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Archivio per la categoria ‘Musica’

Neapolis, luci e ombre in attesa dei Prodigy

È partito il Neapolis Carpisa Festival 2009. La prima serata è come una marcia d’avvicinamento all’evento di stasera, quando sul palco saliranno i Prodigy, i profeti del big beat, a testimonianza della svolta electro del principale festival partenopeo di musica internazionale. La XIII edizione conferma la location della Mostra d’Oltremare (per il ritorno alla storica sede dell’ex Italsider di Bagnoli si dovrà ancora attendere) e deve fare i conti con i disguidi dell’ultim’ora come il forfait della giovane band statunitense The Virgins.

IL NOISE-ROCK DEI MARLENE KUNTZ – Ad aprire la serata è la oramai storica band cuneese che ha eseguito sul palco alcuni dei suoi più bei pezzi raccolti nel recente “Best of”, riuscendo a scaldare i motori del pubblico napoletano. I Marlene Kuntz pescano nel loro vasto repertorio noise-rock i brani più appassionanti tra cui“Nuotando nell’aria”, “L’odio Migliore”e la fantastica cover della PFM “Impressioni di settembre”. Il pubblico gradisce molto e manifesta calorosamente il proprio apprezzamento per quest’escursione rock.

LA PAZIENZA DI DANIELE SILVETRI – Dopo i Marlene Kuntz è il turno del cantautore romano, che interpreta tutti i suoi più famosi successi, alcuni dei quali trasformati per l’occasione nella versione live: “Aria”, “Il mio nemico” e “Che bella faccia” (una piccola dedica satirica al Premier) seguita da un appello all’attivismo politico per non farsi mettere i piedi in faccia dai potenti. Problemi tecnici costringono più volte un pazientissimo Sailvestri ad improvvisi cambi di scaletta ovviati alla grande da jam session dei musicisti. Grandissimo finale con il classico “cubano” “Cohiba”,con l’intera orchestra che si ritrova tutta unita alla batteria “in ricordo degli inizi di carriera”.

RINOCEROSE, L’ELECTRO-METAL D’OLTRALPE – Pannelli mobili mandano immagini e video dal forte impatto visivo; è il palco del Neapolis che cambia aspetto con l’arrivo dei Rinocerose. La band francese dal vivo conferma l’indefinibilità della propria musica che spazia dalla techno dance al metal-rock; indefinibilità che diventa schizofrenia se aggiungiamo che sul palco si alternano ben 3 cantanti diversi. Nonostante a conoscerli sia una piccola minoranza i Rinocerose riescono, grazie alla potenza delle proprie sonorità, a far scatenare il pubblico napoletano quasi dispiaciuto quando la band esce di scena.

I SOLITI SUBSONICA – Quando a salire sul palco è la band torinese il pubblico sembra non averne più. La scaletta sembra adatta a far ballare per tutto l’arco della serata, con classici come “Piombo”, “Il cielo su Torino”, “Nuova ossessione” e “Tutti i miei sbagli”,e canzonidal beat più aggressivo come “Aurora sogna” e “Disco Labirinto”, ma la loro esibizione non desta entusiasmo né stupore. La frequenza dei concerti campani dei Subsonica non ha giovato e conferma la scelta errata di puntare su un gruppo italiano già ampiamente conosciuto, visto e rivisto dal grande pubblico, come band principale della serata. Degno di nota, però,il loro appello contro il ritorno al nucleare: in collaborazione con Legambiente, la band ricorda che la regione da dove provengono, il Piemonte, è la prima in Italia per stoccaggio di scorie nucleari, e invita il pubblico a firmare contro la scelte del governo in materia energetica e a favore di un sistema pulito e rinnovabile presso lo stand dell’associazione ambientalista.

Alessandro Ingegno

da Campaniasuweb

Guida agli Eco-Festival musicali 2009

Il 2009 si annuncia come l’anno dei festival ecologici che abbinano la musica alla sostenibilità ambientale, al motto del Go Green!

