Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 5, 2008

Microsoft abbandona offerta Yahoo!

Tutto faceva pensare a un accordo imminente. Alla nascita di un colosso Internet da 310 miliardi di dollari. E invece. Dopo 94 giorni di trattative, ammiccamenti e ultimatum, Microsoft ha deciso di abbandonare l’offerta e rinuncia all’acquisto di Yahoo. Ma non solo. Redmond fa sapere non procederà a una scalata ostile sul Consiglio di amministrazione di Yahoo! così come aveva minacciato una settimana fa. Non sono infatti bastati i 33 dollari per azione (2 dollari in più rispetto a quanto proposto l’1 febbraio al momento dell’Opa), per un totale di 47,5 miliardi di dollari, messi sul piatto della trattativa da parte di Microsoft. Chiaso chiuso. O quasi.
A Wall Street infatti a causa del fallimento delle trattative con Microsoft il titolo di Yahoo perde il 18% a 23,29 dollari, la quale sale del 2,8%. bene anche Google che guadagna il 2%.

Il titolo del motore di ricerca paga il fallimento delle trattative con la Microsoft che aveva offerto 33 dollari per azione per rilevare l’azienda. Sale invece Microsoft che guadagna il 2,8%. In rialzo anche Google, il principale concorrente di Yahoo!, che sale del 2,5%.

Yahoo! va a picco anche alla borsa di Francoforte dove perde il 21% a 22,58 dollari. Citigroup e altre case d’investimenti hanno tagliato il rating sul popolare motore di ricerca. Secondo la Bloomberg, dopo la rottura con Microsoft l’amministratore delegato di Yahoo!, Jerry Yang, dovrà provare di essere in grado di rilanciare le vendite e il prezzo delle azioni mantenendo il gruppo indipendente. Google, il principale concorrente di Yahoo!, nello scorso trimestre ha visto una crescita tripla del fatturato.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 5, 2008

Neonazisti picchiano per una sigaretta negata

E’ ancora in coma il giovane veronese, Nicola Tommasoli, picchiato per aver negato una sigaretta ad un gruppo di coetanei. Il colpevole ha 20 anni ed è di Verona.
Il giovane che questa mattina si è costituito alla Digos della Questura del capoluogo veneto confessando di essere uno dei responsabili dell’aggressione avvenuta il primo maggio scorso è un ultras vicino all’estrema destra.

La questura, che sottolinea come sia stata la «pressione investigativa» a convincere il giovane a costituirsi, non conferma le indiscrezioni secondo cui il 20enne apparterrebbe ad ambienti di ultras neofascisti. Nella nota però si sottolinea come sia stata «decisiva» ai fini della svolta nell’indagine «l’individuazione degli ambienti in cui gravitano i presunti responsabili dell’aggressione», operata dalla Digos della Questura di Verona, «che già lo scorso anno si era occupata proficuamente del fenomeno delle aggressioni nel centro storico veronese», che era stato centro di svariati episodi di stampo razzista.

In particolare, proprio la Digos veronese nel giugno dello scorso anno aveva portato a termine una operazione che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni accusati di aver compiuto almeno una dozzina di aggressioni in città a partire dal marzo 2006 fino al giugno 2007.

I 17 indagati avrebbero compiuto per più di un anno aggressioni di stampo razzista in centro città e avevano come luoghi di ritrovo i bar tra piazza Erbe e corso Portoni Borsari. Dalle perquisizioni emerse che erano legati al Veneto Fronte Skinheads.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 3, 2008

Napoli, emergenza rifiuti infinita

Aspettando il miracolo di Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale aveva promesso di risolvere in prima persona definitivamente la questione rifiuti, la spazzatura è nel centro storico di Napoli.
NAPOLI - Sono circa 1.300 le tonnellate di rifiuti che giacciono lungo le strade di Napoli: cumuli che assediano soprattutto la periferia e che stanno facendo ritornare anche il fenomeno dei roghi. Circa trenta gli interventi, la scorsa notte, dei Vigili del Fuoco per l’immondizia data alle fiamme, soprattutto in provincia: tra Casoria, Afragola e San Giuseppe Vesuviano.

Rispetto a ieri si è riusciti ad abbattere circa 150 tonnellate di giacenze su Napoli e ora l’obiettivo è quello di salvaguardare il week end in corso, che in città vede la presenza di numerosi turisti. La raccolta di rifiuti dalle strade, sta comunque procedendo. Il che dovrebbe almeno scongiurare un ulteriore aggravamento della situazione.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 3, 2008

Fortezza di guerra, Castello di pace

“Fortezza di guerra Castello di pace”, è il nome dell’evento organizzato a Castel Sant’Elmo per il Maggio dei Monumenti 2008 napoletano. La storia del fortino si fonde con le armi e con l’arte contemporanea, letture e musica accompagnano le incisioni di guerra seicentesche, il tutto dominato da “Luna e l’Altra”, l’installazione di Giancarlo Neri.

