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Archivio per la categoria ‘Cultura’

Sottoprodotti dell’era berlusconiana

Quelli che seguono sono brani di interviste agli esclusi del Grande Fratello 10, riuniti in un video della Gialappa’s che impazza su YouTube.

Progetti per il futuro? «Vorrei aprirmi una serie di locali, stare nell’ambito del commercialismo». Personaggi storici preferiti? «A me mi piace Bud Spencer e Terence Hill».

La tua passione? «Di solito faccio viaggi incontinentali. Messico, questi viaggi qua». Se fossi un personaggio storico, chi vorresti essere? «Maldini».

Il tuo motto? «Otto?» Motto. «Morto?». Motto! «Ah, motto. Il mio motto? Normale, come sempre».

Sai chi è il presidente francese? «No. Saccio solo quello italiano. Berlusconi». Sì, ma il presidente della Repubblica chi è? «C’è Berlusconi che è il presidente della Repubblica. Poi c’è il presidente del Consiglio che è Carlo Azeglio Ciampi».

Chi è il presidente della Repubblica Italiana? «Piersilvio Berlusconi». Silvio o Piersilvio? «No, Piersilvio».

Cosa porteresti in un’isola deserta? «I profilattici». In un’isola deserta? «Sì, e poi la compagnia che posso dare agli altri».

Che mestiere fai? «Il barrista». Con quante erre? «Due». Qual è la tua passione? «Faccio bodibidink: sollevo anche sessanta pesi».

Il viaggio più interessante? «L’ondra». Come si scrive in inglese? «L – apostrofo – ONDHON».

Se questi sono gli esclusi, non oso immaginare quelli che hanno preso.

da Il bello della democrazia – Lastampa

Pompei rinasce in chiave green, con l’archeo-agricoltura sostenibile

29 Ottobre 2009 alessandroingegno 1 commento

Dopo le difficoltà riscontrate nella stagione turistica appena conclusa, Pompei ha deciso di puntare sul proprio territorio a 360 gradi, in chiave green, per il rilancio dell’immagine dell’intero sito archeologico. Nei primi sei mesi dell’anno gli Scavi Archeologici di Pompei hanno infatti registrato bilanci in rosso con un 12% in meno di visitatori, che significa oltre 110.000 ingressi rispetto allo stesso periodo del 2008.

Ma in cosa consiste il piano di rilancio della nuova Pompei sostenibile? La soprintendenza e la Regione hanno siglato un’intesa che prevede un ampliamento dell’offerta turistica pompeiana anche all’agricoltura biologica, in particolare al vino prodotto proprio nell’area archeologica oltre ad altri prodotti tipici locali dell’area vesuviana. Il vino locale rappresenterà il cuore del progetto di rilancio: l’Aglianico, il Sciacinoso e il Piedirosso a Pompei verranno coltivati negli stessi luoghi dove sorgevano gli antichi vigneti. Agricoltura sostenibile, vino e storia, un mix che promette un roseo futuro per Pompei.

L’area archeologica pompeiana si estende infatti per 66 ettari: 44 sono scavati e i rimanenti sono gestiti dai contadini secondo regole precise come, per esempio, non utilizzare mezzi pesanti o effettuare vangature profonde, e non utilizzare presidi fitosanitari aggressivi a tutela dei resti archeologici. Questo per tutelare una biodiversità che si conserva da 250 anni. Insieme con il vino prodotto negli Scavi come duemila anni fa ci sarà anche spazio per colture che preservano la biodiversità dell’area archeologica, oltre che per la valorizzazione dei prodotti tipici che verranno coltivati.

Il modello pompeiano, definito di “Archeo agricoltura sostenibile”, coniugherà la storia dell’antica Roma, ben rappresentata dai reperti, alla naturalezza dei luoghi e dei prodotti della terra, grazie al vino, trait d’union tra antichità e presente.

Il vino era infatti già apprezzatissimo dagli antichi romani e nell’area vesuviana si trovavano già allora terreni adatti per la coltivazione della vite, c’era la possibilità di lavare le anfore per la conservazione del vino con l’acqua di mare salata, e sul delta del fiume Sarno crescevano le canne per reggere le piante di vite.