Mai come quest’anno la stagione dei Music Festival europei ha una forte componente ecologista.
L’offerta degli Eco-Festival punta sull’accoppiata tra turismo musicale, con concerti dei più grandi artisti mondiali, e tutela dell’ambiente, attraverso azioni concrete e sensibilizzazione del pubblico. Possiamo quindi parlare di turismo musicale sostenibile?
Due degli Eco-Festival più importanti del continente si tengono in Irlanda: si tratta dell’Electric Picnic e dell’Oxegen.
Il primo, giunto alla sesta edizione, si terrà dal 4 al 6 settembre a sud-ovest di Dublino e, oltre ad essere considerato dagli esperti il Glastonbury irlandese, è diventato in brevissimo tempo portabandiera delle cause ambientaliste: nel 2008 è stato premiato con il Greener Festival Award, un premio indipendente di riconoscimento al festival musicale più rispettoso per l’ambiente. A determinare l’assegnazione del prestigioso premio è stata l’introduzione nell’area festival del “Global Green”, un eco villaggio dove si discute di cambiamenti climatici, si svolgono attività organizzate da “Re-think tank“, la quale mette a disposizione opere d’arte e documentari allo scopo di sensibilizzare il pubblico sui temi ambientali e sviluppare dibattiti. L’Electric picnic è inoltre il primo festival musicale ad aver introdotto il carpooling, nel 2008, allo scopo di ridurre la congestione del traffico e l’emissione di CO2, monitorando gli effetti positivi dell’iniziativa attraverso l’organo irlandese Emission Zero. Tra le altre eco iniziative all’interno dell’area festival è anche possibile rifocillarsi in bar interamente alimentati da energia solare, o utilizzare nei bagni solo prodotti riciclabili o biodegradabili. La line-up musicale deve ancora essere definita, ma sicuramente non deluderà le aspettative dopo i grandi nomi della passata edizione.
L’Oxegen invece è un festival che dal 2000 si tiene nel nell’ippodromo di Punchestown, contea di Kildare. L’edizione 2009, che si terrà dal 10 al 12 luglio, vedrà avvicendarsi sul palco artisti del calibro di Blur, Killers, Bloc Party, Kings of Leon e molti altri. La componente ambientalista dell’Oxegen si rivolge soprattutto alla concreta diminuzione dell’impatto ambientale del festival che, come sappiamo, ha bisogno di dosi massicce di energia e mezzi di trasporto. L’Oxegen, definito l’evento irlandese “100%CarbonNeutral” e vincitore del “Green N Clean Award”, organizzerà spostamenti in autobus in collaborazione con il trasporto pubblico, servizi di carpooling e l’iniziativa park&ride. All’interno dell’area grande seguito avrà, dopo il successo della passata edizione, l’Eco Cup: una gara che premia chi, tra un concerto e l’altro, ricicla di più. Vige inoltre l’obbligo, per i venditori, dell’utilizzo di imballaggi biodegradabili.
Uscendo dall’Irlanda anche lo storico Isle of Wight Festival quest’anno conferma l’approccio ambientalista sperimentato nella passata edizione. Dal 12 al 14 giugno l’Isola di Wight ospiterà musicisti del calibro di Prodigy e Pixies, oltre a circa 100 mila persone provenienti da tutta Europa, e in particolare dalla Gran Bretagna. L’edizione 2009 ripeterà l’esperienza positiva dell’Eco action team, un associazione tra gli organizzatori del Festival e l’Eco Action Partnership che ha avuto effetti molto positivi. Tra le eco iniziative già annunciate ci sarà: forte incremento di treni e trasporto pubblico per raggiungere l’area, possibilità di affittare biciclette all’interno dello spazio del festival, incremento dei punti di riciclo della spazzatura, energia eolica per alimentare i punti di ricarica cellulari, incremento della percentuale di generatori alimentati da biofuel, aumento del numero di tendoni ecologici ad energia solare destinati ai bar e alle esibizioni degli artisti. Non mancherà una particolare attenzione al local food, che permette la diminuzione delle emissioni dovute al trasporto, oltre alla creazione di punti informativi e di raccolta fondi per aiutare la ricerca sulle api, che sono le prime a risentire dei danni all’ambiente e sono fondamentali per l’intero ecosistema.
Non resta che goderci questi grandi raduni musicali 2009, al motto del Go Green!

