Arte e design ecosostenibile: come riciclare in modo creativo
In tutto il mondo sono sempre di più gli artisti che reinventano la propria creatività in chiave green, riutilizzando oggetti difficilmente smaltibili e diffondendo nella società sensibilità ecologiste attraverso l’arte. Scopriamo insieme le ultime novità, mondiali e anche italiane.
L’arte del riciclo è diventata negli ultimi tempi, in tutto il mondo, una pratica diffusissima che riesce ad unire l’utile al dilettevole attraverso l’uso della creatività e dell’immaginazione. Si tratta dello sposalizio tra arte e ambiente, dove la prima viene in soccorso del secondo grazie al riutilizzo di materiali difficilmente smaltibili una volta buttati. Un esempio su tutti è quello della plastica che o finisce nelle discariche oppure viene bruciata sprigionando sostanze tossiche nell’aria. Così la creatività finisce per essere, oltre che uno sfogo per menti fervide, anche e soprattutto una scialuppa di salvataggio per la nostra terra che rischia di essere sommersa da una montagna di rifiuti (di cui il sesto continente ne è una tragico avvertimento).
L’artista americano David Edgar ad esempio concilia l’arte con l’etica eco-friendly e ha dato vita a Plastiquarium: una collezione di pesci tropicali creati unendo vari pezzi di plastica colorata. Sul sito internet è disponibile un elenco delle creazioni dell’artista acquistabili a partire dal prezzo minimo di 25 dollari fino ad un massimo di 1.250 dollari, a seconda delle dimensioni e della specie desiderata.
Dal sapore estremamente nostalgico sono invece le creazioni della designer Cindy Kroth: l’artista crea collezioni vintage di orologi, bracciali ed orecchini riutilizzando i tasti delle vecchie ed ormai fuori commercio macchine da scrivere. Un altro esempio di arte componentistica del riciclo è rappresentato dallo scultore Mark Orr. Con l’uso di pezzi di acero e di oggetti vintage come le chiavi di antichi bauli l’artista da vita a originalissimi soprammobili tutti fatti a mano: una delle sue opere più gettonate è il “corvo su palla da biliardo”.
Anche in Italia il fenomeno della recycle-art si sta diffondendo a macchia d’olio. L’associazione Fareverde di Nola, in provincia di Napoli, ha creato un vero e proprio laboratorio artigiano, “Riciclare e creare”, partendo dal concept del recupero di oggetti in disuso, rovinati o vecchi per rinnovarli o creare nuove cose.
Nella bottega della Onlus Fareverde sono esposti una serie di esempi di oggetti in disuso rinnovati e/o riutilizzati. L’idea dell’associazione è quella di coinvolgere attivamente i clienti della bottega e mostrare che uno stile di vita sostenibile, nel quale gli oggetti hanno valore in quanto sono “utili” all’uomo oltre che un frutto delle risorse naturali e lavorati dalla mente e dalle mani dell’uomo, è possibile, e per questo vanno considerati quali beni da utilizzare, preservare, rinnovare, riciclare. Pensate che ben l’80 per cento degli oggetti che la società considera come rifiuti vengono gettati e considerati come materiale problematico da smaltire, e nonostante ciò ogni giorno vengono comunque acquistati oggetti nuovi e praticamente inutili.
Il progetto “Riciclare e creare” punta perciò a sensibilizzare la comunità locale ad uno stile di vita più attento sia alla tutela dell’ambiente che alla qualità della vita delle persone perseguendo finalità sociali attraverso il connubio tra arte e riciclo.
In questo quadro quel che dispiace però è la scarsa attenzione prestata dai media ad un fenomeno sempre più diffuso che, in una società in affanno per la crisi e in una fase di ripensamento degli stili di vita anche per la necessaria maggiore tutela dell’ambiente, a livello nazionale ed internazionale vede la società civile produrre autonomamente sempre più esempi di sana creatività sociale.
Diffondiamo il messaggio e sosteniamo gli artisti green.
Alessandro Ingegno
da Yeslife.it




























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