Per promuovere l’Archeo agricoltura sostenibile Pompei ha inoltre intenzione di destinare ogni bottiglia prodotta all’interno degli Scavi ad un’ambasciata italiana nel mondo, accompagnata da una serie di eventi e promozioni studiate appositamente per ogni destinazione. L’idea innovativa è stata lanciata dal commissario all’area archeologica di Pompei, Marcello Fiori, in occasione della vendemmia; occasione che ha permesso anche di illustrare in anteprima alle scuole primarie giunte a Pompei per visitare il sito archeologico la mostra “Vinum Nostrum”, un percorso che narra il lungo cammino della vite e della sua diffusione dalla Grecia a Roma antica, grazie anche alle testimonianze uniche che gli scavi di Pompei conservano.

Storia e natura a Pompei si fonderanno permettendo ai visitatori di camminare per quelle strade che oltre 2000 anni fa erano solcate dai Romani, e nel frattempo provare le sensazioni provocate dagli intensi sapori dei vini frutto di quella stessa terra, creando un esperienza sicuramente unica al mondo nel suo genere.

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it

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5 trucchi e consigli per un Halloween 100% ecologico

Sono anni ormai che anche in Italia il 31 Ottobre si festeggia la notte di Halloween, una delle più tradizionali feste pagane anglosassoni. Per questo motivo abbiamo deciso di darvi qualche consiglio su come organizzare la vostra notte di Halloween ecologico rigorosamente in green-style, divertendovi in maniera originale!

1) Vestiti ecologici per Halloween

Proprio durante questo tipo di feste carnevalesche si fa un grande uso e abuso di materiali sintetici, per i vestiti, per le maschere, per i giochi e gli addobbi. Creare un costume ecologico da indossare può essere divertente e allo stesso tempo rispettoso per l’ambiente: se si dispone di una buona fantasia e di un minimo di creatività si possono ad esempio riutilizzare lattine, cartoni e giornali per creare maschere o gadget di ogni tipo da indossare durante i festeggiamenti. Anche raccogliere le foglie secche degli alberi potrebbe essere un’idea carina per creare un cappello o una gonna fatta in casa che più naturale (e hawaiana!) non si può.

Se invece siamo a corto di fantasia un vecchio lenzuolo può dare diversi spunti per autoprodurre travestimenti originali (un fantasma?), evitando di acquistare o utilizzare materiali sintetici difficilmente smaltibili dopo l’utilizzo. Altrimenti, in ultima analisi, possiamo sempre noleggiare un vestito.

2) Trucchi ecologici e naturali

Altro aspetto da non trascurare per i preparativi della notte di Halloween è il trucco: solitamente si scelgono trucchi molto pesanti, rigorosamente sintetici, che soffocano la pelle e contengono sostanze nocive. Creare un trucco fatto in casa, con le proprie mani, può rivelarsi una scelta sana e naturale, oltre che originale. Tutto quello che dovete fare è munirvi di crema protettiva, amido, acqua e colorante naturale del colore col quale vorrete truccarvi. Mescolando tutto uscirà un bel pasticcio che potrete spalmarvi sul viso senza correre alcun pericolo!

3) Dolcetto o scherzetto?

Passando ai dolci, una must della notte di Halloween, vi consigliamo di cercare i negozi, o anche online, che vendono cioccolata e i biscotti biologici, le barrette ai cereali, aggiungendo ai nostri cestini di golosità anche tanta frutta: magari non saranno super golosi e extra zuccherini come tutti quei dolcetti pieni di conservanti ma sarete sicuri di tutelare la salute dei vostri bambini innanzitutto, e l’ambiente.

4) Halloween in bici!

Un’altra scelta fondamentale, se non obbligata, per il vostro Halloween dovrà essere quella di lasciare l’automobile a casa! La vostra nottata sarà più divertente e anche diversa dal solito, e tutelerete l’ambiente evitando di inquinare. Un alternativa altrettanto eco-compatibile e divertente potrebbe essere una bella passeggiata in bicicletta magari addobbata anch’essa per la festa. Se organizzate invece un party a casa al momento degli inviti scegliete di non sprecare carta ed invitate i vostri amici tramite posta elettronica o messaggio sul cellulare.

