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Un messaggio nella bottiglia

I cittadini di Bundanoon, in Australia, vogliono dimostrare che i problemi globali si possono risolvere con soluzioni locali. E quindi da domenica è vietata la vendita di acqua minerale in bottiglie di plastica. Decine di fontanelle, collocate nelle strade principali e nelle scuole, offriranno acqua potabile e gratuita, scrive il New Zealand Herald. Le vecchie bottiglie di plastica lasceranno il posto a nuovi contenitori reciclabili, decisamente meno inquinanti, che sono già disponibili nei negozi e potranno essere riempite direttamente dai rubinetti.

In questo modo, la comunità locale si è voluta schierare contro il progetto di costruire un impianto per l’estrazione di acqua vicino alla cittadina: la preziosa risorsa doveva essere prelevata e trasportata a Sydney, da dove avrebbe fatto ritorno in bottiglie di plastica trecento volte più care.

Infatti, come ricorda il Sydney Morning Herald, il 96 per cento del costo di ogni bottiglia è rappresentato dalla confezione, dal tappo, dall’etichetta e dal trasporto. E secondo uno studio del governo australiano del New South Wales, l’industria delle acque minerali ha emesso circa 600 tonnellate di gas serra nell’atmosfera solo nel 2006.

Bundanoon è la prima città al mondo a far entrare in vigore un provvedimento così drastico e sarà ricordata anche per l’unanimità della scelta: solo due persone si sono opposte e di queste una è il direttore dell’Istituto nazionale delle acque minerali.

da Internazionale

Un “mare” d’affari: la privatizzazione dell’acqua d’Italia – da Agoravox.it


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