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Archivio per la categoria ‘Politica’

Per un buon 2010 regaliamogli un lodo De Magistris

3 Gennaio 2010 alessandroingegno 2 commenti

Lo chiamerei “Lodo de Magistris”: pochi punti da definire insieme e non serve nemmeno cambiare la Costituzione , perché approvato in sua difesa.

La proposta di fondo è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze. Non c’è trucco e non c’è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato -sembra gli piacciano tanto- con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman, che risultano affini persino ad uno dei tanti soprannomi che si è conquistato con anni di (dis) onorevole carriera: il caimano. Sarebbe per lui un modo per ritrovare, magari, anche qualche vecchio capitale messo in salvo all’estero. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Ci permettiamo di suggerire una sola accortezza: che non si chiamino Vittorio e non frequentino Marcello. Il rischio infatti è che anche alle Cayman la storia si ripeta: coppole e appalti nelle isole esotiche sarebbero indigeribili. Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti, gli stessi che da anni cerca di occultare perseguitando i giornalisti anche se pongono solo domande, cioè fanno il loro mestiere, ovviamente quelli che sopravvivono all’infezione dell’ autocensura preventiva. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni: le necessità giudiziarie del fuggitivo da garantire prima di quelle degli italiani. La magistratura non più costretta agli assaliti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell’etica pubblica. Finito l’inquinamento di tutti gli ambiti economici e mediatici, il mercato finalmente alleggerito dalla cappa del suo conflitto di interessi, forse riprenderebbe a girare normalmente. E le somme ritrovate, anche con una lotta all’evasione certa, potrebbero essere investite nella formazione e nell’istruzione: una sorta di 8 per mille dell’antibelusconismo. Ma soprattutto noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell’Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste.

da Luigi De magistris blog

Luigi De Magistris personaggio campano 2009 – da CorrieredelMezzogiorno.it

Il governo dichiara finita, per decreto, l’emergenza rifiuti. Per Legambiente è un bluff

Il 17 dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulla protezione civile, che chiude l’emergenza rifiuti in Campania. ‘La prima dichiarazione di emergenza per i rifiuti in Campania risale a febbraio 1994; sono passati diversi anni, numerosi commissari e ora possiamo dire che l’emergenza e’ finita’, ha commentato il sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, in una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi al termine del Cdm.

L’emergenza non si è conclusa, secondo l’associazione ambientalista Legambiente. Manca ancora un ciclo integrato di gestione dei rifiuti. Restano i dubbi sul reale funzionamento dell’inceneritore di Acerra e in molte strade della periferia cittadina ci sono tutt’oggi cumuli di rifiuti.

E’ del 17 dicembre l’approvazione da parte del governo, per decreto legge, del termine dell’emergenza rifiuti in Campania dopo 15 anni di gestione straordinaria ed emergenziale. Abbiamo sentito il direttore di Legambiente Campania, Raffaele Del Giudice, per sapere il suo parere su questo storico annuncio.

Raffaele Del Giudice cosa ne pensa del decreto legge emanato dal governo che sancisce la fine dell’emergenza rifiuti in Campania?

“Su questo sono molto duro, perché mi sembra la degna conclusione di una vera e propria commedia, un Truman show. Questo decreto legge dichiara la fine dell’emergenza e di ciò dovremmo esserne tutti contenti. Ma cosa significa fine dell’emergenza? Non mi sembra che i sette impianti di Cdr abbiano subito il revamping, per trasformare gli ex Cdr in impianti Mt con recupero massimo di materia e estrusione finale dello scarto residuo, come prescritto dalla magistratura. Poi – prosegue Del Giudice – a che punto sono valutazioni delle cubature tecniche delle discariche? E gli impianti di compostaggio sono stati fatti e come funzionano?”

Quindi voi di Legambiente avete più di un dubbio sulla reale fine dell’emergenza?

