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Archivio per la categoria ‘Giustizia’

Adesso basta

13 Novembre 2009 Alessandro I. 1 commento

Adesso basta con la distruzione della giustizia nell’interesse di una persona,

adesso basta con la mafia e la camorra nelle istituzioni,

adesso basta con il conflitto d’interessi,

adesso basta con i servi del potere,

adesso basta con l’onnipresenza del Capo,

adesso basta con l’opposizione che non c’è,

adesso basta con il pensiero unico,

adesso basta con il razzismo legalizzato,

adesso basta con il nucleare il ponte sullo stretto e la privatizzazione dell’acqua,

adesso basta con la sottocultura e la disinformazione diffuse dalle tv di regime,

adesso basta con i cittadini relegati al ruolo di spettatori della vita pubblica,

adesso basta con una politica che ha smarrito il proprio significato originario.

Non possiamo più tollerare tutto questo.

Il popolo che dice Basta! – da IlFattoQuotidiano

Firma l’appello di Saviano a Berlusconi: presidente ritiri quella norma del privilegio

Berlusconi e Cosentino(1)dellutri_berlusconi_N


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La truffa del governo sulla giustizia

Questi del Pdl ci prendono proprio per cretini. E forse hanno ragione. Avendo intuito che a parlar di “prescrizione breve” – col solito scopo di salvare Berlusconi – anche il più sprovveduto dei cittadinicapirebbe che ciò significa decine di migliaia di delinquenti fuor di galera subito e che questo, come dice l’ineffabile Fini “potrebbe far arrabbiare la gente”, si sono ora buttati sul “processo breve”. Che suona meglio.

Anche perché effettivamente il vero, gravissimo problema della giustizia italiana, è l’abnorme lunghezza delle procedure, che tiene sulla graticola per lustri gli innocenti, premia i colpevoli che possono contare, prima o poi, sulla prescrizione, non rende giustizia alle parti lese, annulla la certezza della pena e ha pesanti ricadute su un’equa durata della carcerazione preventiva e sulla possibilità di tutelare il segreto istruttorio. Ma una legge che stabilisse che i processi non possono durare più di tot anni potrebbe valere solo per il futuro, cioè per i processi che iniziano dal giorno in cui entra in vigore. In caso contrario si taglierebbe di colpo la testa a decine di migliaia di processi in corso e si otterrebbe l’esatto contrario di ciò che si dice di voler perseguire: migliaia di delinquenti uscirebbero di galera, altre migliaia sarebbero salvati da questa prescrizione mascherata, le parti lese non avrebbero giustizia, la certezza della pena andrebbe a farsi fottere.

Ma anche per il futuro una legge che stabilisse sic et sempliciter che i processi non possono durare più di tot anni, senza nel contempo snellire il Codice di procedura penale inzeppato negli ultimi anni da norme cosiddette “garantiste” proprio per allungarne i tempi e salvare così “lor signori” con la prescrizione (Berlusconi ne è l’emblema), otterrebbe l’effetto del calmiere del pane di manzoniana memoria. Poiché in questa situazione i processi non potrebbero essere celebrati nei tempi previsti finirebberotutti nel nulla, o quantomeno vi finirebbero tutti quelli che riguardano reati di complessa indagine, come i reati finanziari che sono quelli in cui sono implicati “lor signori”. Tutta una parte dei Codici penali verrebbe così annullata.

Piuttosto che arrivare a questo scempio del diritto tanto varrebbe varare una norma transitoria, sulle orme di quella che vigeva per gli esponenti di Casa Savoia, che dicesse così: “Silvio Berlusconi, i suoi discendenti, i suoi familiari e i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono esentati, per il presente, il passato e il futuro, dal rispetto delle leggi penali e civili italiane”.

da Il Fatto Quotidiano

Chiesto arresto Cosentino (candidato PdL xRegione Campania): vicino ai casalesi – da Repubblica

Ci prendono per scemi? – Bruno Tinti da IlFattoQuotidiano

Caso Cosentino: spuntano i nomi di Bocchino e Landolfi – da Repubblica

Sentenza Mills, il corrotto e il corruttore

27 Ottobre 2009 Alessandro I. 2 commenti

E adesso per Silvio Berlusconi diventa davvero dura. Oggi la seconda sezione della corte d’appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per l’avvocato David Mills, il legale inglese accusato di essere stato corrotto dal premier. Tra quindici giorni verranno depositale le motivazioni della sentenza e a partire dal quel momento le difese avranno 30 giorni di tempo per presentare il loro ricorso in Cassazione. Il rischio concreto è insomma che la suprema corte renda definitiva la condanna di Mills prima che il processo bis contro il Cavaliere sia concluso.

