Alle 3.51 di notte del 25 settembre, l’account YouTube di Beppe Grillo, StaffGrillo, risulta sospeso. L’immagine di cui sopra è tutto ciò che compare digitando l’indirizzo del canale: http://www.youtube.com/StaffGrillo.
La sospensione dell’account sembra essere determinata da un reclamo di violazione del copyright da parte di CBS, in relazione al post Primarie dei cittadini 2.0: Stato e cittadini, per il quale Casaleggio Associati, l’azienda che gestisce il blog di Grillo, aveva scelto di pubblicare su YouTube un sunto della puntata del Late Show di David Letterman nella quale è stato di recente ospite Barack Obama.
Una sintesi dello show, di proprietà della CBS (la versione integrale è disponibile qui), è correntemente pubblicata sul canale YouTube della CBS stessa, ma ad una veloce ricerca sul portalone di videosharing compaiono attualmente centinaia di altre registrazioni caricate da privati cittadini, tutte correntemente visibili, non oscurate. La prima impressione, dunque, è che attraverso la CBS si sia esplicitamente voluto colpire Grillo.
La sospensione del canale ottiene l’effetto collaterale di oscurare tutti gli altri video pubblicati dal blog di Grillo, tra cui anche il penultimo, dal titolo Santa Mafia. Il video conteneva un’intervista alla scrittrice tedesca Petra Reski, del settimanale tedesco Die Zeit, da vent’anni corrispondente in Italia per la stampa tedesca, le cui pagine sono state censurate alla fonte, prima ancora della pubblicazione, per volontà dell’autorità giudiziaria tedesca, intervenuta su richiesta di alcuni personaggi i cui nomi sono ben noti perché figurano nelle informative di polizia sia italiane che tedesche, nei documenti giudiziari e in numerosi resoconti giornalistici. Nomi che non potevano essere pubblicati in un libro.
L’edizione italiana del libro, e dunque la videointervista, coinvolgerebbe direttamente Marcello Dell’Utri, che avrebbe già minacciato querela nei confronti di Petra Reski. La giornalista, tra le altre cose, denunciava la totale assenza di qualsiasi mezzo di informazione, dalla stampa alla televisione, alle udienze dei processi a carico di Dell’Utri.
Nell’attesa di conoscere le motivazioni ufficiali dell’oscuramento del canale di Grillo, non può che destare molta preoccupazione la deriva che la libertà di informazione in rete sta subendo, dal gravissimo tentativo di irrigidimento prospettato con il Disegno di legge dell’On.Pecorella – avvocato di Silvio Berlusconi (vedi il post Berlusconi fa causa alla rete) – ai sequestri sempre più frequenti dei blog, fino alle rivendicazioni di violazione di copyright, usate con precisione chirurgica su blogger selezionati, mentre centinaia di altre copie pirata vengono ignorate e lasciate circolare liberamente.
*ore 17:12 – grazie alle migliaia di messaggi e alla mobilitazione della rete la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l’account Youtube “staffgrillo” è nuovamente operativo.
Videocracy – Basta apparire è un documentario in uscita nelle sale cinematografiche il 4 settembre 2009 che descrive la storia delle televisioni commerciali italiane degli ultimi 30 anni, il loro percorso e il loro effetto sulla nostra società. Il regista, Erik Gandini, torna nel suo paese d’origine dalla Svezia per raccontare dall’interno le conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da trenta anni e che ha come punta dell’iceberg il dominio berlusconiano sulla società. Gandini riesce a ottenere l’accesso esclusivo alle sfere più potenti, rivelando una storia significativa, derivata dalla spaventosa realtà della televisione italiana, un paese in cui il passaggio da showgirl a Ministro per le Pari Opportunità è puramente naturale. E’ di oggi la notizia che Rai e ovviamente Mediaset, nella nuova versione convergente, hanno entrambe rifiutato di dare spazio al trailer di questo documentario sociologicamente interessante giustificando il diniego con un “è un messaggio politico. Un video che critica il governo“. Innocenti ammissioni. Nella piccola Italia berlusconiana non si può nemmeno analizzare il fenomeno. Tutto deve essere nascosto. Questo è il trailer di Videocracy:
Quasi pronti per la partenza il blog va in vacanza, breve ma intensa, dal flusso della rete, dalle informazioni disinformazioni a cui siamo sottoposti ogni giorno. E a cui con piacere partecipo e mi sottopongo come in un gioco in cui ogni notizia sembra contare poco. Con la certezza che mentre tutti, o quasi, siamo in vacanza, ne succederanno delle belle che con molta probabilità passeranno inosservate (ricordate nel 2008 in che periodo è stata votata la privatizzazione dell’acqua? E il giorno in cui è scoppiata la guerra tra Georgia e Russia? quindi buone vacanze a tutti e… eyes wide open guys!!