5) La zucca

Essendo la festa di Halloween una usanza principalmente anglosassone alcune delle caratteristiche fondamentali si vanno a perdere quando i festeggiamenti si importano nel nostro paese. Proprio il simbolo di questa festa, la zucca, in Italia è poco diffuso. Ma nel caso in cui tra voi ci fosse qualcuno che desidera festeggiare all’americana allora vi consigliamo di procurarvi una zucca stando attenti alla provenienza (ancora meglio se coltivata in casa!), svuotarla, utilizzare il contenuto per cucinare qualche cibo prelibato, ritagliare alcune parti della zucca vuota per darle la sembianza di un volto, di non colorarla con spray o pennelli e, una volta terminati i festeggiamenti, di buttare i ritagli e la zucca nei vostri rifiuti organici.

Se deciderete di festeggiare in questo modo il vostro Halloween, stando attenti ai piccoli dettagli, i vostri bambini impareranno un modo diverso di far festa, più responsabile, e l’ambiente vi ringrazierà, partecipando con voi alla festa e soprattutto continuando a farlo in futuro!

Alessandro Ingegno

da Yeslife.it

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Nasce il Minculpop del XXI secolo?

La Brambilla creerà una task force “anti-detrattori” che avrà come obiettivo monitorare i media stranieri e diffondere notizie positive sul Paese.

Sta nascendo una squadra che si occuperà di riparare alla denigrazione interna­zionale evocata dal Cavaliere. Funzionerà così: «Un gruppo di giovani giornalisti ed esperti di comunicazione», spiega la Brambilla. «Con un doppio compito. Primo: monitorare tutta la stampa straniera, quo­tidiani, periodici e tv, ad ogni latitudine, dal Giappone al Perù». Seconda missione: «Bombar­dare quelle stesse redazioni con comunicazioni veritiere e positive». Una velina mondiale? «Non sarà un bollettino governativo. Racconteremo fatti concreti. Verranno segnalate anche iniziati­ve dell’esecutivo, se sarà il caso. Ma soprattutto faremo conoscere l’Italia generosa, vera, audace. Quella delle imprese, dell’arte, delle manifesta­zioni culturali, dei nostri prodotti». Ai contenuti provvederà una sezione speciale della task force, con materiale cartaceo, Internet e audiovisivo. (da Corriere.it)

Possiamo facilmente già immaginare i contenuti dei comunicati governativi che saranno inviati dalla task-force alle redazioni dei mass-media mondiali…Ma forse è più utile ricordare cos’era il Ministero della Cultura Popolare, noto con l’acronimo Minculpop, ai tempi del Fascismo:

Il dicastero venne istituito dal regime fascista il 22 maggio 1937, ma in realtà tale organo politico era già operativo dal 1925, con l’istituzione di un primo “Ufficio Stampa”; nel 1937 si ebbe l’ampliamento dei poteri con conseguente cambio di nome, fino a farlo diventare un vero e proprio ministero.

Il ministero aveva l’incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti ordini di stampa (o veline) con i quali s’impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l’importanza dei titoli e la loro grandezza. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa.

Annozero, il Minculpop di Scajola e Romani – da Articolo21

La stampa estera adesso aspetta la task-force – da Repubblica

Obama agli studenti: se volete il successo dovete studiare

So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile. (…)

Ora, io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione. E ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi. Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare standard adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano, dove i ragazzi non hanno le opportunità che meritano. Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire.

Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere qualcosa per la vostra classe d’inglese. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo i Phone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto per la vostra classe di scienze.

Oppure potreste diventare un sindaco o un senatore o un giudice della Corte suprema ma lo scoprirete solo se parteciperete a un dibattito studentesco. Non è solo importante per voi e per il vostro futuro. Che cosa farete della vostra possibilità di ricevere un’istruzione deciderà il futuro di questo Paese, nulla di meno. Ciò che oggi imparate a scuola domani sarà decisivo per decidere se noi come nazione sapremo raccogliere le sfide che ci riserva il futuro. Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi che imparate con le scienze e la matematica per curare malattie come il cancro e l’Aids e per sviluppare nuove tecnologie ed energie e proteggere l’ambiente. Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica che si ottengono con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione e rendere la nostra nazione più corretta e più libera.