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it

Chemical Brothers a Napoli

17 Novembre 2008 Alessandro I. 1 commento

Sale febbrile l’attesa per il dj-set dei Chemical Brothers che il 22 novembre promettono di infuocare il Golden Gate (ex Ennency) di via Campana, a Pozzuoli, in una grande serata evento.

PER LA PRIMA VOLTA NEL SUD – Il live dei Chemical Brothers non sarà un concerto, bensì un dj-set infuocato che promette di far ballare tutta la notte il pubblico napoletano. Concerto o dj-set la sostanza non cambia perché il duo inglese è una garanzia ai piatti che di certo non deluderà la trepidante attesa dei migliaia di fan, ancora increduli, in vista dell’evento della stagione dance napoletana. Sarà un avvenimento unico perché i “fratelli chimici” più a sud di Roma non si erano mai spinti, e sarà un evento perché Tom Rowlands ed Ed Simons faranno un live inedito, non prestabilito, e quindi ricco di sorprese, presentando canzoni tratte dal loro repertorio, selezionando brani a loro piacimento dalla tradizione big beat, e chissà, magari proponendo come chicca al pubblico partenopeo qualche futuro successo inedito.

EVENTI ALL’INSEGNA DELLA TECHNO – La serata è organizzata dal nuovo progetto Hellobox, nato dall’unione di due gruppi napoletani organizzatori d’eventi mondani: il progetto nasce allo scopo di creare serate all’insegna dell’elettronica, della techno e trance. E la fusione sta dando da subito i suoi ottimi frutti: gli organizzatori di Hellobox si sono superati riuscendo a portare i Chemical Brothers, i rappresentanti mondiali del big beat e della dance psichedelica, per la prima volta nella città di Napoli.

13 ANNI DI SUCCESSI – I Chemical Brothers hanno da poco pubblicato la seconda raccolta di singoli, “Brotherhood”, mentre l’ultimo disco, “We are the night”, in studio risale al 2007. All’attivo i fratelli chimici vantano, durante una carriera di 13 anni, un materiale discografico composto da ben 6 album, oltre ad un esperienza live che non ha pari al mondo nel campo della musica dance-elettronica made in Uk. Il duo inglese, originario di Londra, è infatti tra i protagonisti più gettonati e richiesti dei festival di tutto il mondo, grazie ai loro live e dj-set caratterizzati da performances che si contraddistinguono per la psichedelia abbinata ai suoni elettronici, il tutto accompagnato da scenografie degne della migliore propaganda socialista. E come non ricordare brani storici quali “Hey boy Hey girl”, “Setting sun” (con la voce di Noel Gallagher), “Out of control”, “Galvanize”, o la più recente “Do it again”. Non resta che godersi la nottata in compagnia del duo chimico e farsi trasportare dalle loro sonorità verso nuovi mondi inesplorati.

DOVE: Golden Gate, via Campana, Pozzuoli (NA)
QUANDO: 22 novembre, ore 22.00
INFO: 338.9380067

Alessandro Ingegno

da Campaniasuweb

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I Massive Attack aprono il Neapolis festival