Sono sicuro che vedremo la notizia riportata su tutti i tg nazionali. Per questo decido di riportarla…Secondo il sondaggio sui peggiori leader del mondo effettuato dal quotidiano liberale americano Huffington post il nostro caro Silvio è in ottima compagnia. Almeno potrà vantarsi di essere l’unico leader occidentale presente in questa specialissima classifica. Il dubbio è se non stia scivolando l’intera Italia tra i Paesi del Terzo mondo seguendo questo videocrate irresponsabile e incapace.
“Il mondo è pieno di leader non adeguati, dai dittatori fino ai buffoni sempre pronti a fare nuove gaffes (dove si collocherà Silvio, tra i dittatori o tra i buffoni?), ma alcuni sono sicuramente peggiori di altri. Qui sotto è riportata una selezione di 10 leader che sono spesso criticati dai media internazionali o dalle organizzazioni per i diritti umani. Lasceremo votare e decidere la classifica ai lettori” (NdR La seguente è la classifica del 23 luglio):
1. Ayatollah Ali Khamenei (Iran)
2. Re Abdullah bin Abdul Aziz Al Saud (Arabia Saudita)
La disinformata nazione di Berlusconi – da The Guardian (Come dimostra lo scarso spazio dedicato alle conversazioni intime registrate tra le lenzuola di casa, il Presidente del Consiglio italiano ha instaurato una cultura dell’informazione tipica dei regimi autoritari).
State notando anche voi, da parte dell’informazione italiana, spesso aiutata e foraggiata dalle stesse Istituzioni, uno strano pompaggio di notizie Finto-Catastrofiche / Guerriglio-Internazionali / Sensazionalistico-Sportive?
No non parlo delle solite Latrine, di Studio Aperto, il Tg4, la dissenteria informativa condotta dall’Unico Fedele che vi invito ad abbandonare, il Giornale o Libero, mai così puritani come in queste settimane. Feltri, Giordano, Facci e salivare compagnia mi sembrano Mormoni sbarcati direttamente dallo Utah, rido mentre li leggo ed immagino quale trattamento avrebbero riservato ad un Prodi “pedotelefonista-di-minorenni-mignottaro-intercettato-corruttore-immunizzato-e-tanto-altro”. Uh Uh Uh, ridiamo va, milza e fegato vanno preservati. No, non parlo di loro, o meglio, non solo. Lo sguardo va leggermente allargato.
Dicevo: vi sembra normale, giusto per dirne una, che il ViceMinistro della Salute Ferruccio Fazio, ci infetti con un “E’ probabile che anche da noi, entro 20 giorni o un mese al massimo, scoppi una vera e propria Epidemia. Non è escluso un rinvio dell’apertura delle scuole. Secondo le nostre proiezioni si potrebbero ammalare 4 milioni di persone”.
Il Cialtrone Iettatore è ovviamente un Berlusconiano Fidelizzato, e dopo poche ore, incentivato da qualche lieve tirata d’orecchie mediatica, è ritornato sui suoi passi. Parola d’ordine negare ciò che è stato detto, rimangiarselo senza pudore. In Italia funziona così, ricordate l’ultimo caso? Ecco che dopo sole 24 ore la versione FazioideFecale si deforma in un “Non bisogna drammatizzare”, e tanti saluti. A noi lo dice!, ci aggiungerei anche un bel “Grazie al Cazzen”. Stiamo parlando di un Virus che uccide tanto quanto l’influenza tradizionale, ovvero pochissimo, ovvero solo le persone già affette da altre patologie. In Italia si contano manco 300 casi, 1 persona ogni 200.000. Secondo lo specialista di malattie contagiose Bisoffi, che è schifato per questo ingiustificato allarme, faremmo molto meglio ad occuparci dei 3.000 bambini africani (demagogia bla bla bla) che ogni santo giorno muoiono di malaria e che sarebbero perfettamente curabili.
