Dopo Corea del Sud, Taiwan e Giappone, anche le autorità Russe e la Germania stanno monitorando il prodotto, già scomparso dai ristoranti |
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I produttori: perdite di 30 milioni di euro (LaPresse)
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Dopo la Corea, Taiwan e il Giappone, ora è la volta della Russia accendere la «spia rossa» dell’allarme. Secondo il quotidiano moscovita «Kommersant» le autorità stanno conducendo analisi, ma intanto da molti ristoranti e supermercati il prodotto campano è già sparito dai menù e dagli scaffali. «Kommersant» sottolinea che, al momento, si tratta di una iniziativa dei gestori e non di un provvedimento ufficiale, e non è comunque esteso alle mozzarelle provenienti da altre regioni. Alle dogane, gli addetti controllano con attenzione i certificati di provenienza, e lasciano passare senza problemi i prodotti caseari che risultano in regola. Le mozzarelle «targate Campania» vengono invece sottoposte a verifiche: la misura, sottolinea il capo medico sanitario Ghennadi Onishenko citato dal quotidiano, serve più che altro a evitare che partite di prodotti contaminati possano venire contrabbandati assieme ad altri formaggi teneri italiani.
Ma al lungo elenco delle nazioni che dicono stop all’importazione della mozzarella campana potrebbe aggiungersi, purtroppo, anche la Germania. Se i test sulla diossina nella mozzarella di bufala dovessero risultare positivi, un blocco delle importazioni di questo prodotto sarebbe «comprensibile». Parole del portavoce del ministero dell’Ambiente tedesco, Thomas Hagbeck, che aggiunge «aspettiamo prima i risultati dei test». Prosegue: «In Germania il ministero dell’Ambiente ha la responsabilità anche sui casi di contaminazione o possibile contaminazione del cibo con diossina, come potrebbe essere quello della mozzarella di bufala italiana», ha spiegato all’Ansa Thomas Hagbeck. Anche la portavoce del ministero per gli Alimentari, l’Agricoltura e la Protezione dei consumatori, Sandra Pabst, ha sottolineato che il governo non ha ancora «ricevuto alcun avviso dal Sistema rapido di allerta della Commissione europea o dall’Italia».
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GIAPPONE
- Nessun bando formale delle importazioni, ma solo un fermo cautelativo della merce presente nelle dogane in attesa dei risultati delle analisi sulla presunta contaminazione da diossina del noto prodotto made in Italy. Lo riferiscono fonti dell’ambasciata d’Italia a Tokyo, secondo cui al momento sono da escludere provvedimenti di sequestro da parte delle autorità sanitarie nipponiche. La decisione, che interessa tutta la merce giunta in Giappone da venerdì scorso, è scattata sulla scia del blocco delle importazioni appena decretato dalla vicina Corea del Sud, che negli scorsi giorni ha proibito l’importazione di mozzarelle di bufala italiane dopo aver registrato, nell’analisi di alcuni campioni, una contaminazione da diossina. Il fermo precauzionale riguarda indistintamente tutti i prodotti ancora da sdoganare nei due principali aeroporti del Giappone, Narita a Tokyo e Kansai a Osaka. Secondo le prime stime, la merce attualmente ferma presso le dogane nipponiche ammonta a oltre quattro tonnellate di mozzarella fresca sia di bufala sia di mucca, prodotta da 23 aziende italiane e arrivata esclusivamente per via aerea.La mossa delle autorità sanitarie nipponiche, che al contrario di quelle sudcoreane non hanno disposto un bando ufficiale né l’avvio di analisi in proprio, è da ritenersi una scelta di estrema cautela nei confronti dei consumatori del Sol Levante, ancora scossi dal recente scandalo alimentare dei «ravioli avvelenati» cinesi: tra dicembre e gennaio, infatti, dieci persone erano rimaste intossicate dopo aver consumato ravioli congelati prodotti in Cina, che successive analisi condotte in Giappone avevano rivelato contenere una quantità di pesticida 10.000 volte superiore a quella prevista dalla legge.
NEW YORK TIMES - Rifiuti e mozzarella inquinata: causa ed effetto secondo l’autorevole New York Times, che scrive: «A causa dell’inquinamento della zona di produzione - la provincia di Napoli, che negli ultimi mesi è stata al centro dello scandalo dei rifiuti - il latte con cui è fatta la mozzarella risulta contaminato da agenti chimici. La conseguenza è che le vendite sono diminuite del 40 per cento».
COREA
- Il governo di Seul ha proibito, invece, l’importazione di mozzarelle di bufala italiane nel fine settimana, promettendo di togliere il bando non appena i riscontri, tuttora in corso, permetteranno di confermare o meno l’eventuale contaminazione e identificare il produttore responsabile. La Corea del Sud importa ogni anno circa 10 tonnellate di mozzarella di bufala.