Castel Sant’Elmo apre il Maggio dei monumenti con “Fortezza di guerra Castello di pace”, un evento che attraversa la storia secolare del castello, dal suo utilizzo repressivo nei confronti della città al ruolo di rifugio, per aiutare la memoria di un luogo che sovrasta il golfo di Napoli da secoli osservando e controllandone la storia.
Il percorso inizia con le incisioni seicentesche rappresentanti guerrieri e soldati, rievocando battaglie in cui la massa che lotta diventa protagonista di uno spettacolo che ha come punto in comune l’eroismo collettivo. Una rara incisione di Salvator Rosa, tratta dal volume “I Capricci”, “Le battaglie di Casa Medici” e “I principali fatti della vita di Ferdinando I” disegnati dal francese Jacques Callot, e la raccolta dell’artista fiorentino Stefano Di Bella hanno tutte come comune denominatore la guerra, nelle sue varie forme. Suggestiva l’accoppiata letture e musica utilizzata per rappresentare “Anna Soror”, il testo di Margherite Yourcenar interpretato da Enzo Salomone, voce narrante accompagnata dalle musiche di Francesco D’errico. Proseguendo tra le mura del castello si incontrano pezzi di storia della fortezza napoletana, attraverso un percorso didattico di immagini e testi che raccontano Castel Sant’Elmo dalla sua nascita, ad opera dell’architetto Luis Escrivà nel 1537, al suo ruolo repressivo nei confronti di figure rivoluzionarie. Tra le mura del castello sono state incarcerate figure illustri come Tommaso campanella, Luigia Sanfelice e i rivoltosi napoletani del 1799. Eccezionale momento espositivo quello rappresentato dalla raffinata selezione di armi in asta di fine XVI secolo: partigiane, spiedi e alabarde tratte dalla collezione di armi del Museo di Capodimonte. L’installazione di Giancarlo Neri, “Luna e l’Altra”conclude nel punto più alto del castello l’affascinante percorso storico. Una seconda luna che dominando dall’alto tutta la città da una spruzzata di contemporaneità all’evento, grazie alla scena suggestiva offerta da queste due lune affiancate che nelle ore notturne accompagneranno e proteggeranno insieme il maggio napoletano dei monumenti.

Alessandro Ingegno

da www.campaniasuweb.it

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 3, 2008

La Libia minaccia l’Italia se Calderoli Ministro

La Libia minaccia ripercussioni catastrofiche nelle relazioni con l’Italia se Roberto Calderoli tornerà a fare il ministro. L’avvertimento arriva direttamente da Tripoli, con il figlio del leader Muammar Gheddafi, Saif El Islam, che tuona contro l’esponente leghista, mentre sembra ormai definita dal premier in pectore Silvio Berlusconi la squadra di governo.
Con la casella delle Riforme assegnata proprio a Calderoli, indicato oggi dall’agenzia ufficiale libica Jana come il vero assassino dei cittadini libici morti a Bengasi nel febbraio del 2006.
E se il diretto interessato fa spallucce (La scelta della squadra di governo spetta a Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo sovrano, dice Calderoli), la politica italiana rigetta in maniera bipartisan i diktat di Tripoli. Mario Borghezio (della Lega Nord) invita a fare muro contro le terribili minacce che giungono dalla Libia. Ma una levata di scudi arriva anche dall’esponente del Pd Enrico Gasbarra che giudica inaccettabile qualsiasi diktat da parte di Paesi stranieri sulla politica italiana, tanto più sui governi e la loro formazione.
Da ministro delle Riforme nel 2006, ricorda una nota dell’agenzia libica Jana diffusa dall’ufficio di Roma, Calderoli mostrò una maglietta con disegni offensivi e oltraggiosi dell’Islam (pubblicate da un giornale danese) durante un’intervista televisiva. Un gesto che appiccò il fuoco delle proteste, con centinaia di manifestanti che il 17 febbraio assaltarono il consolato italiano nella città libica di Bengasi. Il bilancio degli scontri durissimi che seguirono con la polizia schierata a protezione del consolato fu di 11 morti e 35 morti. Di fronte alle veementi proteste libiche, l’allora premier Silvio Berlusconi chiese e ottenne subito le dimissioni di Calderoli. Che fra qualche giorno potrebbe però tornare ad insediarsi sulla stessa poltrona, quella delle Riforme che fu costretto ad abbandonare.
La Jana sottolinea come due anni fa la crisi fu circoscritta proprio grazie alle dimissioni del ministro. E se Saif El Islam Muammar al Gheddafi premette di considerare un affare interno italiano il possibile ritorno ad un ruolo ministeriale di Roberto Calderoli, giudica tuttavia grave un’eventualità del genere, che avrà ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l’Italia e la Libia.
Seif el Islam (che vuol dire la spada dell’Islam), è da molti osservatori considerato il vero ministero degli Esteri della Jamahiriya. E le sue parole rischiano di creare il primo caso diplomatico che Berlusconi si troverà a gestire prima ancora di insediarsi a Palazzo Chigi.
Se infatti i rapporti tra il prossimo presidente del Consiglio e il leader libico Gheddafi sono molto buoni, le relazioni italo-libiche vivono da anni periodi altalenanti. Con la richiesta da parte di Tripoli del grande gesto riparatore un’autostrada costiera che dovrebbe attraversare tutto il Paese dall’Egitto alla Tunisia rispetto all’occupazione coloniale italiana che ancora non è stata esaudita, secondo le aspettative di Tripoli, dal governo di Roma. Il lungo e complesso negoziato bilaterale ha avuto la sua ultima tappa lo scorso novembre, quando un’intesa di massima e di principio fu raggiunta dal ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, a Tripoli in un lungo colloquio con Gheddafi.

