I prodotti campani?sanissimi!parola di Coldiretti…

Rientrata, almeno apparentemente, l’emergenza rifiuti, la regione Campania comincia a fare i conti con le ripercussioni negative. Vito Amendolara, direttore di Coldiretti, ci aiuta a comprendere la situazione agricola gettando un po’ di acqua sul fuoco.

Dr. Amendolara, come interpreta la crisi che sta colpendo il comparto agricolo campano? E’ giustificato secondo lei? Secondo me si sta confondendo in maniera spaventosa e strumentale la crisi dei rifiuti in mezzo alle strade cittadine con le problematiche dei prodotti agricoli. La psicosi è frutto di immagini che sovrappongono i rifiuti nelle strade a quelli in campagna. Sicuramente ci sono posti dove vengono sversati i rifiuti, ma sicuramente non nei terreni coltivati protetti. Da questo a dire che tutto il territorio campano è inquinato è una balla colossale!

Quali sono i dati di cui siete in possesso riguardo alle vendite? I dati che vengono fuori dal dipartimento di prevenzione dell’Asl di Napoli, fatti su prodotti agricoli tipici campani, risultano negative. Ma le vendite continuano a calare, nonostante i controlli siano raddoppiati e risultino tutti negativi.

Quali soluzioni propone per ridurre quest’ondata di scetticismo e di panico per difendere i prodotti campani? Innanzitutto bisogna far comprendere ai cittadini, magari con una intensiva campagna pubblicitaria, che i prodotti campani sono sani e pluri-controllati. Poi bisogna accelerare la bonifica dei territori storicamente tossici, come il litorale domizio e la zona del casertano, ma ciò non ha nulla a che vedere con la crisi dei rifiuti. Sarebbe importante che tutta la pubblicità negativa che è stata fatta in questo periodo diventasse positiva.

Quindi ci sarà una “operazione verità” per i prodotti agricoli campani? Si deve prima risolvere del tutto il problema dei rifiuti e, una volta fatto questo, avere la lucidità di dire la verità: cioè che tutte le immagini viste non riguardano i terreni campani. Per fare un esempio, le pecore morte di cui abbiamo visto i filmati ovunque hanno pascolato in un territorio che non era pascolabile, e oltretutto sono stati già rimborsati. Casi come questo servono solo a fare cattiva pubblicità alla nostra regione e ai nostri prodotti.

Alessandro Ingegno

da Campaniasuweb.it

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