Il Venus Project è un nuovo disegno sociale, illustrato all’interno del documentario Zeitgeist Addendum, proposto come alternativa al sistema attuale del mondo industrializzato.
I pilastri su cui si basa il piano Venere sono: l’utilizzo infinito delle fonti di energia rinnovabili ed in generale di risorse sostenibili, l’alta tecnologia e la mobilità sostenibile al servizio dell’uomo.
Il Venus Project parte dal concetto che al giorno d’oggi abbiamo a disposizione le risorse necessarie per dare casa a chiunque, per costruire ospedali e scuole in tutto il mondo, per le migliori apparecchiature e laboratori, per insegnare e condurre ricerche mediche. Abbiamo tutto questo ma il problema è che veramente poco di quello che viene prodotto nella nostra società è nemmeno minimamente sostenibile ed efficiente. Il sistema attuale si basa sulla scarsità delle risorse, allo scopo tenere alto il prezzo di mercato in base alla teoria della domanda e dell’offerta.
Il progetto Venus si propone di eliminare le cause dei problemi alla radice, a partire cioè dalla natura umana e dai suoi comportamenti. Eliminando quei processi che producono egoismo, fanatismo, avidità e corruzione, che si acquisiscono all’interno della società, non in maniera innata. Affinché le persone traggano vantaggio gli uni dagli altri.
E’ necessario, secondo Jacque Fresco, il fondatore del Venus Project, ripensare i valori culturali mettendoli in relazione con le risorse reali della terra. La società immaginata è un modello sociale libero da tutte le vecchie credenze, dalle ineguaglianze e dalle leggi che le alimentano. Le professioni non saranno necessarie perché non più significative.
Serve rendersi pienamente conto che è la tecnologia concepita dall’ingegnosità degli uomini che libera l’umanità e aumenta la nostra qualità di vita, e solo allora realizzeremo che deve nostro interesse un attenta gestione delle risorse della Terra. In quanto è da queste risorse naturali e sostenibili che otteniamo i materiali che ci consentono di continuare il nostro percorso verso la prosperità. Ad esempio noi non paghiamo per l’aria, o per l’acqua del rubinetto, questo perché sono così abbondanti che sarebbe inutile tentare di venderle. Seguendo questa logica, se le risorse e le tecnologie necessarie a creare tutto ciò che si trova nelle nostre società come le case, le città o i mezzi di trasporto, fossero sufficientemente abbondanti, non ci sarebbe alcun bisogno di venderle.
Ma la domanda fondamentale è: abbiamo sulla Terra abbastanza risorse e conoscenze tecnologiche per creare una società così prosperosa e sostenibile, dove ciò che abbiamo a disposizione oggi è disponibile senza prezzo? La risposta è si. Abbiamo le risorse e le tecnologie per consentire tutto questo, come minimo, con la possibilità di far crescere gli standard di vita così tanto che le persone nel futuro guarderanno indietro alla civiltà odierna e rimarranno sbalorditi vedendo quanto immatura e primitiva era la nostra società. Si potrebbe dare agli scienziati e ai tecnici il compito di eliminare il veleno dai nostri cibi, ridisegnare il funzionamento dei mezzi di trasporto, di darci altre fonti di energia pulite, rinnovabili ed efficienti.
Attualmente nel campo dell’energia potremmo già non bruciare combustibili fossili, smettendo di utilizzare sostanze che contaminano l’ambiente. Tra le molte fonti di energia ridisponibili in natura l’energia solare ed eolica sono ben note al pubblico, ma il vero potenziale di queste è rimasto inespresso. L’energia prodotta dal sole è così tanta che un’ora di luce del sole a mezzogiorno contiene più energia di quella che in tutto il mondo si consuma in un anno. Catturare un centesimo di quest’energia permetterebbe di smettere di usare il petrolio, il gas e altro. Il problema è la volontà di usare le tecnologie necessarie ad ottenere tutto questo.
L’energia eolica è stata definita debole e condizionata dalla posizione geografica, ma in realtà, per ammissione nel 2007 del Dipartimento dell’Energia statunitense, se il vento venisse raccolto in soli 3 stati americani potrebbe rifornire l’intera nazione!
Altri mezzi sono in grado di sfruttare le maree e i moti ondosi. L’energia della marea deriva dallo spostamento degli oceani quindi, installando turbine che sfruttano questi movimenti, si genera energia. Il Regno Unito ha 41 siti attualmente disponibili e prevede di ricavare dalle maree il 34% dell’energia totale necessaria. Secondo alcuni studiosi il 50% dell’energia dell’intero pianeta può essere ricavato solo da questo meccanismo.