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 2, 2008

Se questo è un uomo

Le immagini e le parole si commentano da sole. L’assessore alla cultura del comune di Milano , condannato per truffa aggravata nel 1994, ha attaccato il giornalista Marco Travaglio durante la puntata di Annozero del 1 maggio, ricoprendolo di insulti e parolacce: Sgarbi vs Travaglio:

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 2, 2008

La sconfitta dei Laburisti in Gran Bretagna, persa anche Londra

LONDRA - Una disfatta. Le elezioni amministrative del primo maggio in Inghilterra e in Galles, primo test per Gordon Brown da quando è subentrato a Tony Blair come primo ministro poco meno di un anno fa, producono il peggior risultato degli ultimi quarant’anni per il Labour, peggiore perfino delle amministrative del 2004, quando le contestazioni contro Blair per la guerra in Iraq avevano raggiunto l’apice. E il terribile sugello definitivo arriva nella notte con l’annuncio ufficiale dei risultati di Londra: cade anche l’ultimo baluardo e i conservatori di Johnson si impongono sui laburisti di Livingstone per 43% a 37.

A livello nazionale i laburisti si ritrovano addirittura ridotti, percentualmente, al rango di terzo partito, alle spalle non soltanto dei conservatori ma perfino dei liberal-democratici, finora eterno terzo incomodo della politica britannica. I risultati ancora non definitivi assegnano infatti il 40 per cento dei voti ai Tory, il 25 per cento ai lib-dem e il 24 per cento al Labour. In termini di seggi nelle amministrazioni locali, il Labour ne ha persi 434 mentre i conservatori ne hanno guadagnati 300. Le proiezioni di questi risultati a livello nazionale assegnerebbero ai Tory una schiacciante vittoria, se si votasse oggi per rinnovare il parlamento di Westminster: i conservatori otterrebbero una maggioranza di circa 150 seggi alla camera dei Comuni, riconquistando così il potere dopo undici anni di governo laburista.

In serata poi il colpo finale, con l’annuncio della vittoria dei conservatori a Londra. Boris Johnson ha vinto con un milione e 168mila voti - pari al 43%- staccando di ben sei punti percentuali Ken Livingstone, che si ferma a un milione e 29mila voti.
Si conclude così anche l’era di “Ken il rosso”, sindaco per due mandati che ha vissuto i giorni terribili delle bombe dell’integralismo islamico e quelli memorabili della conquista delle Olimpiadi del 2012.

Johnson, 44 anni, giornalista, presentatore tv e frequente presenza sui tabloid, ha battuto seccamente Ken Livingstone, laburista con forte radicamento a sinistra, sindaco da otto anni, distanziandolo di circa 140mila voti. Nella sua prima dichiarazione dopo la vittoria, Johnson ha ringraziato famiglia e sostenitori per il sostegno in campagna elettorale, e ha quindi reso omaggio all’avversario per aver definito in questi otto anni la nuova figura di sindaco della capitale e per ”aver parlato per Londra” dopo le stragi del 2005: ”lei ha il grazie e l’ammirazione di milioni di londinesi”.

I commenti di Bbc, giornali e mondo politico parlano di un risultato complessivamente disastroso per Gordon Brown: un risultato in parte atteso, ma forse perfino peggiore del previsto. “Questa è la prova che il paese non solo è stanco dei laburisti, ma ha fiducia in un partito conservatore rinnovato, cambiato in meglio, unito e pronto a governare il bene di tutta la nazione”, ha prontamente commentato David Cameron, il leader dei Tory, spesso paragonato a un “Blair di destra” per le sue doti di comunicatore e il suo spirito riformista.