Il nuovo dibattimento che vede imputato il capo del governo per corruzione giudiziaria riprenderà prima di dicembre. La difesa farà di tutto per allungarlo a dismisura, ma è scontato che, in caso di un’eventuale decisione della Cassazione negativa per Mills, i giudici decidano nel giro di poche udienze: finchè la legge non verrà cambiata le sentenze definitive nel nostro ordinamento hanno valore di prova. E se Mills è stato corrotto, il corruttore è Berlusconi.

Il premier, insomma, ha bisogno di tempo. Ma 20 mesi, tanti secondo alcuni calcoli lo separerebbero dall’agognata prescrizione, sono pochi per non pensare di incassare almeno un verdetto di primo grado. Per questo i deputati-avvocati del premier sono già al lavoro. Una soluzione, assicurano, la troveranno. Ma è ormai chiaro che, visto con il senno di poi, il Lodo Alfano, anche per Berlusconi, è stato un madornale errore.

da Il Fatto Quotidiano

La spudoratezza del corruttore è inqualificabile, lo sappiamo. Mentre avverte sul nuovo libro zerbino di Bruno Vespa che in cassazione David Mills sarà assolto, mette le zampe avanti: “Anche se sarò condannato non mi dimetterò“. Come non credergli visto che Mills ha già avuto due condanne?

Del resto anche il sindaco berlusconiano di Palermo Cammarata non si è dimesso dopo che due presidenti di seggio sono stati condannati per aver falsificato le schede elettorali, che lo hanno fatto vincere su Leoluca Orlando. I brogli elettorali nel capoluogo siciliano denunciati dal deputato dipietrista sono così confermati.

Anche la sindaca di Milano Letizia Moratti, dopo la condanna della corte dei conti per le assunzioni d’oro non si è dimessa.

da DanieleMartinelli blog

Governati dal malaffare

23 Ottobre 2009 Alessandro I. 1 commento

Sono molte le recenti notizie su uomini (e donne) della politica accusati di gravi reati. Troppe notizie e troppi reati anche secondo noi. Ma non è colpa nostra se il probabile candidato del Pdl alla guida della Regione Campania (Nicola Cosentino) è coinvolto in inchieste su camorra e rifiuti, da quando una serie di pentiti hanno parlato dei suoi legami con il clan dei casalesi (quelli, per intenderci, di Gomorra). Non è colpa nostra se lady Mastella risulta indagata,con alcuni consanguinei, per reati contro la pubblica amministrazione: non proprio una sciocchezza se con provvedimento della magistratura le viene impedito di risiedere in Campania dove ricopre importanti incarichi istituzionali ( la presidenza del Consiglio regionale). Non è colpa nostra se dalla carte troppo a lungo tenute nei cassetti della giustizia emerge un’altra trattativa con Cosa Nostra, questa volta assai contigua alla fondazione di Forza Italia.

Non è colpa nostra se a Milano finiscono in cella l’industriale re delle bonifiche e la moglie di un esponente Pdl per una serie di ipotesi di reato tra cui l’associazione per delinquere. E non dove sorprenderci, infine, se l’Europa ci considera un paese ad altissimo rischio corruzione. Di fronte a una tale grandinata di accuse e di illegalità sono possibili due reazioni. Avremo i cosiddetti garantisti che ricominceranno a stracciarsi le vesti e a intonare la solita litania che attribuisce al partito delle procure (o delle toghe rosse, fate voi) il solito golpe giudiziario teso a ricattare la politica e a sovvertire il voto degli italiani.