Vi occorreranno la creatività e l’ingegno che vengono coltivati in tutti i corsi di studio per fondare nuove imprese che creeranno posti di lavoro e faranno fiorire l’economia. So che non è sempre facile far bene a scuola. So che molti di voi devono affrontare sfide tali da rendere difficile concentrarsi sui compiti e sull’apprendimento. Mi è successo, so com’è.(…)

Magari nelle vostre famiglie qualcuno ha perso il lavoro e il denaro manca. O vivete in un quartiere poco sicuro, o avete amici che cercano di convincervi a fare cose sbagliate. Ma, alla fine dei conti, le circostanze della vostra vita – il vostro aspetto, le vostre origini, la vostra condizione economica e familiare – non sono una scusa per trascurare i compiti o avere un atteggiamento negativo. Non ci sono scuse per rispondere male al proprio insegnante, o saltare le lezioni, o smettere di andare a scuola. Non c’è scusa per chi non ci prova.

Il vostro obiettivo può essere molto semplice: fare tutti i compiti, fare attenzione a lezione o leggere ogni giorno qualche pagina di un libro. Potreste decidere di intraprendere qualche attività extracurricolare o fare del volontariato. Potreste decidere di difendere i ragazzi che vengono presi in giro o che sono vittime di atti di bullismo per via del loro aspetto o delle loro origini perché, come me, credete che tutti i bambini abbiano diritto a un ambiente sicuro per studiare e imparare. Potreste decidere di avere più cura di voi stessi per rendere di più e imparare meglio.

E in tutto questo, spero vi laviate molto le mani e ve ne stiate a casa se non state bene in modo da evitare il più possibile il contagio dell’influenza quest’inverno. Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. So che a volte la tv vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e famosi senza dover davvero lavorare, diventando una star del basket o un rapper, o protagonista di un reality. Ma è poco probabile, la verità è che il successo è duro da conquistare.

Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».

Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando.(…) La storia dell’America non è stata fatta da gente che ha lasciato perdere quando il gioco si faceva duro ma da chi è andato avanti, ci ha provato di nuovo e con più impegno e ha amato troppo il proprio Paese per fare qualcosa di meno che il proprio meglio.

È la storia degli studenti che sedevano ai vostri posti 250 anni fa e fecero una rivoluzione per fondare questa nazione. Di quelli che sedevano al vostro posto 75 anni fa e superarono la Depressione e vinsero una guerra mondiale. Che combatterono per i diritti civili e mandarono un uomo sulla Luna. Di quelli che sedevano al vostro posto 20 anni fa e hanno creato Google, Twitter e Facebook cambiando il modo di comunicare.

Così, vi chiedo, quale sarà il vostro contributo? Quali problemi risolverete? Quali scoperte farete? Il presidente che verrà di qui a 20, 50 o 100 anni cosa dirà che avrete fatto per questo Paese? Le vostre famiglie, i vostri insegnanti e io stiamo facendo di tutto per fare sì che voi abbiate l’istruzione necessaria per saper rispondere a queste domande. Mi sto dando da fare per garantirvi classi e libri e accessori e computer, tutto il necessario al vostro apprendimento. Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Quindi da voi quest’anno mi aspetto serietà. Mi aspetto il massimo dell’impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Quindi non deludeteci, non deludete le vostre famiglie, il vostro Paese e voi stessi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo.

da LaStampa.it

E intanto qual’è lo stato di salute della scuola italiana? Secondo un rapporto Ocse i professori sono pagati poco, senza un sistema di valutazione moderno e abbandonati a se stessi. Per non parlare dell’organizzazione delle ore passate tra le mura scolastiche: un’organizzazione del lavoro ottocentesca.

I precari della scuola – Giorgio Stracquadanio dice – da Byoblu

25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2009

24 Aprile 2009 alessandroingegno 1 commento

25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2009

Difendiamo la Costituzione della Repubblica italiana nata dalla Resistenza
contro ogni tentativo di snaturarla, di svuotarla, di svilirla.

“La Costituzione è un testamento, un testamento di 100mila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”

Queste parole di Piero Calamandrei, uno dei Padri della Patria sono tremendamente attuali. La Costituzione è minacciata sempre più da pericolosi segnali di ostilità ignorando così la storia con assurde proposte di parificazione tra chi ha combattuto ed è stato ucciso per la libertà e chi ha collaborato con l’occupante. Da qui la necessità di respingere con fermezza tutti i tentativi di chi vuole reciderne le radici che la legano alla Resistenza, alla lotta partigiana, alla guerra di Liberazione nazionale.