Ma non solo Influescion. I Tg, i programmi di “approfondimento”, tubi catodici e papellari sono pieni zeppi di LaRussi Talebani, Fini Cerimoniali, Concussori Lampedusani, Narcotrafficanti Calcettari, Piani Casa Esplosivi, Bambini Alcolizzati, Vucumprà Jesolani, Tuffatori Medagliati e/o Improvvisati, Eto’o Morattiani, insomma, di tutto e di più.
Ecco, non sarà mica che si voglia spostare l’attenzione da Qualcuno o Qualcosa?
L’emittente televisiva pubblica italiana RAI sta subendo una raffica di attacchi per avere ignorato il crescente scandalo a sfondo sessuale che coinvolge il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scandalo che ora implica accuse al magnate dei media diventato Presidente del Consiglio di avere trascorso la notte con una escort pagata.
Gli ultimi sviluppi dello scandalo ruotano attorno alla notizia secondo cui un uomo d’affari, Giampaolo Tarantini, indagato per corruzione, avrebbe reclutato e pagato belle donne per partecipare alle feste tenute negli ultimi mesi da Berlusconi a Roma e in Sardegna.
Una di queste donne, Patrizia D’Addario, descritta dalla stampa italiana come una prostituta d’alto bordo, ha dichiarato di avere trascorso la notte nella residenza di Berlusconi a Roma dopo una festa nella notte della vittoria alle elezioni del Presidente Barack Obama, il 4 novembre. Pare che durante il tempo trascorso con Berlusconi avesse un registratore, che ora è stato consegnato ai magistrati. Un’altra ospite della festa, l’attricetta Barbara Montereale, ha dichiarato che la D’Addario le ha raccontato di avere fatto sesso con Berlusconi.
Berlusconi ha respinto le notizie – finite sui titoli dei giornali in Italia e all’estero – definendole “spazzatura e bugie”. Negli ultimi giorni, la rete ammiraglia della RAI, RAI1, e il canale RAI2 non hanno fatto assolutamente alcun accenno allo scandalo delle escort nei propri telegiornali. L’oscuramento delle accuse, largamente note, da parte di due dei maggiori canali di informazione televisiva ha provocato un’accesa protesta da parte di Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare che vigila sulle emittenti pubbliche.
“La RAI deve assolutamente riguadagnare la sua essenziale e cruciale autonomia dalle interferenze esterne” ha protestato Zavoli. I vertici della commissione RAI hanno convocato un incontro urgente per “riscrivere le regole di giornalismo della RAI e renderle finalmente vincolanti.”
Il direttore delTg1 Augusto Minzolini, recentemente nominato dal governo Berlusconi, ha replicato con un editoriale televisivo che le notizie circolanti sono solo gossip e che “non c’è alcuna notizia certa.”
Intanto, anche la Mediaset di Berlusconi non ha aperto bocca sullo scandalo, che invece è stato seguito quotidianamente dalla più piccola emittente generalista LA 7 e dalla tv a pagamento di Rupert Murdoch Sky Italia.
Lo scandalo sta travolgendo il premier da quando sua moglie Veronica Lario, ex attrice, il mese scorso si era lamentata con i media locali dell’attrazione di suo marito per le giovani attricette, citando la presenza di Berlusconi alla festa per il diciottesimo compleanno della modella napoletana Noemi Letizia, annunciando che avrebbe chiesto il divorzio.
Questa la lista dei 72 italiani eletti al Parlamento europeo (in attesa dei sostituti degli eletti in più circoscrizioni o di coloro che non possono andare al Parlamento Europeo perchè ricoprenti altre cariche*)
PDL – Gabriele Albertini, Roberta Angelilli, Alfredo Antoniozzi, Raffaele Baldassarre, Sergio Antonio Berlato, Silvio Berlusconi*, Vito Bonsignore, Antonio Cancian, Lara Comi, Carlo Fidanza, Elisabetta Gardini, Ignazio La Russa*, Giovanni Lavia, Clemente Mastella, Barbara Matera, Mario Walter Mauro, Erminia Mazzoni, Algredo Pallone, Aldo Patricello, Enzo Rivellini, Lucia Ronzulli, Potito Salatto, Amalia Sartori, Marco Surria, Sergio Silvestris.