“Io sono veramente sconcertato da questo annuncio perché in tutti questi mesi non si è pianificata una reale uscita dall’emergenza rifiuti, né a livello centrale né di concerto con i comuni. I comuni non sono stati messi in condizione di effettuare le isole ecologiche, e non mi sembra che siano state applicate le direttive europee”.

E a proposito dell’inceneritore di Acerra?

“Anche sull’inceneritore di Acerra abbiamo più di un dubbio. Noi di Legambiente abbiamo chiesto più di una volta di visitare l’impianto, a gestione pubblica, ma non abbiamo mai ottenuto i permessi. Quello che abbiamo capito dall’esterno è che l’inceneritore è ancora in fase di collaudo e non di effettivo e continuativo funzionamento. Questa fase di collaudo, necessaria, sta avendo oltretutto numerosi problemi. Noi vorremmo sapere a che punto è il collaudo, a chi si sta vendendo l’energia prodotta dall’inceneritore e quanto ci viene a costare. Inoltre – prosegue il direttore di Legambiente Campania – nessuno ha fatto mai riferimento alle ceneri, non si sa che fine facciano. Ma il punto ancora più grave di questo annuncio spot è che nessuno parli delle bonifiche delle aree illegali utilizzate come discariche. A Giugliano poi, per fare un esempio, nella cosiddetta “strada della vergogna” ci sono tutt’oggi cumuli di rifiuti nelle strade periferiche che sono accumulati li da 10 anni e che vengono sistematicamente bruciati da una sorta di indotto illegale di questo sistema”.

Quindi cosa proponete come Legambiente Campania?

“Stiamo valutando, non appena sarà pubblicato il decreto del governo, di incontrare i circoli sui territori e studiare zona per zona la situazione. Per noi l’emergenza rifiuti sarà conclusa solo quando i cittadini potranno vedere con i loro occhi, capire e condividere tutto questo processo”.

Alessandro Ingegno

da Corriere del Mezzogiorno

e Ecodallecittà


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Giovani leghisti, vecchi razzisti

E’ più pericoloso facebook o l’ignoranza galoppante che manifestano questi giovani padani della Lega davanti alle telecamere di Annozero?

Cosa è successo durante il comizio di Berlusconi prima dell’aggressione?

Due video testimoniano il clima, finito nel dimenticatoio dopo l’aggressione, che si respirava durante il comizio di Berlusconi a piazza Duomo: numerosissimi contestatori, tanti sostenitori pidiellini, e tanta tanta rabbia. Meno male che c’è Cicchitto che getta acqua sul fuoco.

