Posted by: Alessandro Ingegno | Marzo 12, 2008

Gli Stati Uniti tolgono la Cina dalla lista nera

Ma quanto di questa decisione è autonomo da parte degli Stati uniti e quanto invece dipende dal debito che il dollaro ha nei confronti dello yen? La Cina detiene riserve ufficiali per 1400 miliardi di dollari, investiti soprattutto negli Stati uniti, e ha l’economia americana nel pugno. —> articolo da “Internazionale” Il dollaro cinese

La cancellazione arriva a cinque mesi dalle Olimpiadi di Pechino. Nessuna spiegazione dall’amministrazione di Washington sulla decisione. Tra i ‘cattivi’ entrano invece Siria, Uzbekistan e Sudan

Washington, 11 mar. (Adnkronos) - A cinque mesi dalle Olimpiadi di Pechino, gli Stati Uniti ‘regalano’ alla Cina la cancellazione dalla ‘lista nera’ dei Paesi che violano i diritti umani. Nel rapporto del 2007 del dipartimento di Stato americano sui diritti umani fra i ‘cattivi’ entrano invece Siria, Uzbekistan e Sudan. Nessuna spiegazione viene data delle ragioni per cui l’amministrazione di Washington ha deciso di cancellare la Cina dai Paesi accusati di gravi violazioni, pur ribadendo che “i dati complessivi sui diritti umani restano scarsi” in riferimento all’anno appena concluso.I dieci più ‘cattivi’ - fra i quali figurava Pechino nei rapporti del 2005 e del 2006 - sono: Corea del Nord, Myanmar, Iran, Siria, Zimbabwe, Cuba, Bielorussia, Uzbekistan, Eritrea e Sudan. Per il 2007, la Cina viene classificata tra i Paesi autoritari, che hanno avviato riforme economiche e cambiamenti sociali senza però aver “intrapreso riforme politiche democratiche”.In Cina, sottolinea ancora il rapporto, sono stati “irrigiditi” i controlli “sulla libertà religiosa in Tibet e nello Xinjiang e il trattamento degli attivisti a Pechino è peggiorato”, mentre “il governo continua a controllare, perseguitare, arrestare attivisti, scrittori, giornalisti, avvocati e le loro famiglie, molti dei quali cercano di esercitare i loro diritti in base alla legge”.

Il documento del dipartimento di Stato americano cita poi miglioramenti in quattro Paesi dal 2006: Mauritania, Ghana, Marocco e Haiti. Piccoli progressi se non nulli sono stati registrati in Nepal, Georgia, Kirgizistan, Iraq, Afghanistan e Russia, mentre la situazione è peggiorata in Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka.

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