medio annuo in Campania del 10per cento nonostante il costo delle polizze, con il decremento degli incidenti, sarebbe dovuto scendere vertiginosamente. Un’indagine dell’associazione Altroconsumo ha analizzato i dati relativi all’anno 2007 sul fronte tariffe Rc auto, evidenziando i rincari presenti nelle diverse città e in base all’età. Ebbene, al primo posto c’è sempre Napoli, la città più tartassata, dove i rincari per un diciottenne sono del 5,17per cento. Invece la città che ha mantenuto la stabilità dei prezzi è Milano, mentre altri aumenti hanno colpito città come Roma e Palermo. Nelle altre città, rispetto a Napoli, il diciottenne che si assicura per la prima volta è penalizzato molto meno: il premio medio è rimasto stabile a Milano, mentre è aumentato dell’1,46per cento a Roma e dell’1,65per cento a Palermo, con rialzi inferiori all’inflazione. L’indagine di Altroconsumo sottolinea inoltre che, ad esempio, un ventottenne in classe 6 a Roma in media paga 850 euro rispetto ai 1.100 di Napoli; un quarantenne in classe 1 a Milano paga in media 405 euro contro i 700 sempre di Napoli. Un’idea chiara dei divari tariffari è data dal gap che separa i circa 400 euro annui per un quarantenne milanese nella classe di merito più vantaggiosa dai quasi 2.900 euro che deve sborsare un diciottenne napoletano in classe di ingresso. L’Isvap cerca di spiegare questo accanimento nei confronti dei consumatori napoletani con l’aumento del numero di assicurati proporzionale all’aumento del numero di truffe ai danni delle società assicurative che sono la causa, secondo dati Isvap, di perdite per 500 miliardi l’anno. Ma l’Istituto di vigilanza del settore assicurativo punta il dito anche contro le società d’assicurazione le quali hanno applicato le liberalizzazioni tariffarie, regolamentate con il decreto Bersani, ma non hanno migliorato il servizio di liquidazione dei sinistri. Il primato nelle tariffe non si limita all’Rc auto ma riguarda anche motocicli e ciclomotori. L’indagine di Altroconsumo ha infatti evidenziato che nella città di Napoli le tariffe Rc moto, per un diciottenne, hanno avuto un incremento del 4,76 per cento rispetto all’anno 2006, superiore all’inflazione. Anche in questo caso Napoli si conferma la città più cara d’Italia, seguita da Palermo e Roma.

Gli strumenti per i consumatori:

I cittadini napoletani, o almeno quella parte che ne è a conoscenza, hanno a propria disposizione vari strumenti che possono aiutare a districarsi nella giungla delle assicurazioni. Il mezzo più innovativo è sicuramente il Preventivatore Rc auto, ossia la possibilità per l’assicurato di avere a disposizione il preventivo della propria Rc auto di tutte le compagnie assicurative via internet per poter confrontare facilmente l’offerta a sua disposizione. Il preventivatore, non ancora attivato, sarà consultabile sul sito dell’Isvap e da quello del Ministero dello Sviluppo Economico. Poi esiste la formula assicurazione “giornaliera”. E’ un particolare tipo di polizza che fa pagare un premio di effettivo utilizzo dei giorni, e nello stesso tempo concede all’ assicurato una copertura totale. Converrà stipulare questo tipo di polizza a colui il quale utilizza l’automobile per meno di 120 giorni all’ anno. Poi c’è l’assicurazione “a consumo” il cui concetto di partenza è lo stesso di quella “giornaliera”, ma l’assicurazione “ a consumo” si calcola in base ai Km percorsi grazie ad una moderna tecnologia satellitare in grado di elaborare una tariffa personalizzata.

Alessandro Ingegno

da “Corriere del Mezzogiorno”

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