Altri invece si porranno alcune semplici domande. E’ così assurdo pensare che in almeno tre regioni (Campania, Calabria e Sicilia) una certa politica abbia rapporti frequenti e vicendevolmente vantaggiosi con il crimine organizzato? E’ così pazzesco pensare che esiste una vasta porzione di economia reale che prospera tra mazzette bustarelle e fondi neri? E infine: corruzione e malaffare sono un’invenzione dei giustizialisti o stanno davvero soffocando l’Italia?

da Il Fatto Quotidiano

Vista da qualche chilometro di distanza, per esempio dai boulevard autunnali di Parigi, l’Italia appare dentro allo schermo virato al nero e al viola di un brutto film dove tutto sembra di cartapesta, tranne le lacrime. Il film procede per accumulo, come la tensione nelle centrali elettriche prima del blackout. L’economia è a pezzi, stanno per chiudere migliaia di fabbriche. Le pioggie trascinano paesi a valle. Terremotati rabbrividiscono sotto la neve.

Nel frattemppo, il premier, dopo avere trascorso una notte con una prostituta su un letto che viene direttamente dagli archivi della vecchia Mosca, sparisce per tre giorni a San Pietroburgo in compagnia dello zar di Gazprom. In patria i suoi ministri si accapigliano. Il debito pubblico va fuori controllo. Il governatore del Lazio si fa filmare da due carabinieri infedeli mentre gioca al dottore con un transessuale che si chiama Natalie e che è seriamente innamorata di lui, i due si incontrano due volte la settimana, da 7 anni. Altri carabinieri presidiano l’uscio di casa Mastella a Ceppaloni, stanno cercando lui e sua moglie che gridano al complotto. A Palermo si indaga se lo Stato, durante la stagione delle stragi, abbia trattato con la mafia oppure no. Mentre a Milano un pool di magistrati arresta un paio di imprenditori legati a un altro celebre governatore, il molto devoto Roberto Formigoni.

Si attende da un minuto all’altro che esploda un vulcano o almeno una pestilenza per ripulire l’Italia dai peccatori. Anche se non è mai detto: il finale è a sorpresa, e comunque prima passeranno i gelati e la pubblicità.

da Voglioscendere

Chiesto arresto senatore PdL De Gregorio – da IlMattino

Tangentopoli è ancora qui – di Curzio Maltese

Il Lodo Alfano è incostituzionale

7 Ottobre 2009 Alessandro I. 3 commenti

Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l’articolo 3, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l’articolo 138, che impone l’obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Corte costituzionale, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che i processi per le prime quattro cariche dello Stato.

Una bocciatura a tutto campo, dunque, per il provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Una decisione attesissima; forse la più importante sul piano delle ricadute politiche, degli ultimi anni. Anche perché, sul piano pratico, sblocca i due processi a carico del premier (per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato Mills, e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset), congelati proprio a causa del lodo.

L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

Le reazioni politiche:

Berlusconi attacca Napolitano e la Consulta (forse è questo il golpe di cui parlava…) - da Corriere

Di pietro: Berlusconi si dimetta e faccia l’imputato – da Agi

Bersani: continui a fare il suo lavoro ma si faccia processare – da AdnKronos

Sinistra e Libertà chiede le dimissioni di Berlusconi con un sit-in davanti a Palazzo Chigi – da Rassegna.ivignetta_20091008t

Bonaiuti: sentenza politica, andiamo avanti – da Rassegna.it

Il Ministro Bossi invece propone la guerra… – da Rassegna.it

Le reazioni dei giornali stranieri – da La Stampa

Senza Berlusconi l’Italia starebbe sicuramente meglio – dal Financial Times

Aderisci su Facebook alla

la-legge-e-uguale-per-tutti

manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi

Lodo Mondadori: Berlusconi corruttore corresponsabile

5 Ottobre 2009 Alessandro I. 1 commento

Silvio Berlusconi è “corresponsabile della vicenda corruttiva” alla base della sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest. Lo scrive il giudice Raimondo Mesiano nelle 140 pagine di motivazioni con cui condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti. “E’ da ritenere – scrive il giudice -, ‘incidenter tantum’ (cioè solo ai fini di questo procedimento, ndr) e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede”.

La “corresponsabilità” di Silvio Berlusconi, spiega il giudice Mesiano, comporta “come logica conseguenza” la “responsabilità della stessa Fininvest”, questo “per il principio della responsabilità civile delle società di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore, commesso nell’attività gestoria della società medesima”.