PD – Francesca Balzani, Luigi Berlinguer, Rita Borsellino, Salvatore Caronna, Sergio Cofferati, Silvia Costa, Andrea Cozzolino, Rosario Crocetta, Francesco De Angelis, Paolo De Castro, Leonardo Domenici, Roberto Gualtieri, Guido Milana, Antonio Panzeri, Mario Pirillo, Giovanni Pittella, Vittorio Prodi, David Sassoli, Debora Serracchiani, Gianluca Susta, Patrizia Toia.
LEGA – Mario Borghezio, Umberto Bossi*, Lorenzo Fontana, Fiorello Provera, Matteo Salvini, Giancarlo Scotta, Francesco Speroni.
IDV – Luigi De Magistris, Antonio Di Pietro*, Leoloca Orlando, Sonia Alfano, Gianni Vattimo, Vincenzo Iovine, Niccolò Rinaldi.
UDC – Magdi Cristiano Allam, Carlo Casini, Ciriaco De Mita,Tiziano Motti, Saverio Romano.
Un rapido confronto tra due neo-eletti che ci rappresenteranno a Strasburgo:
Tutto è grottesco nella corsa elettorale che si sta consumando (…) ciò che più risulta avvilente sono i toni ed i contenuti espressi dalla sarabanda dei partiti politici, con l’unica eccezione costituita dalle piccole formazioni politiche (di destra come di sinistra) che comunque sono già state deprivate a priori dal parlamento della possibilità di tramutare in rappresentanza politica i voti dei propri elettori.
I “partiti che contano” o sperano di contare stanno affrontando la campagna elettorale con lo stesso spirito con cui ci si da vita ad una sonora scazzottata al bar dello sport, in merito al contestato rigore della domenica. Lo sfrenato egotismo ed il diffuso malanimo, stanno producendo fra PD e PDL ed i piccoli partiti a loro satellizi, una serie infinita di risse verbali, attacchi alla persona e insulti gratuiti del tutto fini a sé stessi, funzionali solamente alla volontà comune di non entrare nel merito delle gravi problematiche che affliggono il paese e l’Europa tutta.
Neppure una parola riguardo al Trattato di Lisbona, alla perduta sovranità monetaria, all’Europa dei burocrati tesa ad annientare il valore aggiunto costituito dalle peculiarità delle comunità che si vorrebbero ogni giorno di più sradicate dai propri territori e dalle proprie tradizioni. Silenzio totale in merito all’Europa della precarietà, dove si cannibalizzano i diritti dei lavoratori, depauperando oltre mezzo secolo di conquiste sociali
Neppure una proposta concreta attraverso la quale affrontare la vera crisi (non l’ologramma della crisi finanziaria) di un modello di sviluppo prossimo a defungere, per effetto della quale nel corso dei prossimi anni sempre più ampi strati della popolazione si vedranno privati della possibilità di realizzare un reddito che possa consentire loro una sopravvivenza dignitosa, a dispetto di tutti i cabalisti a pagamento che pronosticano la fine della crisi senza essere in grado di produrre una sola ragione in virtù della quale l’ipotesi dovrebbe realizzarsi.
Dopo Repubblica, anche l’organizzazione no-profit britannica Open Democracy, che promuove il rispetto dei diritti umani e della democrazia, rivolge a Silvio Berlusconi altre dieci domande. Sul sito, Geoff Andrews, accademico e cronista esperto di affari italiani chiede al presidente del Consiglio di fare chiarezza su diversi temi. Ecco il testo dell’articolo pubblicato in inglese sul sito di Open democracy:
Caro signor Berlusconi,
Sono passate quasi tre settimane dalla pubblicazione su Repubblica delle dieci domande riguardo la sua relazione con Noemi Letizia. Lei ha scelto di non rispondere, sostenendo che l’iniziativa del giornale era parte di una campagna organizzata dalla sinistra. Nelle settimane successive, lei ha accusato La Repubblica di aver orchestrato un complotto di sinistra che si è esteso alla stampa internazionale, coinvolgendo, fra gli altri il Times e l’Economist. Nello stesso periodo, lei ha anche descritto il Parlamento italiano come “inutile” ed i giudici come motivati “dall’odio” e dalla “gelosia”.