Gli Italiani tutti hanno pagato un prezzo altissimo per la conquista della libertà che oggi 25 aprile celebriamo. In questo dolore, in questa lotta e in questo sacrificio affondano le loro radici la nostra Repubblica e la nostra Costituzione che la storia chiama tutti a riconoscere come matrice della nostra comunità nazionale.

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La tragedia italiana di Aldo Moro in scena al Bellini

A teatro la rilettura storica del rapimento dello statista democristiano ad opera delle Brigate Rosse
Nessuna finzione e nessun artificio per raccontare la tragica sequenza dei fatti avvenuti nel 1978 quando, in solo un mese e mezzo, si consumò la tragedia che ha segnato fino ai giorni nostri la politica italiana. Gli attori Paolo Bonacelli, nei panni di Aldo Moro, e Lorenzo Amato, il narratore, mettono in scena, sotto la regia di Giorgio Ferrara, le lettere storiche dello statista, aiutati da filmati d’archivio di Rai Teche, ripercorrendo le tappe dal giorno del rapimento fino a quello della condanna a morte da parte dei brigatisti. Sapientemente ricostruiti da Corrado Augias e da Vladimiro Polchi, gli eventi che si susseguono sarebbero difficilmente interpretabili basandosi esclusivamente sulla lettura fatta da parte della contorta e distaccata politica democristiana di allora.

I DUBBI – Ancora oggi, trent’anni dopo, i punti interrogativi che attanagliano l’intera vicenda non vengono dissipati dall’opera teatrale, che ne fa una rilettura cronologica dei fatti avvenuti. Ma l’opera aiuta almeno a comprendere, dal punto di vista umano, quello che si tentò (o che non si tentò) di fare per salvare la vita di Aldo Moro, simbolo della politica democristiana di allora, che aveva portato al governo, per la prima volta in assoluto, il Partito Comunista Italiano.

MORO ABBANDoNATO – La fase che più colpisce gli spettatori, perché viene tracciato un quadro dello statista non più come politico, ma dal punto di vista umano. La famiglia abbandonata e quasi messa in un angolo dai dirigenti della DC, i compagni di partito che lo lasciano solo, il prendere coscienza – pur se dallo scuro del “carcere del popolo” – dell’abbandono da parte di Aldo Moro, sono i tratti drammatici che emergono sia dalle lettere che dai filmati di allora.

LA VITA O LA RAGION DI STATO - Doveva essere questo il dilemma del mondo politico durante la prigionia del presidente della Democrazia Cristiana, il dilemma che attanagliava Zaccagnini, Andreotti, Cossiga e persino l’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone e il papa Paolo VI. Un dilemma che probabilmente fu sciolto fin da subito, come dimostrano il cambiamento di atteggiamento dei politici e l’approccio differente dello stesso Moro nelle sue lettere dalla prigionia. Come dicevano gli antichi si trattava di scegliere tra la pietas e la polis, e i democristiani scelsero di salvaguardare la seconda, senza cedere al ricatto dei brigatisti.
LA TRAGEDIA ITALIANA - Dalla rilettura teatrale ne esce una responsabilità politica di questo dramma, ed è per questo che la famiglia Moro rifiutò di non celebrare il funerale pubblico di Stato, il 13 maggio 1978, scegliendo una forma privata. E il filmato riproposto sul palco della “messinscena” della cerimonia funebre che venne celebrata senza il corpo dello statista, ma alla presenza di tutta la classe politica, è la simbolica conclusione di questa tragedia italiana. Uno spettacolo che aiuta a non dimenticare una ferita indelebile della nostra società.

Alessandro Ingegno

da Campaniasuweb

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Milioni di studenti non contano nulla per questo governo, la Chiesa si

6 Dicembre 2008 alessandroingegno 1 commento

Non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all’aperto. E’ bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora. I fondi per le scuole paritarie “vengono ripristinati”, ha assicurato il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. “C’è un emendamento del relatore che ripristina – dice Vegas – il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini”. Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire la propria voce: “Gli aiuti per l’educazione religiosa dei figli – ha detto Benedetto XVI – sono un diritto inalienabile”.