Tanto rumore per nulla – da Altrenotizie.org

Ecco perchè ti odiano – da Articolo21

Il dovere di un giornale – da Repubblica

Piccola Italietta ipocrita

15 Dicembre 2009 alessandroingegno 1 commento

Non vi sembra che si stia esagerando? No non mi riferisco al clima di odio che c’è nel paese a livello politico, ma all’enfatizzazione (il Tg1 delle 13.30 di ieri ha dedicato 8 servizi all’accaduto) di un episodio che Silvio Berlusconi avrebbe potuto evitare semplicemente essendo un pò più prudente. Quest’enfatizzazione porta alla solita visione manichea delle posizioni dove o sei a favore o sei contro, o odi o ami, o la pensi come loro o non capisci un cazzo. L’aggressione di ieri in piazza Duomo al primo ministro, dopo la necessaria condanna da parte di tutti e per fortuna con le voci, che si distinguevano dal coro omogeneo, di chi ha ancora un pensiero autonomo (Di PIetro e Rosi Bindi) e riesce a separare la sfera emotiva da quella razional-politica, ha visto i rappresentanti della destra, dal PdL alla Lega, farsi paladini della nonviolenza (loro che mandano i nostri giovani in guerra, loro che fanno le ronde contro gli immigrati, e sempre loro che vogliono picchiare i ragazzi dei centri sociali) e soprattutto farsi maestri nel sentenziare e mistificare tramite una brutale e meschina generalizzazione. I mandanti occulti di un gesto così folle e improvviso secondo loro avrebbero nomi e cognomi ben precisi: sono Santoro, Di Pietro, Travaglio, ma anche gli iscritti ai gruppi contro Berlusconi nei social network, i manifestanti del No B day e, più in generale, tutti coloro che non la pensano come Berlusconi. Insomma l’occasione, fornita sul piatto d’argento dal folle Tartaglia in Duomo, è stata sfruttata al meglio dalla destra che ha fornito il peggio e il meglio di sè, senza dignità e senza pudore alcuno, disorientando qualsiasi senso critico della vicenda senza fare alcuna autocritica, senza un minimo accenno alla violenza dei continui attacchi di cui si rende protagonista in ogni sua uscita pubblica Silvio Berlusconi, per non parlare della continua violenza delle parole e delle politiche promosse dai leghisti. Se c’è un clima d’odio è perchè qualcuno lo alimenta, quindi o si governa bene per far l’interesse comune, oppure si continua a fare finta che esistano solo i buoni e i cattivi, trascinando il paese, per salvare la propria faccia, sull’orlo della guerra civile. I prossimi passi di questo non-senso ipocrita saranno il divieto di contestazione durante i comizi e la schedatura dei social network.

Per concludere vi invito ad ascoltare uno dei nonviolenti riciclati di questi strani giorni che, un anno fa, invitava i padani ad imbracciare i fucili:

Sonia Alfano: niente solidarietà al Premier - da Clandestinoweb

Il triangolo di Tartaglia – da Byoblu

Grottesco – di Marco Cedolyn

Cosentino: assolto, dal Parlamento

L’Aula della Camera ha detto no alla richiesta di arresto del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione camorristica: con 360 voti a favore e 226 contrari è stato approvato a scrutinio segreto, chiesto dal vicepresidente dell’Udc Michele Vietti, il parere contrario della Giunta per le Autorizzazioni alla richiesta avanzata dal Tribunale di Napoli. Questo sarebbe garantismo, o insabbiamento trasversale di accuse gravissime ad opera della casta?

Sistema Cosentino – da l’Espresso

La mafia è in Parlamento – da IlFattoQuotidiano

Cosentino, il gip: “sostegno elettorale dal clan dei casalesi”

Cosentino, nuove accuse dal pentito – da Corriere del Mezzogiorno

Se questo non è un mafioso

Quando nomini Mangano a Dell’Utri lui perde le staffe: con un paio di domande sullo stalliere di Arcore il senatore aggredisce la cronista de Il fatto quotidiano Antonella Mascali.

Cominciano con un sorriso beffardo e si concludono con urla e insulti, gli ultimi momenti di Marcello Dell’Utri nella maxi aula 2 di Torino, dove è stato interrogato l’ultimo accusatore suo e di Berlusconi, il pentito Gaspare Spatuzza.

Sono più o meno le 14 quando il pg Nino Gatto conclude l’esame di Spatuzza. Operatori e giornalisti si ammassano attorno al senatore di Forza Italia per chidergli il suo pensiero sull’ex mafioso del Brancaccio di Palermo: “Abbiamo fatto santo Spatuzza, ironizza Dell’Utri, io e Berlusconi siamo invece efferati e sanguinari assassini… Ha detto delle cose allucinanti, assolutamente false… Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa deve essere regolato, chiarito meglio. Giovanni Falcone avrebbe denunciato Spatuzza per calunnia e lo farò anch’io”.

La cronista che scrive gli chiede chi, secondo lui, manovrerebbe Spatuzza. “Che ne so io. Chi lo sente”.

Quindi i pm?

“L’ho già detto che mi sembra logico pensarlo. Non me lo faccia ripetere. Mi faccia dire solo mezze parole”.

Senatore non faccia come Spatuzza, che ha detto “con le mezze parole si fanno i palazzi”.

