Posted by: Alessandro Ingegno | Gennaio 11, 2008

Legge Mastella su intercettazioni

Legge Mastella, bavaglio dell’informazioneLa legge Mastella è stata approvata dalla Camera lo scorso aprile con i voti bipartisan di governo e opposizione e nel silenzio compiacente di giornali e giornalisti, con l’eccezione di Travaglio, di Benedetto Della Vedova e del Giornale. Ora è in attesa di passare al Senato.
I dibattimenti pubblici “non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”; non saranno più pubblicabili “la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto”; sarà “vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”.
Quindi non sarà nemmeno fondamentale se le notizie siano vere e non segrete.
Se questa legge fosse stata operativa , ad esempio, due anni fa, nulla avremmo saputo di Tanzi o di Moggi, e nemmeno di Fiorani, Gnutti e Consorte, come rileva giustamente Marco Travaglio.
Nessuna sanzione, invece, per le fonti che permettono la diffusione delle carte, ad esempio magistrati e cancellieri
Il diritto di cronaca, in questo modo, viene imbavagliato, e a farne le spese sarà ancora una volta il cittadino, perchè nessun giornalista e direttore di giornale sarà disposto a “pagare” da 10.000 a 100.000 euro la diffusione di una notizia.
Mastella è felice:”nessuno ha voluto mettere la briglia alla stampa italiana

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