Mancano solo pochi giorni alle elezioni Europee, che si terranno negli Stati membri dal 4 al 7 giugno, e in Italia il 6 ed il 7 giugno. Poi l’Italia ospiterà il G8 all’Aquila dall’8 al 10 luglio. La sua risposta, ancora una volta, ha sollevato dubbi di interesse pubblico più ampio, sul suo comportamento come primo ministro italiano. Vorrei rivolgerle anch’io altre dieci domande.
1) Lei ha rivolto molte critiche al ruolo della stampa in questo caso, nonostante il fatto che Il Giornale (quotidiano di proprietà della sua famiglia), come altri giornali, abbiano difeso regolarmente la sua condotta. Pochi primi ministri hanno questo privilegio, tuttavia lei continua ad insistere sul fatto che la stampa le è contro. Qual è il suo concetto, allora, di stampa libera? Per esempio, porrebbe condizioni alle critiche che la stampa può muovere al primo ministro?
2) Le ha accusato La Repubblica di “sfruttare questioni private per fini politici”. Eppure, i confini fra “pubblico” e “privato” nella sua vita politica spesso si sovrappongono, soprattutto per il fatto che lei possiede diversi quotidiani e stazioni televisive ed allo stesso tempo detiene il potere politico. Lei accettò di risolvere il “conflitto di interessi” entro 100 giorni dalla sua entrata in carica, eppure nulla è stato fatto ancora. Questa situazione solleva ampie critiche in Europa. Perché non ha risolto il “conflitto di interessi” e non crede che esso presenti un problema per la democrazia italiana?
3) Il 21 maggio 2009 lei ha descritto il Parlamento italiano come “inutile”, suggerendo che solo 100 parlamentari sarebbero sufficienti per svolgere il loro compito in modo efficace. Allo stesso tempo, sostiene che il popolo italiano sia “con lei”. E’ sua opinione, quindi, che il popolo italiano sarebbe felice di darle più potere per far funzionare le cose in modo più efficace?
4) Lei ha paragonato il ruolo del governo a quello di una azienda privata e in un confronto fra legislatori ed imprenditori, considera migliori i secondi. Comprende la differenza fra essere un uomo d’affari di successo e uno statista di successo?
5) Il 19 maggio, un tribunale italiano ha emesso una sentenza secondo la quale lei ha corrotto l’avvocato inglese David Mills, pagando 600,000 sterline perché testimoniasse il falso a suo favore. Mills è stato condannato a febbraio, lei invece è stato protetto da una legge che le garantisce l’immunità varata sotto il suo governo. Lei ha detto che riferirà in Parlamento sulla questione “appena ne avrà il tempo”, ma non prima delle elezioni europee. Perché e quando saranno fatte queste dichiarazioni al Parlamento?
6) Oltre alle critiche rivolte al Parlamento italiano, lei attacca regolarmente i giudici per il loro “pregiudizio” e la loro “insanità”. Lei è stato recentemente oggetto di critiche per aver insidiato le procedure costituzionali, cosa che ha portato ad un contrasto con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, recentemente, in particolare, per il caso del diritto a morire di Eluana Englaro. E’ stato detto che lei stesso aspira a succedere a Napolitano. Può confermare la sua intenzione di voler diventare presidente della Repubblica? E in che modo arriverebbe a ricoprire questo ruolo?
7) A luglio 2009 lei ospiterà il summit del G8 all’Aquila. In precedenti occasioni internazionali e riunioni con leader mondiali, lei ha avuto problemi di comunicazione con alcuni dei suoi pari. Crede che ce ne saranno altri quest’anno?
Quali sono, a suo giudizio, i maggiori successi che ha conseguito come primo ministro italiano?
9) Nelle scorse settimane, lei ha negato di essere stato coinvolto direttamente nel processo di selezione di showgirl televisive come candidate parlamentari per il suo partito, anche se il suo quotidiano Il Giornale, lo ha ammesso. Può chiarire se è stato o meno coinvolto nel processo di selezione?