Dell’Utri non raccoglie la battuta. E’ rivolto verso altri giornalisti, ripete che “oggi il cielo è nuvoloso ma dopo questa deposizione domani ci sarà il sole”. Si gira di scatto e si tira in volto quando gli poniamo una domanda su Vittorio Mangano, boss del mandamento di Portanuova a Palermo, famoso per essere stato assunto come stalliere ad Arcore. “Anche se di cavalli non ne capiva niente”, ha detto Paolo Borsellino nella sua ultima intervista alla tv francese.

Senatore perché lei non ha preso le distanze da Mangano, mafioso e omicida?

“Mangano non è stato condannato definitivamente per omicidio”.

Forse perché è morto prima. Comunque era un mafioso e lei ha sempre rivendicato la sua amicizia.

“Ma cosa sta dicendo! – comincia a urlare – e comunque quando l’ho conosciuto io non si sapeva niente”.

Ammesso che sia così, comunque dopo si è saputo che era mafioso. E’ stato per anni in carcere.

“E allora? Questo non c’entra niente”. E ormai con il viso

paonazzo, aggiunge: “Io mi riferisco alla mia vicenda personale!”.

Ma lei è un senatore della Repubblica, rappresenta tutti i cittadini italiani, non può definire eroe un boss mafioso. E soprattutto non crede che non possa dirlo per rispetto alle vittime di mafia e ai loro familiari?

Dell’Utri ormai è come un treno che sta deragliando. Strepita, insulta. Gli chiediamo di non alzare la voce, di non dire parolacce. Non ce la fa. “Ma lei chi è ? Cosa cazzo sta dicendo? Il comportamento di Mangano è stato eroico, e-ro-i-co!. Vuole che glielo ripeta? Era in carcere, malato, volevano costringerlo a tutti i costi ad accusare me e Berlusconi e non l’ha fatto”.

Come fa a dire che qualcuno ha cercato di costringere Mangano ad

accusarla? “E’ vero. L’ha detto lui e il suo avvocato”.

Senatore, perché Mangano dice il vero e Spatuzza no?

“Ma che dice! Io non ho detto così”.

Ha detto così, l’abbiamo ascoltata tutti. Perché Mangano-mafioso dice il vero e Spatuzza-mafioso dice il falso?

“Ma che cazzo dice! Da dove cazzo viene lei?”.

Sono siciliana.

Dell’Utri si gira di spalle, si allontana e sibila: “E allora lei è di quella parte della Sicilia che fa schifo”.

da Il Fatto quotidiano

Quando il boss Tanino Cinà telefonava a Dell’Utri – da Repubblica palermo

Disinformatia governativa #1


La prima pagina del giornale governativo, oggi sfoggia tutta la “classe” di Feltri. Parte con il solito complotto comunista (tanto caro a Riina) e cerca di screditare il metodo dei pentiti.

Per non farci mancare nulla, attacca un po’ la rete. In questo periodo va tanto di moda e non legarla al terrorismo “dilagante” (come testimonia la Santanchè) sarebbe un peccato mortale. Il messaggio “internet è un covo di terroristi e pedofili” funziona sempre.

Per finire la solita anomalia italiana: i programmi televisivi osano andare contro il premier padrone. L’amico Putin sarebbe fiero di lui, magari gli farà una telefonata dopo aver fatto sparire l’ennesimo giornalista.

da Ladri di marmellate

Se a questo delirio informativo aggiungiamo ministri della Repubblica cercano di zittire i pochi intellettuali che parlano chiaro e cercano di indirizzare un’Italia smarrita e senz’anima, trans uccisi carbonizzati perchè custodivano segreti di Palazzo, capiamo che il nostro Paese è prigioniero di una classe dirigente che definire criminale è quasi un complimento. L’Italia è in ostaggio.

Per questo è importante ogni tanto rispolverare la memoria affinchè non vada perduta all’interno di questa bolla criminal-mediatica. Pubblico tutta la cronologia, tratta da La Repubblica di oggi, delle leggi approvate dal 2001  dal governo di centro-destra per salvare Berlusconi dai guai giudiziari.