In definitiva, secondo il tribunale che ha condannato la Fininvest, è impossibile che i vertici della Fininvest ignorassero l’atto di corruzione: “Vale osservare che i conti All Iberian e Ferrido erano conti correnti accesi su banche svizzere e di cui era beneficiaria economica la Fininvest. Non è quindi assolutamente pensabile – scrive Mesiano – che un bonifico dell’importo di Usd 2.732.868 (circa tre miliardi di lire) potesse essere deciso ed effettuato senza che il legale rappresentante, che era poi anche amministratore della Fininvest, lo sapesse e lo accettasse”.

“In altre parole – conclude il giudice -, il tribunale ritiene qui di poter pienamente fare uso della prova per presunzioni che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta (rappresentazione del fatto storico). E’, come è noto, la presunzione un argomento logico, mediante il quale si risale dal fatto noto, che deve essere provato in termini di certezza, al fatto ignoto”.

La sentenza sul lodo Mondadori è stata pubblicata il 3 ottobre. La Fininvest si è messa subito al lavoro per l’appello, e per ottenere un provvedimento sospensivo della condanna, che dispone a carico della società il pagamento di 750 milioni di risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti.

da Repubblica

La sentenza sul Lodo Mondadori aumenta l’attesa per la decisione della Corte costituzionale sul Lodo Alfano

L’altra vicenda che vede Berluscono imputato per corruzione: Mills-Fininvest

Gridare al Golpe: l’ultimo abuso di chi si crede padrone del Paese – da Repubblica

Il cavaliere illegalista – di Franco Cordero

adpersonam

Assalto allo stato di diritto

Nel prossimo autunno – che si preannuncia caldissimo, soprattutto per i temi dell’economia e del lavoro ed il riemergere del conflitto sociale – il Governo tenterà – con il sostegno della sua maggioranza servile – di portare a compimento il disegno – di chiara ispirazione piduista – per il definitivo annientamento dell’autonomia della magistratura e dell’indipendenza e del pluralismo dell’informazione. Fino a qualche anno fa il timore dei poteri forti era rappresentato, soprattutto, dai procedimenti penali della magistratura e dalla possibilità che venissero emesse sentenze di condanna nei confronti di corrotti e corruttori. La stagione delle modifiche legislative e del ridimensionamento – ad opera anche di frange di magistrati sempre più pervasi dalla correntocrazia – del ruolo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura, ridotto sempre più ad organo non di autogoverno della magistratura ma di condizionamento di quei magistrati ancora liberi ed indipendenti che operano nei vari uffici giudiziari, ha reso sempre più difficile la possibilità di raggiungere la verità processuale (anche attraverso le nuove tecniche di mobilità dei magistrati scomodi). Il forte annichilimento, attraverso legislazione ordinaria, del ruolo della magistratura come previsto in Costituzione, non è sufficiente al sistema della casta per mettersi al riparo da quello che è il pericolo più serio: la conoscenza dei fatti da parte dell’opinione pubblica che può produrre dissenso, massa critica e, quindi,opposizione al regime e condurre, magari, anche ad un cambiamento della classe dirigente. Ecco l’escalation legislativa che punta alla scomparsa dei fatti, attraverso il controllo totale dei mezzi di comunicazione. Taccio della televisione (di Stato – sic! – e di proprietà dell’utilizzatore finale) ormai ridotta,salvo alcune lodevoli eccezioni (che non si sa fino a quando dureranno prima di essere smantellate), a pura propaganda di regime ed a strumento teso a consolidare la sub-cultura di governo. Bisogna zittire quei giornalisti – che ancora non praticano l’auto-censura, tanto di moda in Italia – i quali ancora si ostinano a raccontare i fatti ed a spiegare al Paese quello che accade. Ecco, quindi, i provvedimenti che i berluscones cercheranno di approvare da settembre in violazione della Costituzione (vedremo che farà il Presidente della Repubblica): la legge che elimina le intercettazioni telefoniche – questo soprattutto per rendere un servigio a Papi e metterlo al riparo da quelle che appaiono corruzioni sorte attorno all’utilizzo finale dei corpi – che produrrà un aumento della criminalità con Maroni che getterà addosso ad immigrati e clochard le ronde per raffreddare le ansie da tolleranza zero, la legge che impedisce al Pubblico Ministero di prendere notizie di reato di propria iniziativa ma solo su input della polizia giudiziaria (quindi del potere esecutivo), per esemplificare non avremo più inchieste del tipo trattativa tra mafia e Stato, tangentopoli, scandalo Parmalat e furbetti del quartierino, l’eliminazione del diritto di cronaca vietando ai giornalisti – attraverso anche le salate multe agli editori – di raccontare fatti fino a quando non si celebrano i processi (che non si fanno più per le varie leggi-ostacolo create dalla casta). Un disegno organico che mette il silenziatore alla storia. Dal momento che la magistratura viene neutralizzata definitivamente e l’informazione ridotta a megafono del regime che consolida la navigazione del manovratore di turno, è chiaro che il popolo verrà narcotizzato attraverso un’iniezione letale di bromuro, tutto diventerà sempre più normale (rectius,normalizzato): la vicenda delle escort (rectius,prostitute) sarà vita privata mondana del Premier per eliminare lo stress accumulato nell’interesse del Paese, le corruzioni saranno scambi commerciali per il progresso dell’Italia, la mafia un aiuto di volontari per mantenere la quiete in territori turbolenti, il riciclaggio del denaro sporco investimenti che aiutano l’economia e creano lavoro. Non possono essere più solo i magistrati ed i giornalisti ad opporsi a questa deriva autoritaria di tipo peronista, non sono interessi corporativi, anche perché molti magistrati applicano il conformismo giudiziario o sono ammalati di quel morbo che Piero Calamandrei chiamava agorafobia (per essere graditi al potere prevengono le raccomandazioni prima ancora di riceverle), tanti giornalisti non sono altro che la voce del padrone. Sta alla parte più sensibile della politica e della società civile mobilitarsi per difendere questi due baluardi dello Stato di Diritto – pilastri della democrazia – per evitare che il regime si consolidi e che, poi, divenga impossibile conoscere i fatti perché non ci saranno più fatti da raccontare.

