Manifestazione contro i rifiuti a Napoli, 21 maggio
Domani, a Napoli, si terrà la manifestazione contro la gestione dei rifiuti di questi anni ed in particolare contro la disgustosa emergenza degli ultimi mesi che sta devastando l’immagine della città. Per fortuna ad oggi solamente l’immagine e non la salute. Aderite numerosi alla manifestazione “porta il tuo rifiuto a Silvio!“.
Qui un breve elenco dei partecipanti alla mobilitazione, con le varie ragioni:
In occasione del consiglio dei ministri che si terrà a Napoli, saremo in piazza per testimoniare al nuovo governo la nostra ferma volontà di avviare un nuovo ciclo dei rifiuti, fondato su riduzione e riciclo. Siamo stufi di una politica che per favorire la lobby degli inceneritori, FIBE in testa, sabota da anni la raccolta differenziata ed il riciclaggio, disseminando discariche non a norma in aree di pregio ambientale. Chiaiano è l’ultima di una serie di scelte sciagurate volte a mettere un territorio contro l’altro, senza mai arrivare alla risoluzione del problema.
Occorre che le autorità nazionali e locali chiudano la fase delle decisioni autocratiche ed aprano un processo di democrazia reale, assumendo le proposte dei comitati e delle associazioni che in questi anni si sono mobilitate sul fronte rifiuti per ostacolarne gli esiti nefasti e delineare soluzioni alternative. I cittadini reclamano un reale potere di indirizzo e controllo sulle nuove politiche da adottare in materia.
Chiediamo il ritiro delle 3 ordinanze governative che destinano a discarica le cave di Chiaiano, autorizzano la combustione delle ecoballe non a norma nell’inceneritore di Acerra ed estendono i contributi Cip6 ai tre inceneritori previsti in Campania.
VOGLIAMO PROVVEDIMENTI IMMEDIATI PER LA RIDUZIONE DI IMBALLAGGI E CONTENITORI MONOUSO, PER AVVIARE SUBITO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA CON SEPARAZIONE DELLA FRAZIONE UMIDA DA QUELLA SECCA.
Reti, comitati e cittadini campani contro la devastazione ambientale_PULIZIA NON POLIZIA !
MERCOLEDI 21 MAGGIO LA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO MANIFESTA INSIEME ALLE POPOLAZIONI DI NAPOLI E DELLA CAMPANIA, AI COMITATI CIVICI, ALLA RETE CAMPANA SALUTE AMBIENTE
A NAPOLI UNA NUOVA COMUNITA’ DI DONNE, UOMINI, BAMBINE E BAMBINI PER RIAPPROPRIARSI DELLA CITTA’ E DEI BENI COMUNI
IL GOVERNO CENTRALE E REGIONALE RISPONDONO CON L’ AUTORITARISMO, LA CECITA’ , GLI AFFARI E I MALAFFARI
SUBITO RACCOLTA DIFFERENZIATA DIFFUSA E DEMOCRATICA PER USCIRE DALLA TRAGEDIA DEI RIFIUTI
La “tragedia campana” sta facendo registrare un nuovo ennesimo atto, con il tentativo scomposto di realizzare impresentabili discariche regolarmente bocciate anche da una sommaria verifica tecnica.
Intanto i rifiuti si ammassano per le strade, aumentano i roghi e i rischi di epidemia, scaraventando visivamente lungo le vie della città l’ altra faccia del disastro che ha ormai distrutto le aree rurali, colmate dai rifiuti tossici e nocivi delle industrie del centro nord del paese, sversati da anni ad opera del sistema industriale e della manovalanza camorrista.
Purtroppo niente di nuovo anche sul versante della partenza di serie raccolte differenziate che nonostante vengano sempre più invocate dalle popolazioni, rimangono lettera morta cosi’ come gli indispensabili impianti di compostaggio.
In questo quadro in cui PARADOSSALMENTE il ceto politico rimane al proprio posto senza render conto dei propri insuccessi e dei propri misfatti ( il caso delle gigantesche MONTAGNE DI ECO-BALLE ne è testimonianza evidente ), ed anzi dalle ultime dichiarazioni sembra che si voglia prefigurare un “inciucio” tra il Governo Nazionale, quello regionale guidato ancora da Bassolino che dovrebbe essere il primo a dimettersi insieme al Sindaco di Napoli Iervolino.In questo quadro mercoledì 21 maggio
Berlusconi tiene a Napoli il primo vero Consiglio dei Ministri del suo governo, rilanciando in un sol colpo la politica-spettacolo e la fascinosa sindrome del ‘miracolo’.