Vertice Fao: questione di ipocrisie

16 Novembre 2009 alessandroingegno 2 commenti

Il Papa ha concluso il suo intervento al Vertice Fao di Roma con un duro monito: “Non e’ possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori” – ha detto Benedetto XVI assicurando massima attenzione e massimi sforzi da parte della Chiesa Cattolica per sconfiggere la fame nel mondo.

da Corriere.it

C’è chi del Vertice Fao (Food and Agriculture Organization dell’ONU) ne fa un buon motivo per evitare i processi, chi invece crea il caos a Roma con immotivate prove generali per la sicurezza,  e chi invece cerca di ripulire la propria immagine.

Ma tutto ciò non sarebbe possibile se non ci fosse chi fa i soliti appelli allarmistici sullo stato della fame nel mondo destinati purtroppo, come in ogni edizione,  al fallimento.

La diretta del vertice di Roma

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La truffa del governo sulla giustizia

Questi del Pdl ci prendono proprio per cretini. E forse hanno ragione. Avendo intuito che a parlar di “prescrizione breve” – col solito scopo di salvare Berlusconi – anche il più sprovveduto dei cittadinicapirebbe che ciò significa decine di migliaia di delinquenti fuor di galera subito e che questo, come dice l’ineffabile Fini “potrebbe far arrabbiare la gente”, si sono ora buttati sul “processo breve”. Che suona meglio.

Anche perché effettivamente il vero, gravissimo problema della giustizia italiana, è l’abnorme lunghezza delle procedure, che tiene sulla graticola per lustri gli innocenti, premia i colpevoli che possono contare, prima o poi, sulla prescrizione, non rende giustizia alle parti lese, annulla la certezza della pena e ha pesanti ricadute su un’equa durata della carcerazione preventiva e sulla possibilità di tutelare il segreto istruttorio. Ma una legge che stabilisse che i processi non possono durare più di tot anni potrebbe valere solo per il futuro, cioè per i processi che iniziano dal giorno in cui entra in vigore. In caso contrario si taglierebbe di colpo la testa a decine di migliaia di processi in corso e si otterrebbe l’esatto contrario di ciò che si dice di voler perseguire: migliaia di delinquenti uscirebbero di galera, altre migliaia sarebbero salvati da questa prescrizione mascherata, le parti lese non avrebbero giustizia, la certezza della pena andrebbe a farsi fottere.

Ma anche per il futuro una legge che stabilisse sic et sempliciter che i processi non possono durare più di tot anni, senza nel contempo snellire il Codice di procedura penale inzeppato negli ultimi anni da norme cosiddette “garantiste” proprio per allungarne i tempi e salvare così “lor signori” con la prescrizione (Berlusconi ne è l’emblema), otterrebbe l’effetto del calmiere del pane di manzoniana memoria. Poiché in questa situazione i processi non potrebbero essere celebrati nei tempi previsti finirebberotutti nel nulla, o quantomeno vi finirebbero tutti quelli che riguardano reati di complessa indagine, come i reati finanziari che sono quelli in cui sono implicati “lor signori”. Tutta una parte dei Codici penali verrebbe così annullata.

Piuttosto che arrivare a questo scempio del diritto tanto varrebbe varare una norma transitoria, sulle orme di quella che vigeva per gli esponenti di Casa Savoia, che dicesse così: “Silvio Berlusconi, i suoi discendenti, i suoi familiari e i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono esentati, per il presente, il passato e il futuro, dal rispetto delle leggi penali e civili italiane”.

da Il Fatto Quotidiano

Chiesto arresto Cosentino (candidato PdL xRegione Campania): vicino ai casalesi – da Repubblica

Ci prendono per scemi? – Bruno Tinti da IlFattoQuotidiano

Caso Cosentino: spuntano i nomi di Bocchino e Landolfi – da Repubblica