10) Infine, perché Noemi Letizia, la sua amica diciottenne di Napoli, la chiama “papi”?
L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è il fatto che egli sia un buffone sciovinista, né che gli piaccia fare baldoria con donne di cinquant’anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavori da modella, da assistente personale o perfino, per assurdo, da candidata al Parlamento Europeo. Quello che è più sconvolgente è il totale disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana.
Questo vecchio Casanova forse trova il suo atteggiamento da playboy divertente, o perfino audace, vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che per molte donne sarebbero grottescamente inappropriati. Non è il primo né l’unico il cui comportamento indegno non è adatto alla carica che ricopre. Ma quando gli vengono poste delle domande legittime sui propri rapporti che riguardano lo scandalo e i quotidiani lo incalzano perché dia delle spiegazioni su delle relazioni che sono quanto meno sconcertanti, la maschera del clown cade. Minaccia quei giornali e quelle televisioni che lui stesso controlla, invoca la legge per proteggere la sua “privacy”, rilascia delle dichiarazioni evasive e contraddittorie e in seguito promette in maniera melodrammatica che si dimetterà se scoperto a mentire. (…)
i votanti italiani, nel periodo finale prima delle elezioni europee, dovrebbero riflettere su come il loro governo viene gestito, sui candidati considerati adatti a Strasburgo e sulla sincerità del loro Presidente del Consiglio in tempi di crisi politica ed economica.
E questo riguarda anche altri. L’Italia ospiterà gli incontri del G8 quest’anno. Discussioni importanti avranno luogo in questa sede, in cui i governi occidentali premono per una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale. Berlusconi si considera amico di Vladimir Putin. Il suo Paese è un membro importante della Nato. Fa anche parte della zona euro, messa alla prova dalla crisi finanziaria globale. Non sono soltanto gli elettori italiani a chiedersi che cosa sta succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi alleati dell’Italia.
Il 14 maggio Repubblica ha rivolto al presidente del consiglio dieci domande che apparivano necessarie dinanzi alle incoerenze di un “caso politico”. Veronica Lario, infatti, ha proposto all’opinione pubblica e alle élites dirigenti del Paese due affermazioni e una domanda che hanno rimosso dal discreto perimetro privato un “affare di famiglia” per farne “affare pubblico”. Le due, allarmanti certezze della moglie del premier – lo ricordiamo – descrivono i comportamenti del presidente del Consiglio: “Mio marito frequenta minorenni”; “Mio marito non sta bene”.
Al contrario, la domanda posta dalla signora Lario – se ne può convenire – è crudamente politica e mostra le pratiche del “potere” di Silvio Berlusconi, pericolosamente degradate quando a rappresentare la sovranità popolare vengono chiamate “veline” senza altro merito che un bell’aspetto e l’amicizia con il premier, legami nati non si sa quando, non si sa come. “Ciarpame politico” dice la moglie del premier.
Silvio Berlusconi non ha ritenuto di rispondere ad alcuna delle domande di Repubblica.
E, dopo dieci giorni, Repubblica prova qui a offrire qualche traccia e testimonianza per risolvere almeno alcuni dei quesiti proposti. Per farlo bisogna raggiungere Napoli, una piccola fabbrica di corso San Giovanni e poi un appartamento, allegramente affollato di amici, nel popolare quartiere del Vasto a ridosso dei grattacieli del Centro Direzionale. Sono i luoghi di vita e di lavoro di Gino Flaminio.
Un affetto che il presidente del consiglio ha ripetuto ancor più recentemente quando ha presentato Noemi “in società”, per così dire, durante la cena che il governo ha offerto alle “grandi firme” del made in Italy a Villa Madama, il 19 novembre 2008: “È la figlia di miei cari amici di Napoli, è qui a Roma per uno stage” (Repubblica, 21 maggio). All’antico vincolo politico, accenna anche la madre di Noemi, Anna: “[Berlusconi] ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista”.