Due strade insieme antidemocratiche e inutili.
In attesa di poter valutare le proposte del Governo, un aspetto va subito messo in chiaro: NON E’ CON LA FORZA E CON LA POLIZIA CHE SI VIENE FUORI DAL TUNNEL IN CUI SI STA FACENDO SOFFOCARE NAPOLI E TUTTA LA CAMPANIA MAGARI RIPROPONENDO IL “DISCO ROTTO” DELLA NECESSITA’ DEGLI INCENERITORI A PARTIRE DA QUELLO SOTTO INCHIESTA DI ACERRA.
A riprova di ciò vi sono i recenti fallimenti della logica e della pratica perverse dei COMMISSARI STRAORDINARI, IMPOSTI CON L’ UNICA FINALITA’ DI NON RISOLVERE I PROBLEMI, FINO ALLA NOMINA A COMMISSARIO STRAORDINARIO CAPO DELLA POLIZIA DE GENNARO.
Ebbene, non un solo passo in avanti è stato fatto ed anzi
nuovamente, come tutti erano capaci di prevedere, assistiamo ad un nuovo giro di vite del disastro.
OGNI DECISIONE BASATA SULL’AUTORITARISMO NON SOLO NON SARA’ IN GRADO DI FAR FARE UN BENCHE’ MINIMO PASSO VERSO L’USCITA DALLA CRISI MA ADDIRITTURA NE AGGRAVERA’ LE DIMENSIONI FOMENTANDO IL MALESSERE
SOCIALE E LA STESSA CONVIVENZA CIVILE. Il tutto sarà un ulteriore regalo alle ecomafie e alla criminalità organizzata che dopo aver avvelenato (con la complicità dei ceti politici) la Campania con il traffico dei rifiuti tossici potranno “sguazzare” all’interno di un quadro di ingovernabilità non solo del problema rifiuti.
L’ unica strada NON SOLO CORRETTA MA ANCHE PERCORRIBILE E’ QUELLA DI RESTITUIRE I LEGITTIMI POTERI AGLI ENTI LOCALI, RICOSTRUENDO SOPRATTUTTO UN CLIMA DI CONSENSO CON LE COMUNITA’.
Il primo passo da percorrere è L’ORGANIZZAZIONE DI UNO SFORZO STRAORDINARIO PER FAR PARTIRE DA SUBITO( ponendosi un limite temporale massimo di due mesi) UNA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA ADOTTANDO ALMENO ALL’INIZIO IL SISTEMA DEI DUE CONTENITORI: UNO PER LA FRAZIONE UMIDA E L’ALTRO PER IL “RESTO” a prevalenza di riciclabili da recuperare per via meccanica in impianti ricavati da una rapida riconversione degli impianti CDR.
Nello stesso tempo la PRIORITARIA RACCOLTA DELLA FRAZIONE ORGANICA (anche perché si avvicina il caldo estivo) deve trovare sbocco in impianti di compostaggio preferibilmente realizzati (anche in “moduli”) nelle campagne per produrre compost di qualità da regalare agli agricoltori. Questo PIANO STRAORDINARIO PER L’IGIENE AMBIENTALE deve essere accompagnato da UN PIANO STRAORDINARIO PER L’OCCUPAZIONE in grado di dare anche una risposta alla necessità di LAVORO DA PARTE DI MIGLIAIA DISOCCUPATI ( da nostre valutazioni si potrebbero impiegare almeno quattromila addetti all’interno di questo piano considerando le fasi di raccolta e quelle di valorizzazione-recupero dei materiali).
Sullo “sfondo” dell’attuazione di questi piani occorre un TERZO INTERVENTO CHE VA FATTO CONTESTUALMENTE AGLI ALTRI: QUELLO DI BONIFICA DEL TERRITORIO VESSATO DA DECENNI DAL CANCRO DEL TRAFFICO DI RIFIUTI TOSSICI E DELL’INDUSTRIA SPORCA. Ecco ciò che il GOVERNO
DOVREBBE VARARE. Se al contrario dovesse prevalere la logica “semplificatoria” che fin qui ha prevalso magari, assumendo i contorni DELLA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI E DEI COMITATI CIVICI SAREBBE UN DISASTRO SOCIALE DAGLI ESITI IMPREVEDIBILI CON
RIPERCUSSIONI PROBABILI ANCHE A LIVELLO INTERNAZIONALE. Infatti, ricordiamo che non solo l’Unione Europea ha posto sotto procedura d’infrazione il nostro Paese per il “disastro campano” ma che i giornali e i media di TUTTO IL MONDO STANNO SEGUENDO L’EVOLVERSI DELLA CRISI IN MODO SPASMODICO.