Il Neapolis Festival apre all’Arena Flegrea nel segno delle sonorità trip-hop dei Massive Attack e del gruppo partenopeo dub-mediterraneo, Almamegretta, che per l’occasione ritrovano l’ex frontman Raiz.
Il Carpisa Neapolis Festival, dopo la serata inaugurale del 30 maggio, entra nel vivo e lo fa con due band dai destini incrociati. Tutti infatti ricorderanno la collaborazione del gruppo napoletano con la band di Bristol nel brano Karmacoma risalente al 1995. Due destini per le band che si ritrovano al punto di partenza, Napoli, dove il fondatore dei Massive Attack, Robert Del Naja, affonda le radici – il padre è napoletano – e dove spesso ritorna. Gli Almamegretta con una puntualità nordica aprono il concerto davanti a un pubblico giovane accorso numerosissimo all’evento. Le sonorità della band partenopea supportano la voce di un Raiz in grande spolvero, che si alterna alla voce con Lucariello, il rapper che ha preso il posto ingombrante di Raiz insieme alla cantante Zaira. Notevole la compattezza sonora dei nuovi brani, tratti dall’album Vulgus, ma i momenti più caldi sono per i pezzi storici della band, da Sanacore a O’bbuon e o’malament, passando per l’epica Nun te scurdà. Chicca per il pubblico offerta dal Lucariello 2 minuti di Cappotto di Legno, il brano dedicato a Roberto Saviano. Alle 23, dopo una lunga attesa dovuta ai preparativi della complessa strumentazione dei Massive Attack, salgono sul palco i 7 musicisti di Bristol. L’apertura del concerto è affidata a un paio di brani nuovi, sconosciuti al pubblico, ma di grande impatto. L’esecuzione di Risingson e di Inertia Creeps, con 3D alla voce supportato da Daddy G, è imponente, i suoni trip-hop a cui i Massive Attack ci avevano abituati ritornano prepotentemente, così come le scenografie da brainwashing fatte di bombardamenti di luci e informazioni in sincrono con i suoni. Al microfono, col susseguirsi dei brani, si alternano le varie collaborazioni che hanno reso i Massive Attack un vero e proprio open-project: lo storico cantante Terry Collier interpreta la spettacolare Angel e un paio di nuovi brani, Deborah Miller canta splendidamente la storica Unfinished Sympathy, mentre l’interpretazione di Teardrop è affidata alla bella cantante Stephanie Dosen. Il pubblico apprezza le canzoni e si fa trasportare volentieri in un’altra dimensione, fatta di sonorità oscure, di bassi e batteria potenti che si concentrano tutti nel nuovo brano Dobro, probabilmente il prossimo singolo del gruppo inglese. Siparietto finale con Robert Del Naja che rientra sul palco con la maglietta numero 7 di Lavezzi facendo esplodere un pubblico in delirio, per poi interpretare in coppia con Daddy G, Karmacoma, lasciando la parte finale del brano all’interpretazione di Raiz che davanti al suo pubblico esalta le sue doti vocali. Si conclude così, con un vero e proprio momento musicalmente storico, la prima tappa del Neapolis Festival.

Alessandro Ingegno

da campaniasuweb

Anteprima nazionale di “Sex Pistols:There always’ll be an England” al Film Festival di Napoli

Al Napoli Film Festival grande anteprima nazionale del documentario “The Sex Pistols:There’ll always bea n England” proiettata al Castel Sant’Elmo per il pubblico partenopeo che, nonostante l’evento, reagisce con una scarsa partecipazione.

Avrebbe dovuto esserci il pubblico delle grandi occasioni, ci si aspettava esperti di punk e nostalgici del genere anarchico accalcarsi per un posto in prima fila, ma così non è stato. Il regista Julien Temple non si è visto per l’incontro con la stampa, e probabilmente buona parte della colpa di questo flop va all’organizzazione per aver creato incertezza su data e orario della proiezione del documentario, oltre che per la scarsa diffusione dell’evento. Il pubblico è stato l’elemento mancante dell’anteprima nazionale del filmato di Julien Temple, “The Sex Pistols:There’ll always be an England” ma, paradossalmente, il pubblico inglese che ha assistito veramente alla reunion live del gruppo punk alla Brixton Academy di Londra, è posto al centro del documentario. Perché il lavoro di Temple non è una semplice e ripetitiva celebrazione dei Sex Pistols, che sul palco sono ancora dei leoni indomiti, bensì una complessa ricerca dell’espressione, del viso, dell’emozione catturata tra il pubblico durante l’intera durata del concerto. Julien Temple dopo aver seguito passo dopo passo la storia del gruppo punk, averne raccontato la costruzione a tavolino da parte del manager ( in “La grande truffa del rock‘n’roll”) e averne raccontato tutta la storia nella sua interezza (in “Oscenità e furore”) in questo probabile ultimo capitolo concentra il suo lavoro sul pubblico, dandogli una parte di primo piano nel suo documentario. Questa prospettiva del regista ci fa scoprire ad esempio che la maggior parte dei londinesi che hanno fatto la fila per assistere all’evento sono giovanissimi – anche se i meno giovani non mancano! – e potrebbero essere i figli dei quattro musicisti, ma hanno le idee chiare su cosa sia il punk: rabbia, pogo e sudore. La differenza generazionale si vede, perchè sotto al palco non si scatenano più le riot che hanno reso famoso il punk, ma il pubblico si rende protagonista intonando la nazionalista There always be an England, oppure facendo sky-surf sotto gli occhi di un Johnny “Rotten” Lydon ancora graffiante e coinvolgente. Momento clou del concerto il delirio durante l’esecuzione delle memorabili God save the Queen e Anarchy in the Uk. Un lavoro di questo stampo sarebbe potuto essere girato solo con pochi altri gruppi, ma sicuramente in nessun’altra città che non sia Londra:il centro da cui nascono mode, stili e generi musicali esportati in tutto il mondo. Da ormai quattro decenni.