Berlusconi, qualche giorno dopo (e prima di essere smentito da Bobo Craxi), conferma. “[Elio] lo conosco da anni, è un vecchio socialista ed era l’autista di Craxi”. (Ansa, 29 aprile, ore 16,34). Più evasiva Noemi: “[Di come è nato il contatto familiare] non ricordo i particolari, queste cose ai miei genitori non le ho chieste”. (Repubblica, 29 aprile). Decisamente inafferrabile e chiuso come un riccio, il padre Elio (ha rifiutato di prendere visione di quest’ultima ricostruzione di Repubblica). Chiedono a Letizia: ci spiega come ha conosciuto Berlusconi? “Non ho alcuna intenzione di farlo” (Oggi, 13 maggio).
Gino la guarda, l’ascolta paziente e finalmente si decide a raccontare:
“I genitori di Noemi non c’entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio. Mai, assolutamente.
Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un “book” di moda. Lo aveva consegnato a un’agenzia romana, importante – no, il nome non me lo ricordo – di quelle che fanno lavorare le modelle, le ballerine, insomma le agenzie a cui si devono rivolgere le ragazze che vogliono fare spettacolo. Noemi mi dice che, in quell’agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi “book”, mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i casting delle meteorine. Il fatto è – ripeto, è quello che mi dice Noemi – che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena – non me lo ricordo – da Berlusconi. Finisce che Fede dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi. Quattro, cinque mesi dopo che il “book” era nelle mani dell’agenzia, dice Noemi. È stato un miracolo, dico sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo “viso angelico”, dalla sua “purezza”; le dice che deve conservarsi così com’è, “pura“.
Berlusconi, all’inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? Una lunga telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: “Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?”, lui prima le ha risposto: “Se te lo dico, non ci credi”. E poi: “Ma non si sente chi sono?”. Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo. Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di Berlusconi, come potevo non crederci? Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla. Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so.
Il fatto è che Berlusconi non ha mai conosciuto Elio Letizia né negli “anni passati”, né negli “ambienti socialisti”. Mai Berlusconi ha discusso con Elio Letizia di politica e tantomeno delle candidature delle Europee (Porta a porta, 5 maggio). Berlusconi ha conosciuto Noemi. Le ha telefonato direttamente, dopo averne ammirato le foto e aver letto il numero di cellulare su un “book” lasciatogli da Emilio Fede. Poi, nel corso del tempo, l’ha invitata a Roma, in Sardegna, a Milano.
Le evidenti falsità, diffuse dal premier, gli sarebbero costate nel mondo anglosassone, se non una richiesta di impeachment, concrete difficoltà politiche e istituzionali. Nell’Italia assuefatta di oggi, quella menzogna gli vale un’altra domanda: perché è stato costretto a mentire? Che cosa lo costringe a negare ciò che è evidente? È vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica (Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile)? Dieci giorni dopo, ci sono altre ragionevoli certezze. È confermato quel che Veronica Lario ha rivelato a Repubblica (3 maggio): il premier “frequenta minorenni”. Noemi, nell’ottobre del 2008, quando riceve la prima, improvvisa telefonata di Berlusconi ha diciassette anni, come Roberta, l’amica che l’ha accompagnata a Villa Certosa. La circostanza rinnova l’ultima domanda: quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?
Con Repubblica oltre-Manica si schiera il quotidiano The Observer: “Per essere un uomo che controlla quasi metà delle stazioni televisive italiane, Silvio Berlusconi è diventato insolitamente preoccupato dalle attività di un singolo giornale quotidiano”. Comincia così il lungo articolo pubblicato oggi dall’Observer, in pratica l’edizione domenicale del Guardian di Londra, sul presidente del Consiglio italiano e il suo rifiuto di rispondere alle dieci domande che gli sono state poste da “la Repubblica”. Titolo a tutta pagina: “Come le ‘vergognose domande’ di un giornale”, citazione tra virgolette del modo in cui le ha definite il premier, “hanno innervosito Berlusconi”.
Anche il Guardian e il quotidiano tedesco Die Zeit si schierano con Repubblica
Nessun Politico EuroAmericano sarebbe mai sopravvissuto all’infernale Mix di “Bugie/Frequentazioni Minorenne + Corruzione in Atti Giudiziari + Gravissime Accuse a Magistratura”.
NESSUNO.
Probabilmente i 15 anni di informazione telesilviocomandata è proprio in questi momenti che danno i loro frutti.