Iniziamo il 2008 a luci spente,contro le morti bianche

Luci spente a mezzanotte del 31 dicembre -l’iniziativa di numerosi comuni italiani lanciata da Articolo21

Milleequarantre. Non facciamo in tempo a predisporre un comunicato che già dobbiamo aggiornare il tragico bollettino. Sono le cifre dei morti sul lavoro che Articolo 21 ha registrato nel 2007. Donne e uomini, italiani e stranieri che non festeggeranno più nessun nuovo anno, che non cresceranno, che non vedranno crescere i loro figli, che non vivranno una vita di coppia, che non arriveranno alla pensione, che non produrranno reddito per sé e per la società. Per questo l’associazione raccogliendo l’appello lanciato da Italo Carones, sindaco di Oriolo Romano (VT) ha lanciato una campagna simbolica: allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre vengano spente le luci delle città italiane per ricordare i morti sul lavoro. Un’iniziativa dal valore simbolico, e per questo abbiamo chiesto principalmente a piccole realtà di aderire alla nostra iniziativa, città simbolo del lavoro e che sono state malauguratamente testimoni degli infortuni nei cantieri”.

Numerose le località che hanno aderito, a partire da Oriolo Romano. natalizie. Importanti le altre adesioni: Campello sul Clitunno (PG), “dove – ricorda il sindaco Paolo Pacifici – il 25 novembre 2006, 4 operai morirono a seguito di una tremenda esplosione presso un’impresa per la raffinazione d’olio”. Casale Monferrato, comune piemontese con il più alto tasso di morti per eternit; Nuoro il cui sindaco, Mario Demuru Zidda ha ricordato il minuto di silenzio del consiglio comunale per ricordare la tragedia della Thyssenkrupp. Il Comune di Osini e Iglesias, Guspini, Carbonia, tre centri importantissimi nella storia del lavoro minerario della Sardegna. Anche Graziano Milia, presidente della Provincia di Cagliari, uno insediamenti industriali più significativi ha comunicato la sua concreta adesione. E ancora Gubbio, dove i giornalisti hanno sottoscritto una Carta sull’informazione in cui si poneva l’accento sul tema dell’informazione per la prevenzione. Gubbio a mezzanotte spegnerà “l’albero più grande del mondo” realizzato dai maestri alberaglioli, per ricordare le vittime sul lavoro. E poi Ovada (AL), città della pace e della non violenza, il Comune di Orvieto, il Comune di Terni che attraverso il sindaco Paolo Raffaelli ha comunicato che “sarà spenta l’illuminazione pubblica per sollecitare ogni utile azione tesa a fermare una strage che quest’anno ha fatto più di mille morti e che ha colpito anche la nostra realtà territoriale”. Il Comune di Gela attraverso il sindaco Rosario Crocetta. Il Comune di Borgo Valsugana in Trentino; il sindaco, Laura Froner, ha annunciato che sarà spento per un minuto l’albero davanti alla piazza del Municipio. La Provincia di Roma: “d’intesa con il presidente e i colleghi della giunta – ha spiegato l’assessore alla Cultura Vincenzo Vita – aderisce all’iniziativa di Articolo21. Mentre si brinda all’anno nuovo vogliamo anche noi l’attenzione all’amara infelicità delle tragedie del lavoro, un dramma che non dobbiamo rimuovere. Per parte nostra spegneremo per un minuto le luci di Palazzo Valentini, per ricordare tra l’altro che anche la provincia di Roma è stata toccata dagli infortuni sul lavoro”.

“La nostra associazione – afferma il portavoce Giuseppe Giulietti – è da tempo impegnata sul fronte della lotta senza quartiere contro quella strage quotidiana che ha preso l’assurdo nome di morti bianche. “Proprio in questi giorni – sottolinea Giulietti – stiamo celebrando la ricorrenza del 60° anniversario della nostra Costituzione, il cui primo articolo richiama proprio il valore del lavoro come principio portante dell’Italia repubblicana. Inoltre il 2008 è stato dichiarato l’anno dei diritti umani. Anche per queste ragioni vorremmo che il prossimo sia l’anno di una lotta senza quartiere per la sicurezza del lavoro e il rispetto dei diritti individuali e collettivi, augurandoci che il contatore dei morti di Articolo21 possa conoscere lunghi momenti di inattività, e una netta inversione di tendenza”.
di Stefano Corradino e Giorgio Santelli(Articolo21.info)

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