Luigi de Magistris

da L’Unità

Aldrovandi: condannati i poliziotti per omicidio

6 Luglio 2009 Alessandro I. 2 commenti

Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi.

LA VICENDA – All’alba del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, 18 anni, era morto su un marciapiede di Ferrara. La ricostruzione della questura aveva sostenuto che stava tornando a casa dopo una serata con gli amici, si era sentito male e dava in escandescenze. Ammanettato dagli agenti era svenuto ed era poi deceduto prima che arrivassero i soccorsi.

Inizialmente si era parlato di droga, poi di un malore. La madre del ragazzo denunciava invece un pestaggio da parte della polizia. Nel 2006, una foto choc, pubblicata da Liberazione, mostrava i segni di percosse sul corpo del ragazzo e riapriva il caso.

Federico Aldrovandi blog

Il caso Aldrovandi in un fumetto

Federico Aldrovandi: licenza di uccidere

Categories: Giustizia, Sicurezza

Allarme corruzione in Italia: frena lo sviluppo

50/60 miliardi di euro all’anno. Una vera e propria ‘tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini’”. Secondo la Corte, “altre e maggiori conseguenze vengono prodotte dalla corruzione serpeggiante nella P.a. sul piano della sua immagine, della moralità e della fiducia che costituiscono un ulteriore costo non monetizzabile per la collettività, che rischia di ostacolare (soprattutto in Italia meridionale) gli investimenti esteri , di distruggere la fiducia nelle istituzioni e di togliere la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, di cittadini e di imprese”. Ma la repressione, da sola, non basta. Bisogna intervenire sul piano organizzativo “agendo sui comportamenti, sulle procedure, sulla trasparenza dell’attività amministrativa al fine di prevenire e/o limitare la probabilità che si realizzino gli eventi corruttivi descritti”.

“Gli indici relativi all’esercizio 2008 hanno purtroppo disatteso” l’auspicio della “prosecuzione di un percorso virtuoso a riduzione del debito e deluso l’aspettativa di un miglioramento dei conti pubblici”.

Ma se gli esempi sono questi come si fa a combattere la corruzione diffusa?

Magic Italy (work in regress)

Gli sviluppi dell’inchiesta di Bari scatenano l’interesse, in verità mai sopito, della stampa straniera per gli scandali che lambiscono Palazzo Chigi.