Alessandro Ingegno

da Campaniasuweb

I Soulwax aprono il Neapolis festival

I SoulwaxTwo many djs danno il via con la grande serata d’anteprima al Lido Fruit di Licola alla XII edizione del Neapolis carpisa Festival con un live-dj set psichedelico che fa scatenare il pubblico partenopeo fino a tarda notte.

Atmosfere electro-psichedeliche e una location d’eccezione per lo start-up del Neapolis festival 2008: i Soulwax – Two many djs si sono esibiti al Lido Fruit di Licola riscuotendo un grande successo di pubblico e animando la serata con le loro sonorità europee.
Forti della loro esperienza live maturata nei centinaia di Festival europei ai quali partecipano il gruppo belga si è esibito prima strumenti e campionatori alla mano riproducendo tutto il repertorio Soulwax, gli album Any Minute Now e la Nite versions:part of the weekend never dies. Canzoni rock come NY excuse, Miserabile girl, E-talking e Compute si trasformano dal vivo in pezzi ballabili grazie alla maestria dei musicisti belgi nello scomporre e ricomporre le canzoni dando loro nuova forma. Le sonorità dei musicisti spaziano dalla musica elettronica al rock passando per la musica minimale con una semplicità e fluidità impercettibile, ed il risultato è una miscela che fa ballare e divertire anche chi fino a quel giorno li ignorava. Un’ora e mezzo di live vola via suscitando grande entusiasmo tra le oltre 1000 persone presenti. E dopo mezz’ora di pausa, utile a far ricaricare il pubblico partenopeo e gli artisti, ai campionatori si ripresentano i due fratelli, David & Sthephen Dewaele, per proporre il loro hobby-mix project fatto di creatività e campionamenti di pezzi dance già famosi. Nelle oltre 2 ore di dj-set i Two many djs propongono un repertorio fatto di canzoni elettroniche e canzoni più commerciali, accompagnati dall’animazione – non molto gradita ai djs – del Lido Fruit. Grande finale surreale con i 2 dj che suonano e spremono fino all’osso i campionatori accerchiati da ballerini vestiti con tute bianche e mascherine anti-gas, in un tentativo abbastanza riuscito di riportare tutti alla realtà di Monnezzopoli. L’organizzazione improvvisata e carente del Lido Fruit è l’unica macchia della serata, in particolare per i prezzi stellari di cocktail e bevande varie che a metà serata rendono inavvicinabile il bar ai più, ma soprattutto per l’eccessivo utilizzo di personale (impiegato anche per controllare le file dei bagni!), che denota una scarsa fiducia nell’auto-organizzazione dei giovani accorsi al Lido esclusivamente per divertirsi e per ascoltare un concerto europeo. Evidentemente non abituati a un tipo di pubblico come quello presente all’evento.

Alessandro Ingegno

da Campaniasuweb