La palla, comunque, viene rimbalzata al ministero dell’Istruzione: sui 120 milioni di fondi in arrivo per la scuola sarà il dicastero guidato da MariaStella Gelmini, di concerto con quelli degli Affari regionali e dell’Economia, a valutare successivamente, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge finanziaria, la quota da destinare agli istituti scolastici privati. Lo stabiliscono due diversi emendamenti dei relatori al disegno di legge finanziaria e al bilancio approvati oggi dalla commissione Bilancio del Senato.

dite la vostra al Ministro Gelmini direttamente sul suo canale Youtube

“Punti di svista” alla Feltrinelli di Napoli

24 Novembre 2008 alessandroingegno 1 commento

Punti di Svista, di Maria Chiara di Pace, è una mostra fotografica che percorre un viaggio intorno al mondo, senza però mai lasciare Napoli. L’intento della di Pace è quello di giocare sulla confusione di una “svista” tra il patrimonio artistico partenopeo e quello delle altre città internazionali, inducendo in errore l’osservatore sulla reale collocazione del luogo fotografato. Il 1° dicembre, presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri, alle ore 18 si terrà il vernissage della Mostra con l’artista e gli interventi del direttore del MADRE Eduardo Cicelyn e l’Amministratore dei teatri Diana e Delle Palme, Guglielmo Mirra. Ospite della serata il Soprintendente del Polo Museale Napoletano, Nicola Spinosa, autore della prefazione del catalogo della mostra. La mostra sarà allestita dal 1° dicembre fino al 4 gennaio, e in contemporanea su Second Life.

Maria Chiara di Pace come è nata l’idea della Mostra, qual’è stato il concept dal quale sei partita per realizzare il tuo percorso fotografico? Hai visitato tutti i luoghi esteri che citi, usando questo escamotage per attirare una maggiore l’attenzione del pubblico

L’idea è nata proprio viaggiando e visitando le altre città estere, luoghi in cui spesso la cultura è messa al primo posto. Forse per questo la fruiamo con più piacere lontani da casa, perché quando siamo all’estero visitiamo con più entusiasmo e curiosità le altre ricchezze artistiche e naturalistiche. Con i miei scatti propongo di considerare la nostra città come se non fosse Napoli, bensì come una metropoli da riscoprire. Ed anche se non ho visitato proprio tutti i luoghi che cito, questo non mi ha impedito di osservare Napoli da diversi “punti di svista”, poiché ci sono degli angoli e delle immagini che restano fortemente impressi nell’immaginario collettivo. In verità credo che l’ispirazione mi sia venuta non lontana da casa, perché è proprio passeggiando con curiosità, tra le strade della mia stessa città, che mi sono immaginata di essere altrove. Giro spesso con la macchina fotografica ed i miei stessi scatti partenopei mi hanno suggerito di giocare con l’idea della svista.

La tua fonte d’ispirazione sono le vie della città partenopea, i particolari che ne fanno un luogo unico ma al tempo stesso un altro luogo, straniero. Questo perché troppo spesso, soprattutto tra i giovani napoletani, è diffusa l’esterofilia?
Viaggiando all’estero mi è capitato spesso di rivedere luoghi che ricordavano Napoli e, consapevole della bellezza della nostra città, ma anche del fatto che troppo siamo portati a bistrattare Napoli prediligendo le bellezze che troviamo all’estero, ho voluto sottolineare il fatto che anche qui è possibile trovare queste caratteristiche di pari, se non addirittura superiore, bellezza. C’è bisogno di stimolare le persone ad apprezzare maggiormente quello che la propria città offre.

La mostra è costituita da 22 scatti divisi in 11 pannelli. Qual’e lo scatto che senti più tuo, quello che sintetizza meglio la mostra o che rispecchia maggiormente il senso di “Punti di svista”?
I 22 scatti sono concepiti come una sorta di domanda e risposta, dove la prima foto rivela un dettaglio, introducendo la domanda allo scopo di indurre lo spettatore a considerare lo scorcio in un’altra parte del mondo, mentre la seconda foto spiega la domanda della prima foto. Lo scatto che mi piace di più è quello della facciata del palazzo di via Palazzi, al Vomero. Poi ci sono un paio di curiosità che possono aiutare a comprendere il percorso che ho seguito: una riguarda il chiostro di Santa Chiara dove mentre scattavo le foto è passato un gruppo di turisti stranieri che la paragonavano all’Alhambra di Granada. La stessa cosa mi è successa davanti l’antro della Sibilla Cumana con una coppia di ragazzi esterrefatti per la somiglianza con il cunicolo d’ingresso della Piramide di Cheope in Egitto.