Da Downing street, amareggiatissimo Gordon Brown commenta: “E’ un brutto giorno per il Labour, un risultato molto deludente. Dovremo ascoltare e imparare questa lezione”.
Ma un ex-ministro e blairiano di ferro, Charles Clarke, afferma: “E’ una grave sconfitta, su cui bisognerà riflettere”. E non è escluso che ci saranno tentativi di detronizzare Brown prima delle elezioni politiche, in programma nel 2009 o al più tardi nel 2010, per presentare un leader più popolare di Brown, forse il giovane David Miliband, attuale ministro degli Esteri, alla sfida alle urne contro Cameron.

gordon brown grande.jpg

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 1, 2008

Quando un operaio muore

Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

di Beppe Grillo

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 1, 2008

I Maggio, festa dei lavoratori

Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?

Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedificò? In quai case,
di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?

Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
è piena d’archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari?
La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti?
Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì, affogavano urlando
aiuto ai loro schiavi. .

Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Da solo?

Cesare sconfisse i galli.
N on aveva con sé nemmeno un cuoco?

Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?

Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l’ha vinta?

Una vittoria ogni pagina.
Chi cucinò la cena della vittoria?

Ogni dieci anni un grand’uomo.
Chi ne pagò le spese?

Quante vicende,
tante domande.

di Bertold Brecht

Domande di un lettore operaio

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Posted by: Alessandro Ingegno | Maggio 1, 2008

Rievocazione storica Gran Premio di Napoli

Grande giornata di festa all’insegna delle auto d’epoca in questo 1 maggio napoletano. Si svolge oggi in Piazza Plebiscito, a partire dalle ore 10, l’undicesima edizione della Rievocazione storica del “Gran Premio di Napoli“. La kermesse - che originariamente prevedeva la sfilata delle auto lungo lo storico percorso del circuito di Posillipo, sfilata annullata per motivi di carattere tecnico - è organizzata dal “Classic car club Napoli“, e vedrà la partecipazione di circa 120 equipaggi che animeranno la giornata di Piazza Plebiscito con un raduno e con le sfilate di auto d’epoca, fino alle ore 18. I problemi di carattere tecnico non impediranno la rievocazione della memoria di quello che fu lo storico circuito di Posillipo che, nato nel 1934, ha chiuso i battenti nel 1962, riuscendo in quasi 30 anni a diventare una delle gare automobilistiche internazionali più amate dagli appassionati. E sicuramente gran parte del merito di questa fama va allo spettacolo offerto dal golfo di Napoli, che faceva da cornice a tutto il percorso. Giuseppe Cannella, presidente del “Classic car club Napoli”, precisa:” la data dell’1 maggio è stata decisa simbolicamente per l’undicesima rievocazione dello storico circuito di Posillipo sia perché rappresenta la giornata della festa dei lavoratori, ma soprattutto perché il Gran Premio di Napoli si correva in maggio. Inoltre il raduno servirà anche da lancio per il maggio dei monumenti di Napoli. A livello locale il Gran Premio di Napoli - prosegue Cannella - nel suo genere è sicuramente la manifestazione più importante, inoltre è molto sentita dai cittadini perché è l’unica che si svolge in piena città”. La Rievocazione storica rappresenta una tappa imperdibile per tutti gli amanti delle automobili d’epoca. Gran parte del pubblico dell’evento sarà composto da nostalgici delle quattro ruote del secolo scorso, il secolo dell’automobile. Per soddisfare la loro voglia di retrò ci saranno auto costruite negli anni ‘20 fino a quelle nate negli anni ‘80. Un bel pezzo di storia. Tra gli equipaggi partecipanti vi saranno la Ferrari e l’Alfa Romeo, insieme a tantissime altre auto d’epoca, ma la perla della giornata sarà rappresentata dalla rara Triumph Italia 2000, del 1961, che sfilerà per la prima volta, con il suo muso allungato e i caratteristici fari rotondi, sul circuito napoletano di Posillipo. L’importanza dell’evento, come sottolinea Giuseppe Cannella, si riflette nell’attività del club: “In quanto Classic car club Napoli siamo il I club d’Italia dal 2000 ad oggi, sia per partecipanti che per numero d’iscritti. L’Automotoclub storico italiano ci ha premiato per ben 5 volte con la manovella d’oro, premio che l’Asi conferisce ai club in base alle attività svolte e all’organizzazione di eventi. Oggi ci attendiamo una buona risposta di pubblico, che accorre sempre numeroso a queste nostre iniziative. Sono previsti circa 5 mila spettatori”. L’appuntamento quindi per tutti gli appassionati d’auto d’epoca e per tutti i nostalgici è in Piazza Plebiscito, dalle ore 10 alle ore 18; l’occasione giusta per riassaporare le emozioni provocate dal rombo di motori che appartengono alla storia della città di Napoli, e quindi a tutti noi.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

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