LA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO che anche attraverso numerosi incontri ed assemblee( ricordiamo che la Rete Nazionale Rifiuti Zero insieme ai Comitati rappresentativi delle realtà di Acerra ha ripetutamente
incontrato rappresentanti del Parlamento Europeo a Bruxelles) promosse con soggetti ed esperti internazionali ha POTUTO CONSTATARE LA GRANDE DISPONIBILITA’ DELLA POPOLAZIONE CAMPANA AD ATTIVARSI PER
FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, ritiene che l’attuale disastro possa essere ANCHE UNA STRAORDINARIA OPPORTUNITA’ PER PORSI SULLA STRADA DI
UNA GESTIONE VIRTUOSA ED AVANZATA DEI RIFIUTI. Se città popolose come LOS ANGELES, SAN FRANCISCO ED ALTRE DELLA CALIFORNIA e del mondo
( mentre moltissime sono le esperienze “virtuose” con altissime “rese” di RD in Italia e nella stessa Campania) possono vantare quote di sottrazione dalle discariche e dagli inceneritori tra il 60-70%non capiamo come mai questa strada che avvicina all’obiettivo “rifiuti
zero” entro 2020 non possa esser perseguito anche a Napoli e in una Regione che per storia, paesaggio e prodotti di qualità non ha niente da invidiare a nessuno.
Su queste basi la Rete Nazionale Rifiuti Zero aderisce alla
manifestazione di Napoli di mercoledi’ 21 maggio.
RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Contro la speculazione delle megadiscariche e dell’incenerimento! Sono degli incapaci e usano le emergenze per ricattare i cittadini. Vogliamo il ritorno alla vera democrazia e la fine del Commissariamento. Per uscire dall’emergenza: un’immediata linea di separazione del rifiuto secco dall’umido putrescente, la raccolta differenziata porta a porta, riciclo e norme drastiche per la riduzione a monte degli imballaggi. Trattamento meccanico-biologico del residuo.
- Contro la precarietà e il carovita! E’ questa la vera insicurezza! No all’aumento delle ore di straordinario, ma riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e salario sociale.
- Contro il Razzismo e le leggi Xenofobe del Governo! Solidarietà con il popolo Rom! Manifestazione Corteo a Napoli, Mercoledi’ 21 Maggio 2008 concentamento Piazza Dante ore 15.00
Reti, Movimenti e Comitati contro la Precarietà, la Devastazione Ambientale e il Razzismo
Siamo nel pieno di un’altra “emergenza” che servirà come quelle precedenti per giustificare l’apertura di forza, contro la volontà delle comunità, di nuove discariche. Questa volta a farci le spese, in termini di avvelenamento del territorio e della salute, potrebbero essere Savignano Irpino, S. Arcangelo Trimonte nel Beneventano, Chiaiano a Napoli, Eboli nel Salernitano ed infine Vallata nell’avellinese. Intanto la sollevazione delle popolazioni dell’area nord di Napoli contro la creazione di una discarica nella cava di Chiaiano ha costretto il sindaco Jervolino a ritornare sulle sue posizioni e rappresentare al commissario De Gennaro la contrarietà del consiglio comunale e dei cittadini a questa ipotesi. Come in precedenza era successo per Pianura, Giugliano, la manifattura tabacchi, si tratta di un risultato significativo della mobilitazione popolare, di cui si verificherà la portata nei prossimi giorni. Solo il ritiro dell’ordinanza emessa il 30 aprile dal governo Prodi darà la necessaria sicurezza che il sito di Chiaiano, sia escluso da quelli destinati a discarica; proprio per ribadire questa esigenza, gli abitanti in lotta dell’area Nord insieme agli altri comitati della Campania hanno deciso di organizzare una manifestazione in occasione del consiglio dei ministri che si terrà mercoledì 21 Maggio a Napoli. Tuttavia il significato di questa mobilitazione oltrepassa la legittima difesa del proprio territorio, facendosi portatrice di più vasti interessi collettivi di difesa della salute e dell’ambiente a Napoli ed in Campania oggi sacrificati agli interessi privati dei grandi gruppi industriali (Fibe, Impregilo, A2A, Veolia…) e delle ecomafie. Sono state proprio le politiche finora perseguite dai vari governi locali e nazionali, incentrate sul nocivo ed antieconomico incenerimento, che hanno sabotato l’avvio di una seria raccolta differenziata e scavalcato gli strumenti di controllo democratico, ad alimentare strumentalmente l’emergenza, da “sanare” con l’apertura di nuove