Ho visto che la mostra sarà anche virtuale…
Si, ci stiamo attrezzando per fare questo esperimento con una diretta su Second Life del vernissage della mostra l’1 dicembre. Abbiamo già creato il mio avatar e quello degli altri relatori. Poi la mostra Punti di Svista resterà su Second Life in coincidenza con la mostra reale da Feltrinelli dal 1° dicembre al 4 gennaio.

L’evento su Facebook

Alessandro Ingegno
da Campaniasuweb

Esplode la protesta contro il decreto Gelmini in tutta Italia

21 Ottobre 2008 alessandroingegno 1 commento

«Occupazioni lampo e iniziative imprevedibili, come blocchi del traffico e lezioni all´aperto», annuncia Luca Minghinelli del collettivo di Scienze politiche di Milano.

Scendono in strada in migliaia gli studenti universitari contro il decreto Gelmini. Invadono le strade, bloccano le ferrovie, occupano i rettorati. A Milano sono scoppiati tafferugli con la polizia; bloccata la stazione ferroviaria a Bologna; oltre 40 mila attraversano Firenze in corteo; mille in assemblea alla Statale; lezioni in stada a Genova. E per l’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Milano, il 3 novembre, alla presenza del ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini, gli studenti hanno annunciato “cose incontrollabili”.

Un migliaio di studenti ha tentato di irrompere nella stazione delle Ferrovie Nord di Piazzale Cadorna. I carabinieri hanno usato manganelli e fumogeni per respingere l’assalto. “Abbiamo un filmato – spiegano i manifestanti – in cui si vede un carabiniere colpire con una manganellata e un calcio un ragazzo caduto a terra durante gli scontri”. Il bilancio è di tre feriti (due alla testa e uno al volto) e tre contusi. Improvvisato un sit-in per bloccare il traffico nelle vie circostanti la stazione. Lo slogan ripetuto è: “La vostra crisi non la pagheremo noi”.

Bloccata dai ragazzi dei collettivi universitari la stazione di Bologna. Dopo essere scesi in corteo per via Indipendenza, gli studenti sono entrati nella stazione ferroviaria e hanno occupato i primi tre binari. Al grido di “noi la crisi non la paghiamo”, circa 600 ragazzi hanno bloccato per una decina di minuti il traffico ferroviario alzando striscioni, fumogeni e petardi. Poco prima, un centinaio di ragazzi avevano fatto irruzione nel Rettorato gridando “vergogna, vergogna”, e rumoreggiando con tamburi e fischietti.

A Napoli il Liceo classico Genovesi è stato occupato, liceo Sannazaro in autogestione e si è svolto un corteo di protesta degli studenti medi e universitari per le vie del centro.
Un corteo di due ore nel centro della città per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di istruzione. Migliaia gli studenti in strada, tra universitari e liceali. Cinquemila i manifestanti, secondo gli organizzatori, almeno nel momento di massima partecipazione.

Il corteo aveva in testa lo striscione degli studenti della facaoltà di Lettere dell’università Federico II, l’epicentro della protesta in questi giorni. “Fuori Confindustria da scuole e università”.
Slogan contro il governo, all’arrivo in piazza Matteotti, gli studenti hanno cantato l’inno partigiano “Bella Ciao”. Al termine hanno tenuto una nuova assemblea pubblica in piazza del Gesù.

E la mobilitazione prosegue oggi. L’Università Orientale blocca per un giorno le sue lezioni con una decisione presa dal Senato accademico. All’Università Parthenope la protesta avrà la forma di una rappresentazione grottesca interpretata dagli studenti iscritti, dal titolo “Prove tecniche di privatizzazione”.

Intanto berlusconi minaccia gli studenti: “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare”. Poi, rivolto a una giornalista del Manifesto che aveva posto la domanda, aggiunge: “Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro. Convocherò oggi – prosegue Berlusconi – il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere

La scuola in diretta, dal blog di Beppe Grillo