E’ importante precisare che queste energie, solare, eolica, maree ed onde, non richiedono energia a loro volta da dover sfruttare. A differenza di carbone, petrolio, gas, biomasse, idrogeno e tutte le altre. Combinando quindi questi mezzi naturali, sfruttando efficacemente la tecnologia, si può rifornire il mondo per sempre.
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Alessandro Ingegno
da Yeslife.it

Nella prima parte dell’articolo sul Venus Project, tratto da Zeitgeist Addendum, abbiamo spiegato la proposta di un sistema sociale alternativo basato sulle risorse. Abbiamo fatto alcuni esempi di fonti di energia rinnovabili che ci permetterebbero di non dover pagare un prezzo per l’energia che consumiamo.
Ma l’energia pulita in assoluto più conveniente è la geotermica, basata sulla tecnica di “contenimento del calore”. Attraverso un semplice processo che utilizza l’acqua si può generare una quantità massiccia di energia pulita. Attualmente sappiamo che 13 mila zetajoule di energia geotermica sono disponibili sulla Terra, con la possibilità di ricavare, con le tecnologie esistenti, ben 2 mila zetajoule.
Se consideriamo che il consumo energetico totale delle nazioni del pianeta è pari a 0.5 zetajoule all’anno questo significa che attraverso questo mezzo si potrebbe ricavare energia all’infinito e in maniera illimitata essendo una fonte di energia rinnovabile. La conseguenza di tutto ciò è che non avremmo quindi necessità di inquinare nè di pagare un prezzo. Per questo, secondo i fondatori del Venus Project, si potrebbe avere prosperità in tutto il mondo se usassimo in modo lungimirante le nostre tecnologie adottando comportamenti di tutela dell’ambiente.
Vediamo ora cosa prevede il Venus project in tema di mobilità sostenibile e denaro.
Nel settore della mobilità attualmente i mezzi di trasporto prevalenti nelle nostre società sono le automobili e gli aerei, ed entrambi hanno bisogno di combustibili fossili per funzionare. Al giorno d’oggi però le automobili potrebbero già utilizzare strumenti e tecniche in grado di rimpiazzare la combustione – batterie utili, elettriche, energie pulite – ma l’accessibilità a queste tecnologie per ora è rallentata dal radicamento dei sistemi esistenti. Anche gli aeroplani sono totalmente inefficienti, lenti ed altamente inquinanti.
Il Progetto Venus considera la possibilità dell’utilizzo di un treno ad energia magnetica (Mag-lev), che usa i magneti come propulsori e che richiede meno del 2% dell’energia usata per trasportare un aereo. L’organizzazione ET3, connessa con il Progetto Venus, ha progettato un mag-lev che consiste in un tubo che può trasportare ad una velocità di 4000 miglia all’ora, in un tubo sospeso in aria o sott’acqua. Questo è il futuro dei viaggi continentali ed intercontinentali: raggiungere Beijing da Washington in 2 ore in modo veloce, pulito con solo una frazione dell’energia che utilizziamo oggi per fare la stessa cosa. Tra tecnologie mag-lev, le batterie a conservazione e lo sfruttamente dell’energia geotermica non ci saranno ragioni per continuare sulla strada della combustione.
Passando alle città, nel Venus Project queste hanno una forma circolare, e sono pensate in modo da permettere il minore utilizzo di energia, ovviamente pulita. Ma l’aspetto chiave di queste città è l’armonia tra l’uomo e la natura, che è praticamente ovunque.
Nel Progetto Venus sarebbero inutili denaro e leggi, che al giorno d’oggi spesso impongono troppe regole, senza dare soluzioni. Basti pensare ai miliardi spesi dalle società per punire i crimini piuttosto che investire quegli stessi soldi in programmi sulla povertà, la causa fondamentale dei crimini. Il problema essenziale è motivare le persone a soddisfare le necessità della vita senza dover per forza pagare un prezzo per tutto questo. Eliminando il denaro, secondo Jacque Fresco, gli incentivi e le motivazioni personali saranno diversi. Se disegnamo un bel quadro la nostra aspirazione sarà quella di condividerlo con qualcuno che lo apprezzi, non quello di venderglielo.
Alla base del Progetto Venus c’è la convinzione che, oltre alla risorse naturali, l’intelligenza sia la vera ricchezza del mondo, perché questo diventa un contributo di ognuno.
La crisi economica in cui è sprofondato il sistema monetario è un segnale forte. Forse è tempo di fermarsi a riflettere. Magari iniziando a prendere spunto dai bei principi che muovono il Venus Project, realizzabile o irrealizzabile che esso sia. Ricordiamoci che siamo noi stessi, con le nostre piccole azioni e il buon esempio, che possiamo cambiare il mondo, mettendo l’uomo al centro di tutto e tutelando l’ambiente in cui viviamo.
Alessandro Ingegno
da YesLife.it