discariche in attesa degli inceneritori. In questo modo si è disseminato il territorio agricolo regionale di sversatoi di immondizia indifferenziata, nel tentativo di contrapporre una comunità all’altra, sperperando ingenti risorse pubbliche senza realizzare i provvedimenti strutturali atti ad avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti. La crisi dei rifiuti solidi urbani viene così a coprire la ben più grave compromissione ambientale del territorio campano, derivante dal ventennale smaltimento abusivo di rifiuti tossici e nocivi dell’industria del nord, tollerata e finanche agevolata dai diversi livelli di governo locale. In Campania il centro sinistra ed il centrodestra attraverso lo strumento commissariale hanno massacrato sia l’ambiente che la democrazia, ed è dal ripristino di condizioni minime in questi due campi che qualunque autorità sinceramente interessata a voltare pagina deve ripartire. Occorre quindi che le istituzioni nazionali e locali preposte al governo del ciclo dei rifiuti pongano termine alla fase delle decisioni autoritarie ed aprano un reale processo di partecipazione popolare alle scelte in materia e non solo. Che un nuovo piano rifiuti sia scritto in maniera concordata con le comunità in lotta a partire dalle proposte dei comitati, dei movimenti e delle associazioni che in questi anni si sono mobilitate sul fronte rifiuti per ostacolare gli esiti nefasti della politica di discariche e ed inceneritori. In questo senso, è indispensabile che oltre all’OPCM su Chiaiano il Governo ritiri anche le due ordinanze criminali del 6 e del 20 febbraio scorso, con cui si garantisce l’estensione dei CIP 6 ai tre impianti campani e si permette la combustione delle ecoballe non a norma nell’inceneritore di Acerra. Tuttavia i segnali provenienti dalla nuova maggioranza politica delineano una sostanziale continuità con gli orientamenti del precedente governo in materia: il business dell’incenerimento è infatti ampio e radicato e coinvolge entrambi gli schieramenti politici fino ai livelli nazionali. La presenza condizionante della Lega Nord nel governo lascia inoltre poco spazio alla possibilità di realizzare effettive politiche ambientali e sociali a favore del Mezzogiorno che rischia di continuare ad essere bacino di manodopera ed al tempo stesso discarica di rifiuti tossici per il sistema industriale del nord. Da un punto di vista più generale, i primi provvedimenti annunciati dal nuovo esecutivo in tema di repressione degli immigrati e detassazione degli straordinari delineano una politica incentrata sull’uso massiccio degli strumenti repressivi per il controllo sociale e sul rilancio della produttività aziendale a scapito dell’occupazione ed in direzione di una sempre maggiore precarietà del lavoro e della vita. Alla luce di quanto detto, riteniamo che sussistano l’esigenza e la possibilità, da parte delle tante forze che in questi anni hanno praticato una reale opposizione sociale ai processi di devastazione ambientale e sociale della Campania (movimenti, associazioni, comitati, centri sociali, sindacati di base, cittadini,..) di esprimere unitariamente una diversa proposta per lo sviluppo dei territori meridionali, a partire dalla questione ambientale e democratica. A queste forze sociali facciamo appello per la costruzione di una manifestazione di massa Mercoledì 21 Maggio con concentramento alle ore 15 in P.zza Dante in occasione dello svolgimento a Napoli del prossimo consiglio dei ministri per dimostrare con forza questa volontà al nuovo governo.
Rete Campana Salute Ambiente. Per info ed adesioni: retecampanasaluteambiente@noglobal.org



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domani a Napoli si celebrerà la passerella di berlusconi, l’ultimo gallo sulla monnezza in ordine di tempo, e dei suopi ministri. ma la cosa piu agghiacciante, oltre alla fretta con cui sono state ripulite le strade attraverso le quali passerà il “corteo presidenziale” è sicuramente il tentativo di oscurare le manifestazioni e la rabbia della popolazione che domani marcerà contro questo scempio ambientale causato dall’incapacità di tutta la classe politica. Politici battuti dalla camorra, per la loro incapacità nell’agire in maniera forte e decisiva, come dice oggi Piero Grasso.