“Il trionfo del Teflon Silvio: Berlusconi si gode il successo elettorale”, titola The Independent, ricorrendo all’immagine del materiale duro e resistente a tutto per spiegare la vittoria elettorale del premier italiano. “Nonostante i titoli scandalisti – sottolinea il quotidiano vicno all’opinione pubblica laburista inglese – niente sembra colpire il premier italiano, come dimostrano le ultime elezioni”. “Oltre i confini italiani potrebbe sembrare inconcepibile che un leader nazionale possa comportarsi come un antico imperatore romano, senza pagarne le gravi conseguenze politiche – prosegue il giornale – ma in Italia, la fallibilità umana di Berlusconi e il fatto che non sia cosi’ ossessionato dai giochi di potere sono visti come punti a suo favore”. The Independent pubblica quindi un commento di Antonio Polito, direttore del Riformista: “Berlusconi sopravvive perché l’opposizione è ineleggibile”.

“Silvio Berlusconi nega di aver pagato per prestazioni sessuali nella sua casa”, titola un altro quotidiano britannico, The Times. La replica del premier, sottolinea il giornale, arriva dopo che “un influente settimanale cattolico ha definito il suo comportamento ‘indifendibile’ e lo ha accusato di aver creato ‘un’emergenza morale’ nel Paese”. I sostenitori di Berlusconi temono un “calo del sostegno dei cattolici”. Anche il quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’, evidenzia The Times, ha invitato Berlusconi “a rispondere con urgenza all’opinione pubblica”.

“Silvio Berlusconi: non ho mai pagato una donna per una prestazione sessuale”, titola anche The Guardian, ricordando che il premier italiano “è sulla difensiva da quando la moglie ha annunciato diverse settimane fa l’intenzione di divorziare”. “Nonostante scandali e critiche – conclude il quotidiano – la popolarità di Berlusconi rimane intatta, con il suo partito di centro-destra uscito vittorioso dalle elezioni europee dell’inizio del mese e dai recenti ballottaggi”.

In Spagna è un altro quotidiano progressista, vicinissimo a La Repubblica, come El Pais a inisistere sugli sviluppi della vicenda, riportando il nuovo filone di indagine emerso dalle intercettazioni eseguite dalla magistratura di Bari: “L’ombra della cocaina si addensa su Berlusconi”. L’editoriale titola:”Pendio politico”. “E’ poco probabile che Silvio Berlusconi possa prestare l’attenzione necessaria al suo ruolo di ospite del G-8, al via il prossimo mese, mentre continuano a emergere notizie sulla voragine della sua vita privata”, scrive il quotidiano. El Pais intervista anche l’attivista contro il razzismo ed ex modella Shukri Said, di origine somala: “In Italia ci sono più ‘uomini-velino’ che ‘donne-velina’”.

Anche oltreoceano, la vicenda D’Addario viene riportata oggi dal New York Times: “Berlusconi si difende di fronte al venire meno dell’indulgenza dell’Italia“. “A fronte della crescente ondata di critiche contro la sua vita personale, il premier Silvio Berlusconi si mette sulla difensiva, affermando di non ricordare alcun incontro con la donna che sostiene di essere stata pagata per la notte trascorsa nella sua residenza di Roma”, scrive il quotidiano. “L’immagine della residenza del premier come una sorta di ‘Playboy Mansion’ con falle nella sicurezza ha fatto mutare lo stato d’animo dell’opinione pubblica italiana – prosegue – sebbene Berlusconi governi virtualmente senza opposizione, a causa del crollo della sinistra del Paese e del suo sostegno popolare tra gli italiani, alcuni analisti ritengono che le domande sulla sua vita personale possano indebolire il suo capitale politico”.

da Rainews24

Le 10 nuove domande di Repubblica a Berlusconi

Se in Inghilterra il primo ministro

Il Financial Times: “Nel governo c’è chi pensa al dopo Berlusconi

L’intervista alla escort D’addario: Silvio sapeva tutto di me – da Repubblica

La petizione delle donne alle first lady: Boicottate il G8 per difendere la figura della donna in Italia

Il gruppo Espresso querela Berlusconi per le accuse di “eversione” e per l’invito al “boicottaggio pubblicitario”

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